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Sapersi vendere: come farsi notare a un colloquio di lavoro

Non basta arrivare preparato ad un colloquio di lavoro importante, bisogna farsi notare e spiccare rispetto agli altri candidati

In che modo potete farvi notare se siete giovani e vi accingete a prendere parte a un colloquio di lavoro? L’assenza di esperienze alle spalle non deve essere considerata un ostacolo o una palla al piede, anche perché l’azienda che vi ha contattato ha letto il vostro cv e sa con chi ha a che fare. Non preoccupatevi più del dovuto, dunque, e piuttosto cercate di informarvi nel modo più completo possibile sull’impresa a cui vi siete proposti.

Essere informati sul datore di lavoro

Non commettete l’errore di mandare cv a destra e a manca in modo casuale sperando nell’effetto pesca a strascico: se anche vi dovesse andare bene, poi dovreste dimostrare di conoscere alla perfezione il business dell’azienda con cui sosterrete il colloquio. Non si tratta di esaminare solo il suo settore, ma anche la sua reputazione, le sue dimensioni e magari anche il suo fatturato: non farsi trovare impreparati è un ottimo punto di partenza per destare una bella impressione, ma al tempo stesso è il segnale di un interesse concreto verso chi vi sta concedendo un’opportunità.

Il curriculum e la preparazione al colloquio

E’ del tutto sbagliato millantare di possedere skill e esperienze di cui in realtà non siete in possesso. Per altro, di solito un processo di selezione si articola in diverse fasi, magari anche caratterizzate da valutazioni testali o comunque dalla presenza di interlocutori diversi: insomma, se “la sfangate” la prima volta non è detto che possiate considerarvi salvi. E se anche doveste essere assunti dopo aver mentito sulle vostre competenze, che cosa fareste se quelle capacità vi fossero richieste sul lavoro? La brutta figura sarebbe colossale. Quindi scrivete un curriculum funzionale mettendo in risalto le vostre competenze e capacità senza millantare e esagerare, l’onestà paga!

Pensare alle domande (e alle risposte)

Pensate in anticipo a quel che vi potrebbero chiedere nel corso del colloquio: c’è bisogno della massima attenzione e di altrettanta cura per non improvvisare. Va bene essere spontanei, insomma, ma ciò non vuol dire arrivare impreparati. Se avete ben chiare le caratteristiche della realtà a cui vi siete proposti siete già a buon punto, ma oltre a conoscere l’azienda dovete anche conoscere voi stessi: siate consapevoli dei vostri obiettivi di carattere professionali e siate sinceri con voi stessi a proposito delle competenze che avete. Esaminate con cautela le eventuali esperienze che avete già vissuto e cercate di capire come esse si possano integrare per la posizione di lavoro a cui ambite.

Il valore della concretezza

Qualunque sia l’azienda con cui interagite, cercate di essere flessibili e al tempo stesso concreti: fornite esempi reali e verificabili di ciò che dite e dimostrate di essere ben disposti ad adattarvi alle necessità più diverse. Tra le caratteristiche richieste dalle aziende ci sono le capacità di problem solving e l’orientamento al risultato, ma non è sufficiente asserire di possederle se non si è in grado di dimostrarlo. Approfondite le vostre esperienze precedenti, che non devono riguardare per forza il mondo del lavoro ma possono far riferimento, per esempio, al volontariato o a una vostra passione. Nel caso in cui doveste trovarvi di fronte a un mutamento di scenario nel corso del colloquio, non sentitevi in difficoltà ma siate pronti ad approfittarne. Cercate di far capire che siete bravi a gestire lo stress anche nelle situazioni di difficoltà.

Vietato aver paura

Non c’è motivo di essere timorosi. Questo non vuol dire che possiate essere spudorati o disinibili, ma solo che dovete sentirvi liberi di porre tutte le domande che reputate necessarie. Un’assunzione non è altro che l’incrocio tra le esigenze di un’azienda e quelle di un lavoratore: non è che la prima faccia un favore al secondo, o viceversa. Per questo potete chiedere come si svolgerà la mansione per cui vi siete candidati, ma anche quale sarà la retribuzione iniziale prevista. Una curiosità spontanea nei confronti del ruolo sarà di sicuro apprezzata, a patto che non si trasformi solo nel desiderio di guadagnare presto e il più possibile.

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