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NES: Super Mario, Duck Hunt, Zelda, i migliori videogiochi per la console Nintendo

Nostalgia canaglia… Se avete vissuto gli ’80, impossibile non ricordarsi del NES. Una console rivoluzionaria, firmata Nintendo. Ecco una selezione dei giochi memorabili

Ah gli anni ‘80. Oggi tutti ne parlano, li evocano, li rimpiangono. Erano davvero così mitici? Probabilmente no, ma è il grande potere della nostalgia. Epoche lontane, addirittura mai vissute (Sindrome dell’età dell’oro, ci insegna Woody Allen) alle quali si guarda con smisurata ammirazione. Revival fisiologico: dovuto al fatto che chi oggi crea contenuti – pubblicità, serie tv, film, immagini, musica – allora era un bambino. E si sa che i ricordi d’infanzia sono tanto distanti quanto filtrati: rimangono le cose belle. E quelle brutte non sembrano poi tanto male.

Non si esce vivi dagli anni ’80

Passerà anche la sbornia eighties, garantito. In favore dei nineties o di qualche altra stagione culturale. Nel frattempo, tocca sorbirsi i vari Stranger Things, la ribalta di Donald Trump, il reboot sui Ghostbusters, quello su Dynasty (sigh!), l’ondata di band synth pop e – dulcis in fundole repliche delle console a 8-bit. Ecco spiegato il successo della NES Classic (a breve arriverà la super), uscita nel 2016 e presa d’assalto dai nerd di tutto il mondo. Tanto che le troppe prenotazioni online hanno piegato il sistema di distribuzione di Nintendo. Ora è impossibile trovarla nei negozi e i prezzi degli esemplari prodotti sono schizzati alle stelle. Per i giovanissimi rimane un quesito: cos’era la Nintendo Entertainment System?

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La prima console “moderna”

È il 1983, quando l’azienda nipponica lancia il suo Nintendo Entertainment System, anche conosciuto come Famicon. Inizialmente lo fa in madrepatria, per poi espandere la distribuzione nei mercati esteri: Stati Uniti (1985) e resto del mondo, l’anno successivo. Chissà se l’allora presidente, Hiroshi Yamauchi e il responsabile del progetto Masayuki Uemura sapevano di avere tra le mani un oggetto destinato a diventare leggenda. Quel che è certo è che la NES getta le basi per tutto il gaming a venire. È lei che compie la rivoluzione, prendendo le distanze dai calcolatori e “inventando” il concetto di console moderna. Un’unica scatola dal design semplice, colorato e con bordi rotondi. Via la tastiera: al suo posto due controller, connessi al corpo centrale con dei fili. E l’hardware? Tutto finalizzato al gioco: processore a 8 bit (dunque più economico) coadiuvato da un coprocessore dedicato agli elementi grafici. La Picture Processing Unit (PPU) altro non era che l’antenata delle moderne schede video. E ancora non siamo arrivati alla vera forza della NES: i titoli sono semplicemente i migliori dell’epoca. Di seguito una selezione dei 3 più memorabili.

Super Mario Bros.

Con tali premesse, la console Nintendo è destinata al successo commerciale. Gli manca soltanto una cosa: una mascotte. Un portavoce che entri a gamba tesa nella cultura popolare, come fu Mickey Mouse per Walt Disney. Così arriva Super Mario e suo fratello Luigi: stereotipi dell’uomo medio che ambisce al ruolo di eroe. Perfetto calco a 8 bit del videogiocatore, il quale – come l’idraulico italo-americano – vuole evadere dalla monotonia quotidiana. Il gioco è di una semplicità disarmante: il personaggio principale si sposta in avanti, saltando, superando ostacoli e sparando palle di fuoco. Gli upgrade li si acquisisce mangiando dei fungoni, che sbucano da mattonelle sospese per aria. La colonna sonora ipnotica, quei tubi verdi, la principessa Peach, il malvagio Bowser hanno fatto la storia e rimarranno impressi nella memoria collettiva. Per sempre magari no, ma per i prossimi decenni sicuramente.

Duck Hunt

Troppi sarebbero i videogiochi per Nintendo da menzionare: tanti qualitativamente più importanti di Duck Hunt. Ma lo spara-anatre anticipa almeno un paio di generi, divenuti “grandi” con il tempo. E poi è tra i primissimi ad accoppiare un device fisico  – in questo caso una pistola – da puntare allo schermo. Se ne parliamo però, è per alcune ingenuità che lo rendono uno degli arcade più simpatici della Storia. Su tutti il cagnolone che spuntava dall’erba, tremando e singhiozzando. Il canovaccio alla base di Duck Hunt è al grado zero della narrazione videoludica: due anatre alla volta sbucano da un campo, il giocatore deve beccarle entrambe. Mano a mano che si procede con i livelli, le due anatre svolazzano più velocemente. Oggi tra animalisti, filosofia vegana e perbenismo, il gioco verrebbe tacciato di cattivo gusto. Allora il genere umano semplicemente se ne fregava. Erano i ruggenti anni ’80, si aveva meglio a cui pensare.

Zelda: l’epicità secondo Nintendo

Incredibile come in un pugno di anni la Nintendo abbia inventato saghe e personaggi azzeccatissimi. Tra questi ci sono Link e il mondo fatato di Zelda. Merito della mente di Shigeru Miyamoto, che nel 1986 crea e realizza “The Leggend of Zelda”. Già dalla complessa trama, di forte ispirazione fantasy, si intuisce la complessità del gioco. Ma è la modalità interazione a essere rivoluzionaria: Zelda per Nintendo è forse il primo titolo non-lineare. Significa che il giocatore ha molta libertà di movimento e può intraprendere strade differenti per completare l’avventura. Il personaggio ha a disposizione decine di armi da combattimento e un vasto mondo da esplorare. Insomma senza Zelda i vari open world – da The Elder Scrolls, a Fallout, a GTA o  Assassin’s Creed – non sarebbero mai nati. 

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