pressostato

Cos’è un pressostato? Come funziona e quali sono le sue applicazioni

È decisamente ampia la gamma di applicazioni a cui possono esser destinati i pressostati: utili a registrare variazioni della pressione

I pressostati sono componenti elettromeccanici grazie a cui è possibile registrare variazioni della pressione applicata al di là di un certo valore predefinito. La cosiddetta pressione di azionamento, che corrisponde alla soglia di intervento, può essere regolata attraverso una vite di regolazione con la quale si può modificare la lunghezza della molla di contrasto. Quest’ultima è, nei pressostati normali, una delle forze che intervengono sulle due facce, insieme con la pressione che deve essere monitorata. Nel caso di un pressostato differenziale, invece, oltre alla pressione da verificare c’è un’altra pressione che vedremo nei prossimi paragrafi.

Come funziona un pressostato

Quasi tutti i pressostati si basano su un diaframma che si muove nel momento in cui deve essere sottoposto alla pressione che si intende misurare, in modo che il contatto meccanico in uscita possa essere attivato. Lo spostamento del diaframma è tanto più rilevante quanto più significativa è la differenza tra le forze che agiscono sulle facce. I pressostati possono essere impiegati per acqua e aria, ma anche per gas o per liquidi di altro genere, come gli idrocarburi e gli oli, in base alle peculiarità del contenitore e al modo in cui le membrane sono costruite.


Il pressostato per aria e il pressostato per acqua

I pressostati vengono utilizzati nei sistemi di controllo nei quali c’è bisogno di raggiungere un cambiamento progettuale in corrispondenza di un particolare valore di pressione. Un pressostato per aria è impiegato come parte del sistema di sicurezza degli impianti frenanti degli autotreni e dei treni, ma anche nei compressori di aria in ambito industriale. Il principale campo di applicazione di un pressostato per acqua, invece, è quello relativo ai sistemi di riscaldamento domestico, in cui la pressione si abbassa dopo che il rubinetto dell’acqua sanitaria viene aperto in modo che la caldaia si possa attivare. Riguardano soprattutto il settore automotive, invece, i pressostati per i combustibili, per gli oli minerali, per le benzine e per i liquidi, applicati sia negli apparati di movimentazione oleodinamici che nel motore.


Che cos’è un pressostato differenziale

Una particolare categoria di pressostati va individuata in quelli differenziali. Un pressostato differenziale per aria può essere utilizzato non solo in ambito industriale, ma anche nel campo commerciale e in quello civile. Vi si ricorre, tra l’altro, per gli impianti di ventilazione e di condizionamento. Questo tipo di dispositivo presenta un diaframma mosso dalla pressione che deve essere monitorata e da una pressione contrapposta: si sfrutta per il controllo della depressione e della sovrapressione, per il controllo del corretto funzionamento dei filtri o di un loro eventuale intasamento e per interrompere l’alimentazione delle batterie nel momento in cui viene a mancare l’aria.


Come agisce un pressostato differenziale

Un pressostato differenziale è un particolare tipo di pressostato regolabile che devia o chiude un contatto elettrico nel momento in cui il valore di intervento, cioè quello di taratura superiore, viene raggiunto dal differenziale di pressione applicato alle due prese, e ripristina il contatto elettrico nel momento in cui si va sotto il valore di rilascio, cioè quello di taratura inferiore. Un magnete viene collocato all’interno del corpo del pressostato e un altro magnete è posizionato al suo esterno: si ha a che fare, così, con una coppia di magneti permanenti in mutua repulsione che prende il posto della tradizionale soluzione formata da tenuta o-ring e alberino. Ciò favorisce, tra l’altro, una durata superiore del pressostato e un incremento del livello di affidabilità. I pressostati differenziali trovano applicazione negli impianti idraulici per cui occorre monitorare la differenza di pressione tra due punti in modo che essa non vada al di sotto o al di sopra di un certo valore.


Perché i pressostati sono importanti

Come si è visto, si fa riferimento ai pressostati quando si ha la necessità di monitorare nei sistemi pneumatici la pressione: il loro scopo è quello di aumentare gli standard di sicurezza e di migliorare il funzionamento degli impianti, garantendo un’uscita nel momento in cui si arriva a una pressione prestabilita. Prendendo a esempio un pressostato per aria, esso è impiegato per fare in modo che una pressione venga mantenuta costante; il compressore può essere spento dopo che il livello di pressione dell’aria desiderato è stato raggiunto dal serbatoio. Il compressore può essere acceso dall’interruttore qualora si registri un calo della pressione dell’aria.

Le caratteristiche di un pressostato regolabile Per la scelta di un pressostato, nel novero delle caratteristiche che devono essere prese in considerazione ci sono l’ambiente di funzionamento, la ripetibilità, la pressione differenziale e il campo di pressione di esercizio. Oltre che a un diaframma, un pressostato elettromeccanico può applicare una funzione anche a un pistone o a un soffietto per avviare un movimento: quest’ultimo può generare un contatto elettrico che permette, per esempio, di disattivare un compressore.

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