Come funziona il termocamino a legna? Vantaggi e svantaggi

termocamino a legna

Guida completa all’acquisto del termocamino a legna: come funziona, costi, benefici e migliori modelli per prezzi e opinioni

È un po’ di tempo che sentite parlare di termocamino a legna e vorreste saperne di più? Avete sentito vociferare che si tratta di una soluzione ecologica ed efficiente per riscaldare l’intera abitazione e vi siete incuriositi? Siete nel posto giusto. In questo articolo analizzeremo i termocamini a legna in tutti i loro aspetti, distinguendoli dai loro “false friends”, i finti sosia. Al termine di questa guida non solo saprete tutto su questi impianti, ma potreste già aver scelto il modello perfetto per la vostra casa!

1 Di che si tratta?

Il termocamino a legna è un sistema ibrido tra un caminetto ed un impianto di riscaldamento. Più simile al secondo che al primo, soprattutto in quanto ad efficienza, ci concede comunque il privilegio di godere del fascino insostituibile del fuoco. Per questo motivo, unitamente al fatto che sia una soluzione ecologica, molti lo confondono con il camino bioetanolo, anche perché apparentemente simile nella struttura.

In realtà, il camino bioetanolo ad incasso funziona e riscalda come e quanto una semplice stufa, con la differenza di essere alimentato con liquido combustibile ecologico. Il termocamino a legna invece è in grado di alimentare un vero e proprio impianto di riscaldamento, compresa l’acqua sanitaria. È quindi piuttosto paragonabile ad una vecchissima caldaia a legna, con la differenza, però, che è bellissimo e godibile in pieno soggiorno. Non a caso, viene installato ad incasso nella parete della living zonecontribuendo ad un design accogliente ed elegante.

2 Come funziona?

I termocamini a legna sfruttano la combustione del legname per generare aria o acqua calda. A seconda della tecnologia utilizzata, questi impianti provvedono al riscaldamento dell’acqua o alla distribuzione di aria calda in tutte le zone della casa. La potenza termica della combustione, cioè, viene trasferita all’acqua che, una volta raggiunta una temperatura compresa tra i 40° e gli 80°, confluisce direttamente negli impianti di canalizzazione domestici. Ciò significa che il termocamino a legna non è una fonte di calore diretta, ma alimenta impianti come quello dei radiatori, quello a pavimento e quello del boiler per la produzione di acqua calda sanitaria.

Una volta compreso questo meccanismo, sarà semplice per noi intuire che i termocamini a legna non riscaldano l’ambiente in cui si trovano. O perlomeno, non direttamente. Ciò significa che, nel soggiorno, il calore non viene sprigionato dal camino, ma dai radiatori che esso alimenta. In poche parole, l’effetto generato è soprattutto estetico.

3 Il termocamino a legna è abbastanza potente?

Prima di procedere all’acquisto di uno dei termocamini a legna disponibili sul mercato, è bene cercare di capire se sia sufficiente al fabbisogno dell’intero appartamento. La potenza termica sprigionata dalla combustione della legna, infatti, viene ripartita tra il camino, il suo vetro e l’acqua. Per conoscere l’efficacia di un termocamino a legna, dobbiamo prestare attenzione alla percentuale di potenza ceduta all’acqua, ovvero al suo rendimento termico. È questo il parametro che ci permetterà di capire se, da solo, il camino caldaia a legna riuscirà a provvedere all’intero fabbisogno domestico. Più la percentuale di rendimento termico sarà prossima al 100%, minore sarà la quantità di energia dispersa durante la combustione.

A seconda delle varie marche e tecnologie impiegate, un termocamino a legna può raggiungere anche il 75%-80% di rendimento termico. Ciò significa che l’80% della legna impiegata si trasforma in energia termica, mentre il restante 20% diviene cenere e pulviscolo. Ne deriva che a una maggiore percentuale di efficienza corrisponde un maggiore risparmio sulla materia prima impiegata: la legna, appunto.

4 Come conoscere il fabbisogno termico complessivo?

Avrete capito che, prima di procedere all’acquisto e all’impianto di un termocamino a legna, è necessario fare due conti. Il fabbisogno termico complessivo è un parametro che indica di quanta acqua calda necessiti la nostra casa, tra riscaldamento e acqua calda sanitaria. Ovviamente, la quantità necessaria dipende strettamente dal numero di conviventi, dalle abitudini individuali, dalla metratura dell’appartamento e dai suoi anni. Sarebbe quindi opportuno rivolgersi ad un esperto per le dovute rilevazioni e valutazioni. In linea generale, però, possiamo calcolare il fabbisogno domestico sommando il carico termico necessario all’acqua sanitaria necessaria.

