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Migliori casse e altoparlanti: Oltre il CD, qualità super per audiofili

Migliori casse e altoparlanti: la qualità audio in alta risoluzione è destinata solo agli appassionati di audiofilia? La nostra opinione.

Di recente, abbiamo illustrato alcune opzioni per ascoltare audio di ottima qualità. Ma quanto può salire la qualità audio nel 2017? Una breve guida sui file in alta risoluzione: sono davvero indispensabili per un ascolto di qualità?

Musica liquida

La smaterializzazione della musica digitale – da noi il termine adottato è “musica liquida” – ha convinto alcuni ascoltatori ad utilizzare sistemi d’ascolto in alta definizione. L’ultima frontiera dell’hi-fi consiste in file di qualità studio master, generalmente di formato FLAC. La codifica di questi file può arrivare fino a 24-bit con una frequenza di campionamento a 192 kHz. Per intenderci, il CD utilizza una codifica a 16-bit/44,1 kHz, ovvero la migliore disponibile durante la sua fase di sviluppo. Di fatto, il pubblico ha oggi accesso ad una qualità che un tempo rimaneva confinata negli studi di registrazione.

FLAC

Cos’è un file FLAC? E’ un formato in cui la compressione non comporta diminuzione di qualità, a differenza degli mp3, che causano una perdita più o meno grande d’informazione sonora. Per capirne il funzionamento, immaginate un file .zip che viene decompresso al momento dell’ascolto. Sarà sempre più grande di un mp3, ma ridurrà le dimensioni rispetto ai file Wave, privi di alcuna compressione. Esistono anche altre codifiche, come l’AIFF e l’ALAC di Apple, ma per adesso il FLAC domina il settore.

Un mercato di nicchia

In realtà, da anni il mercato parla chiaro. L’alta definizione è interessante solo per una nicchia disposta a spendere molte migliaia di euro. Non ha presa nei confronti dei giovani, più che contenti con la comodità dei formati lossy. Non a caso, il mercato dei lettori dedicati sta crescendo poco. La causa? Un mix poco salutare di prezzi alti e la dubbia utilità nell’ascolto di file HD fuori casa. Quanti sono gli utenti disposti a collegare un DAC di alta qualità al cellulare e ascoltare musica con cuffie pagate non meno di 3-400 euro? Senza contare che il prezzo dei file di alta risoluzione è ancora alto per affermarsi come prodotto di massa.

Pono, un fallimento esemplare?

Neil Young non ha bisogno di presentazioni. Il cantautore canadese è da sempre alfiere dell’ascolto in alta qualità, celebre ad esempio è il suo odio per il CD in favore del vinile. Nel 2015 si è lanciato nella produzione di hardware audio, con un lettore ad alta definizione. Nelle sue intenzioni, Pono avrebbe dovuto “riabituare il pubblico ad ascoltare la musica come dev’essere ascoltata”. Senza dubbio Pono offre un’altissima qualità audio, arrivando a riprodurre file a 24/192. In pratica è un DAC portatile in grado di funzionare anche da lettore mp3. Il pubblico ha risposto benino all’inizio, ma lo store collegato, Pono Store, ha chiuso i battenti dopo nemmeno due anni. Attualmente si sta riconvertendo in servizio di streaming, ma le incognite sono molte più delle certezze. Il sostanziale fallimento del Pono indica che al momento l’alta definizione è priorità di pochi.

Come vanno le cose in Italia?

In Italia il trend sembra confinato a pochi appassionati. Se all’estero sono disponibili grandi nomi come HDtracks e Qobuz (che presto arriverà in Italia), da noi le piattaforme di vendita sono ancora poche. Col problema aggiunto di una qualità artistica spesso inferiore alla qualità sonora. Molte proposte sembrano infatti pensate più per esaltare qualità hardware di impianti molto costosi che offrire agli utenti grande musica.

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