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Arcade, cinque titoli che hanno fatto la storia delle sale giochi [VIDEO]

L’epoca d’oro degli arcade è lontana, ma il retrogaming va ancora forte sui nostri computer. Ecco alcuni titoli gloriosi che hanno prosciugato i portafogli dell’epoca. 

Se avete almeno 30/40 anni e siete appassionati di videogiochi, non potete aver dimenticato l’era d’oro delle sale giochi. Prima che le console invadessero i nostri salotti, entrare in un’arcade significava accedere ad un mondo di videogiochi tecnicamente molto superiori ai sistemi casalinghi di allora, basati su microprocessori a 8 o 16 bit. Un mondo che, nelle poche sale rimaste, ha ormai lasciato posto a tristi schiere di slot machine. Lo celebriamo con cinque videogiochi che hanno fatto la storia.

Pac-Man

Impossibile non partire dal punto giallo ideato da Namco, icona immortale fra tutti i personaggi lanciati dai videogiochi. All’epoca, parliamo del 1980, fu una vera rivoluzione. I giochi popolari di allora erano più che altro sparatutto, ovvero Space Invaders e la sua serie di cloni. Il gioco Namco aggiungeva una complessità strategica allora inedita per le sale giochi, col giocatore che doveva stare attento a non farsi prendere dai quattro fantasmi, ognuno dei quali aveva un comportamento diverso. Potrà sembrare semplicistico ai giocatori di oggi, ma è semplicemente immortale. Nel 2010 Google ne ha celebrato i 30 anni con un Doodle giocabile.

Dragon’s Lair

Non il primo gioco in Laserdisc, ma senza dubbio il primo a portare al successo la categoria. Pubblicato nel lontano 1983, grazie al supporto digitale stupì i giocatori di allora con una qualità visiva pari a quella di un cartone animato. Il limite di questo tipo di giochi era però la scarsa libertà d’azione. Al giocatore era concesso di azionare combinazioni di tasti e movimenti sul joystick, in modo da risolvere i vari trabocchetti. Si trattava quindi di memorizzare le varie scene e le combinazioni di mosse necessarie per superarle. Un genere di gioco appartenente al lontano passato, ma che non ha impedito agli autori di Stranger Things di citarlo nell’ultimo trailer della fortunata serie TV.

Street Fighter II

Street Fighter era andato bene, ma niente avrebbe lasciato presagire il successo mondiale di Street Fighter II. Il gioco della mitica Capcom fu accolto con lunghe file davanti ai cabinati e sfide all’ultimo sangue per mantenere il posto e continuare a giocare. Lanciato nel 1991, si calcola che nel 1995 aveva già incassato qualcosa come 2.3 miliardi di dollari. Otto personaggi, ognuno con le proprie caratteristiche, alcuni dei quali diventati icone. Per controllarli, bisognava imparare una serie di tecniche, alcune complicate, che richiedevano tempo e pratica. Ha senza dubbio perfezionato il formato di picchiaduro a duelli che va forte ancora oggi. Decine di serie di grande successo (Tekken, Mortal Kombat, Soulcalibur) gli devono tutto.

Daytona USA

Daytona USA è diventato uno dei giochi di racing più popolari di sempre grazie ad una combinazione di grafica e velocità, incredibili per il 1994, e un cabinato molto sofisticato che restituiva con realismo il feeling delle corse. Il dettagliato texture-map con cui erano rivestiti i poligoni 3D era senza precedenti e la velocità di 60fps (frame per second) assicurava una fluidità che rese il gioco un grande successo. Era talmente avanzato, a livello tecnico, che nessun porting su console fu capace di reggere il confronto.

Metal Slug

Forse l’ultima grande serie arcade, prima che Playstation e compagnia giocante spostassero tutto nelle nostre case. Un classico dei giochi “run and gun” (corri e spara), dove il personaggio corre senza mai fermarsi in un ambiente orizzontale pieno di nemici. La fluidità, lo humour e l’azione frenetica ne decretarono il successo durante la fine degli anni ’90.

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