Il carico termico dipende dalla metratura della casa e dalle sue condizioni (di recente costruzione o meno). Una casa moderna di 150 mq necessita di circa 7,5 kW giornalieri per essere riscaldata. Invece, una persona utilizza, in media, circa 70 lt di acqua calda al giorno, ovvero di 0,5 kW, pertanto, una famiglia composta da 3 persone, avrà un fabbisogno di 1,5 kW al giorno. Possiamo concludere che il fabbisogno termico quotidiano complessivo di questa famiglia sia di 9 kW, cioè 7,5+1,5 kW.

5 L’impianto è sicuro?

Molti clienti si dimostrano reticenti su questo punto: installare una caldaia a combustione nel soggiorno è sicuro? Fortunatamente, la tecnologia ci viene incontro ed è ad oggi in grado di prevenire i tanto temuti incidenti domestici. Questi impianti, infatti, sono dotati di uno o più sistemi di sicurezza che li rendono piuttosto sicuri.

Generalmente un termocamino a legna moderno possiede almeno un sistema di raffreddamento con serpentina in acciaio che evita il surriscaldamento dell’acqua anche in caso di assenza di energia elettrica. In caso di temperatura eccessiva, si attiva immediatamente una valvola di sicurezza che sparge acqua fredda nella serpentina. Alcuni modelli, inoltre, possiedono anche una valvola di sicurezza che mantiene la pressione dello scambiatore a livelli inferiori dei 2,5 bar.

6 Vantaggi e svantaggi

Eccoci giunti ai fattori che, insieme a quelli economici, possono davvero fare la differenza nella nostra scelta. Nella lista dei pro e contro, dobbiamo ammetterlo, i benefici hanno la meglio in maniera smisurata.

Pro del termocamino a legna

  • Design gradevole e all’avanguardia… senza rinunciare alle grigliate. I termocamini a legna sono moderni, eleganti, e versatili. Ne esistono anche di angolari e bifacciali, e riescono ad abbellire qualsiasi soggiorno. Inoltre, molti modelli possiedono il kit necessario a cuocere alla griglia, proprio come con un camino tradizionale.
  • Combustibile ecologico ed economico. L’impatto sull’ambiente della combustione è estremamente ridotto, del tutto imparagonabile a quello dei combustibili liquidi e gassosi. Dopotutto la legna è una materia prima 100% naturale! Essa inoltre è di facilissima reperibilità, proprio perché disponibile a km0, ed è il combustibile più economico in assoluto. Pensate che il risparmio rispetto agli altri carburanti può raggiungere anche il 50%.
  • Alti standard di affidabilità e sicurezza. Proprio trattandosi di impianti ultramoderni, i termocamini a legna possiedono dei sistemi di sicurezza che mancano a molte delle nostre vecchie caldaie. Il loro funzionamento non richiede alcuna supervisione, poiché sono dotati di sistemi automatizzati di gestione del combustibile e di controllo di anomalie.
  • Risparmio energetico. Molti modelli possono essere programmati di modo da rilasciare il calore progressivamente, in un arco di tempo esteso. In questo modo la temperatura verrà mantenuta costante in ogni ambiente della casa e il risparmio sarà garantito.

Contro del termocamino a legna

Possibili svantaggi legati al termocamino a legna possono essere il prezzo in sé (2000-8000 € circa) o i costi dell’impianto, che potrebbe richiedere interventi invasivi. Stiamo parlando dell’ipotesi di realizzare un sistema di canalizzazione dell’aria, oppure di rinnovare l’impianto idraulico nel caso dell’acqua. Dobbiamo ricordarci, però, che si tratta di un vero e proprio investimento che recupereremo, con gli interessi, nel giro di pochi anni. I costi possono essere abbattuti anche del 50%-60%, spendendo solo 2 € al giorno. Un’altra componente da menzionare è che si dovrebbe avere a disposizione un bel po’ di spazio, esterno e interno, per lo stoccaggio della legna.

7 Termocamino a legna: Migliori modelli

Termocamini a legna Edilkamin

L’azienda Edilkamin si occupa da oltre 55 anni della progettazione e realizzazione di impianti di riscaldamento a legna e pellet, giungendo ad esportare in oltre 30 Paesi. Che si tratti del modello Edilkamin Acquatondo 22 Plus, o dell’H2Oceano 15, insomma, la scelta non può essere azzeccata. Il primo modello, l’Acquatondo, è realizzato in acciaio spesso, è dotato di portellone scorrevole ed è posizionabile a parete o ad angolo. Misura 80 x 68 x 138,5 cm, e consuma circa 6 kg di legna all’ora. Al di là della potenza utile (23kW) e della potenza all’acqua (13,3 kW), spicca soprattutto il suo rendimento, pari all’82,2%. Si tratta di un impianto che può contenere sino ai 70 l di acqua e che può riscaldare tranquillamente sino a 600 m³. il suo prezzo è di circa 2250 €.

