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Fake news: L’indicatore di fiducia lanciato da Facebook sarà efficace?

La collaborazione fra il gigante social e il consorzio Trust Project porta alla creazione di un indicatore di fiducia. Aiuterà gli utenti a verificare fonti d’informazione affidabili.

Facebook insiste nella sua lotta contro le fake news. Se l’alleanza con Trust Project costituisce un primo tassello verso il controllo sulla veridicità dei contenuti postati, il suo braccio armato si chiama Indicatore di fiducia. Il problema delle fake news è esploso con forza durante il 2016, dove sia la Brexit, sia l’elezione di Donald Trump hanno esposto il problema legato alle tante fonti che diffondono notizie false sui social network.

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Fake news, problema difficile da eradicare

Facebook ha quindi iniziato a combattere la sua battaglia contro l’enorme mole di fake news che vengono generate al suo interno. Con risultati per adesso deludenti, come testimonia anche un’inchiesta del Guardian. Il giornale britannico, fra le voci più critiche riguardo all’operato del gigante californiano, ha lanciato una serie di articoli contrassegnati come The Facebook Files. L’accusa, neanche troppo velata, è che si stia facendo davvero troppo poco rispetto all’entità del problema. 

Indicatore di fiducia: per adesso limitato a pochi editori

Al momento, l’opzione Indicatore di fiducia è disponibile solo per una manciata di grandi editori, ma Facebook ha promesso che in futuro sarà disponibile per tutti. I produttori di contenuti sul social potranno accedervi tramite l’opzione Strumenti di pubblicazione, dalla quale sarà possibile pubblicare i contenuti da condividere. Già in passato, il social network aveva reso possibile la visualizzazione di informazioni dettagliate su editori e fonti d’informazione, ma con questo nuovo strumento punta ad andare più in profondità nella verifica delle fonti postate.

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Facebook-Trust Project, una partnership che porterà lontano?

L’indicatore di fiducia è stato sviluppato insieme al Trust Project, con finanziamenti consistenti da parte di Google, Craig Newmark, fondatore di Craigslist e molte altri attori della rete che stanno cercando di contrastare il fenomeno delle fake news. Le informazioni che renderà disponibili riguarderanno il comportamento degli editori, il fact-checking dei contenuti postati e l’effettiva proprietà di chi li posta. Le note postate sul blog di Facebook confermano che l’intento è quello di aiutare gli utenti a capire l’effettiva affidabilità dei contenuti postati e della miriade di fonti che hanno trasformato il social in un vero e proprio hub di notizie e aggiornamenti. Il Trust Project è un consorzio di giornalismo indipendente nato all’interno della Santa Clara University, fra i suoi partner europei spiccano i nomi dell’Economist e l’agenzia di stampa DPA, mentre gli italiani sono La Repubblica e La Stampa.

Evoluzione del bollino di fiducia?

Non è chiaro se l’Indicatore di fiducia sarà l’evoluzione del “bollino” con cui Facebook intendeva marchiare le notizie false. Verso inizio anno era stata lanciata la notizia di una collaborazione fra otto grandi media francesi e il social network per contribuire alla distinzione fra notizie false e notizie vere. Uno sforzo a cui, in origine, sarebbero stati chiamati anche gli utenti, che tramite un fantomatico dispositivo avrebbero contribuito a segnalare notizie false o provenienti da fonti poco affidabile. Notizia caduta dal nulla, mentre oggi Zuckerberg e soci sembrano aver capito che la lotta alle fake news deve partire prima di tutto da un fact checking rigoroso, che per forza di cose non può essere lasciato in mano (solo) agli utenti.

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