Quali puntine per giradischi scegliere? Shure, Audio Technica ed Ortofon, alcuni dei top di gamma assoluti

Quali puntine per giradischi scegliere? Shure, Audio Technica ed Ortofon, alcuni dei top di gamma assoluti

Se state cercando le puntine per il vostro giradischi, ve le consigliamo noi. Quali sono le migliori? Shure, Audio Technica e Ortofon, più alcuni top di gamma assoluti

Da quando l’industria del vinile è tornata in auge nel nostro periodo storico, sempre più aziende, sia storiche che non, hanno cercato di dare nuova linfa a questo movimento. Questo si traduce in produzioni di accessori ed elementi di funzionamento come le puntine per giradischi, indispensabili per ascoltare questo supporto. ma quali puntine comprare per il proprio giradischi? Ora lo capiremo assieme!

Cosa sono le puntine per giradischi?

Tutti noi almeno una volta nella vita, anche a casa di parenti o amici, abbiamo visto un giradischi funzionante. Un piatto di alluminio girevole alimentato tramite trazione diretta con motore al di sotto dell’asse, oppure tramite cinghia di gomma e puleggia in modelli vintage o più economici. Appeso al di sopra del piatto troviamo il braccio del giradischi, un prolungamento del sistema che permette di ascoltare la musica in vinile. Tale funzionamento è possibile grazie alle puntine per giradischi. Si tratta di piccole punte di diverse forme e dimensioni, che solcando in profondità le curve di un disco in vinile ne riproducono il suono tramite trasmissione elettrica. Di puntine per giradischi esistono di varie tipologie, modelli e forme, cercheremo di capire quali sono le più adatte alle esigenze degli audiofili (qui il test pensato per la categoria) così come dei newbie.

Il braccio del giradischi, il disclaimer primario

Osservando il nostro impianto, ci accorgeremo confrontandolo con altri di un elemento fondamentale, il braccio non è sempre uguale. Quell’elemento infatti cambia a seconda del giradischi che utilizziamo. Abbiamo il classico braccio ad S (pioniere del suono da DJ ed installato sui giradischi più famosi ancora oggi, come i Technics o i Garrard per quanto riguarda il vintage, ma anche nei moderni Audio Technica). Tali bracci erano diffuse molto negli anni ottanta, e permettevano un notevole suono del giradischi, ed una enorme facilità di manovra manuale, grazie proprio alla loro forma.

Esistono poi i classici bracci dritti, forse attualmente i più diffusi, e li troviamo installati sia nei giradischi ad azione manuale che meccanica, ovvero tramite pulsanti che lentamente spostano braccio e puntina al disco per farlo suonare. Strani e poco usati invece ma molto affascinanti sono i bracci tangenziali. Essi scorrono lateralmente anziché circolarmente al disco, permettendo così meno ritorno di suono e meno problemi di drifting (quando il braccio improvvisamente salta e non permette al disco di continuare a suonare). Ogni braccio ha la sua “shell”, ovvero una sorta di conchiglia in cui viene alloggiata la puntina. La scelta che può essere effettuata deriva dal fatto che alcuni bracci montano solo determinate shell, ed altrettante shell montano puntine di altrettanti tipi. In alcuni casi addirittura la shell non si può togliere, essendo fissata permanentemente al giradischi.

Come è fatta una puntina da giradischi?

Importante: per puntina infatti non si intende solamente il chiodo che poi suonerà nel vinile, ma tutto il corpo. Esso è costituito dalla punta in acciaio sagomata, ed esistono varie forme di quest’ultima: sferica, ellittica, lineare o shibata. La prima prevede un solco dritto e conico della puntina, mentre le altre possono essere diamantate, trasversali o circolari. Ogni puntina ha i suoi suoni caratteristici, e gli audiofili spesso ne scelgono alcune appositamente per suonare determinati generi. Esistono anche puntine “tuttofare”, che sono quelle trattate in questo articolo. Oltre alla punta abbiamo lo stylus, ovvero il fonomagnete che permette la trasmissione del segnale elettrico alla cassa dello stereo, dietro a questi abbiamo il cantilever, ovvero il finale della puntina con i cavi di diversi colori che si allacciano all’attacco della shell. In alcuni modelli con braccio dritto ad esempio la puntina è direttamente inserita nel magnete senza cavi, mentre questi ultimi spesso sono presenti nei bracci tangenziali e soprattutto in quelli a S. Capirete bene dunque che scegliere la puntina giusta non è affatto facile, e spesso si rischia di comprare il prodotto sbagliato: cercheremo di darvi alcune semplici istruzioni.