Il modello H2Oceano 15, invece, è un po’ più piccolo e meno potente. Misura infatti 74 x 62 x 135 cm e possiede una potenza utile compresa tra i 5 e i 16 kW. Maggiori, invece, sono la capienza d’acqua (75 l) e il rendimento, che arriva addirittura all’83,1%. Sempre realizzato in acciaio spesso, stavolta a vaso aperto, costa anch’esso circa 2500 €.

Termocamini a legna La nordica

Anche il gruppo La Nordica-Extraflame è un esperto nel settore del riscaldamento sin dagli anni ‘70. Italianissimo in fatto di meticolosità e design, come gli piace sottolineare, ad oggi esporta in più di 50 Paesi al mondo. Alla cifra di 3150 € circa, La Nordica ci propone il modello WF25 X – DSA, un termocamino a legna realizzato in acciaio e in ghisa provvisto di vetro a scomparsa, dalle dimensioni di 84 x 158/625 x 66 cm. Le note di merito sono la potenza termica nominale dichiarata, di 27,1 kW, la potenza all’acqua di 18,2 kW, e i ben 777 m³ riscaldabili. D’altra parte, però, il consumo orario di legna è di 8kg/h e, soprattutto, il rendimento è del 76,5%.

In compenso, il modello Focolare 80 Idro, pur essendo più economico, sembra essere più potente. Esso misura 80 x 119 x56 cm, ha un consumo orario di legna bassissimo (4,3 kg/h) e un rendimento dichiarato dell’82,7%. Anche i metri riscaldabili sono piuttosto arditi: ben 441 m³. Gli altri parametri, inferiori, sono la potenza termica nominale è di 15,4 kW e quella all’acqua è di 11,1 kW. Il dispositivo di sicurezza D.S.A. è incluso. Il suo prezzo attuale è di 1600 € circa.

Termocamini a legna Palazzetti

Da tre generazioni il gruppo Palazzetti si impegna nella progettazione di riscaldamenti che sfruttino energie rinnovabili, per fornire tutto il comfort necessario senza danneggiare l’ambiente. Il suo Termopalex BX300 è un termocamino ad acqua che può funzionare come unico impianto di riscaldamento oppure integrarne uno già esistente. Realizzato sempre in acciaio (focolare) e in ghisa (base), possiede una portina in vetro ceramico a scomparsa e misura 85 x 52 x 166 cm.

Buona la potenza termica nominale, pari a 27,4 kW, la potenza all’acqua (18.4 kW) e il rendimento al 75,6%. Non è il termocamino a legna più potente che ci sia, ma è in grado di riscaldare in autonomia ben 180 m³, quindi è più che sufficiente per un appartamento di medie dimensioni. La quantità di legna oraria è di circa 8,5 kg, mentre il boiler ha una capienza di 30 o 50 l. Tutto sommato si tratta di un buon investimento, dal momento che il suo costo è di circa 2200 €.

Termocamini a legna Famar

La Famar Brevetti è attiva sul territorio italiano sin dal 1985, e ha fatto del risparmio energetico tanto il suo stendardo quanto il suo principale obiettivo. Per questo motivo, ad oggi, i suoi termocamini a legna modello classico sono altamente performanti, con potenza nominale tra i 23,2 kW ed i 32,5 kW e un rendimento pari all’85%, il più alto che abbiamo incontrato. Si tratta di impianti dalla potenza termica resa all’acqua pari a 20 kW, dotati di un serbatoio di 72 o 90 litri, in base al modello scelto. Si tratta anche di impianti piuttosto versatili, che ci danno la possibilità di aggiungervi il Thermocombi (per la combustione anche del pellet), o solo la predisposizione adeguata del basamento.

Altri modelli, come l’SX Policombustibile, hanno già il Thermocombi incluso, e quindi ci danno da subito la possibilità di procedere con la combustione combinata. I materiali di produzione sono a dir poco eccellenti. Il modello Classic possiede una graziosa doppia anta frontale in vetro ceramica, apribile a libro, dotata di impugnatura resistente alle alte temperature. La lamiera decapata di acciaio di prima scelta e le rifiniture anticorrosione fanno il resto. Il prezzo, a seconda del modello, oscilla tra i 2200 € e i 4800 €.

Un commento

  1. DONATELLA ha detto:

    Un articolo molto chiaro e completo sull' argomento; ora mi sono fatta un' idea sui termocamini e sulle loro potenzialità! Andrò a chiedere un preventivo di istallazione quanto prima! Grazie!!

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