Come si scelgono le puntine per giradischi?

L’elemento essenziale da capire è quale puntina si adatta al nostro giradischi. Abbiamo detto e parlato di shell, bene. Questo è il primo elemento da guardare assieme alla eventuale matricola della puntina ed al modello del giradischi. Il modello permette di risalire alla puntina nativa, laddove il braccio non sia stato sostituito con uno di un’altra forma. Nei bracci ad S per comodità e soldi si tende a sostituire l’intero corpo comprensivo di shell, che spesso si trova su internet già montato a prezzi vantaggiosi. Laddove si voglia sostituire la sola puntina invece, conviene sempre osservare numero di serie e modello del giradischi. In questo modo risaliremo al modello della puntina e potremmo acquistarla comodamente. Per installarla poi converrà rivolgersi ad un negozio di musica o specializzato se si è alle prime armi, altrimenti dovremo procurarci una DIMA (un foglio circolare e tratteggiato che permetterà di installare la puntina in modo dritto così da non rovinare l’ascolto ed i dischi), ed anche un kit di montaggio per effettuare le operazioni al meglio. Presentiamo ora alcune puntine fra le più utilizzate in ambito amatoriale, così da offrire il massimo spettro possibile.

LTC 15-2333 Testa per Giradischi: un inizio da favola

Vi hanno regalato un fiammante giradischi con braccio ad S ma la puntina è troppo difficile da reperire con pezzi nuovi? Buttatevi su questo kit. All’interno della shell viene installata una puntina Audio Technica modello AT91, una delle regine della fascia medio/bassa. Audio Technica è un’azienda cinese che nel corso del tempo ha ricevuto e promulgato licenze per costruire giradischi similari agli storici Technics, fino a produrre un vero e proprio clone dello storico SL1200, considerato uno dei re dei giradischi a trazione diretta. Questa shell è realizzata in alluminio, e viene proposta su Amazon a meno di 30 euro spedizione compresa. Considerando che viene installata già la puntina sulla shell, quando arriverà non vi resterà che staccare il vecchio stylus e shell, ed avvitare tramite perno circolare il nuovo set. Come suona questa puntina? Discretamente bene se consideriamo che si tratta di un prodotto economico. Suona abbastanza bene i bassi, leggermente meno le alte frequenze, ma per un neofita che vuole ascoltarsi i propri dischi preferiti su di un impianto normale è una scelta ottima.

Audio Technica AT95EX: fonografo cartuccia, niente conchiglia ma comunque una perla

Iniziamo a salire leggermente di prezzo e troviamo sempre Audio Technica che ci propone questa testina di livello superiore con punta ellittica. Le punte ellittiche sono note per avere una potenza ed una versatilità di suono abbastanza importante, nonché una solida costruzione di base. In questo caso abbiamo ovviamente solo la puntina, il che implica che dovremo installare da soli o tramite esperto questo stylus sullo shell del nostro giradischi. Compatibile con la maggior parte dei giradischi con braccio ad S, questa puntina AT ha un bel suono corposo di alti e bassi, soffre leggermente sui medi ma grazie ad un buon impianto il problema viene superato abbondantemente. Consigliato a chi ama sentir uscire la musica dalle proprie casse con quel leggero spessore in più rispetto al modello precedente.

Shure M35X: testina con puntina sferica per giradischi, iniziamo a fare sul serio

Qui parliamo di una marca che definire storica è dire poco. Shure realizza tutt’oggi alcuni dei migliori elementi di corredo ed accessori per audiofili al mondo, ed il prezzo infatti inizia a salire. Sfondiamo il muro degli 80 euro per questa puntina di tipo MM. Si tratta di una sigla che significa Moving Magnet, laddove i due magneti che permettono il suono vengono fissati alla fine della puntina, diversamente dalle testine MC (Moving Coil), dove abbiamo due bobine attaccate alla puntina. Questa testina ha decisamente un suono più avvolgente delle precedenti, ed anche la frequenza massima supportata aumenta. Si adatta sostanzialmente ai bracci ad S o tangenziali, o comunque laddove la shell installata permetta l’utilizzo di due viti per il fissaggio. Interessante la parte di protezione della testina, che anziché essere estraibile è semplicemente sollevabile. La parte di protezione è forse uno degli elementi più importanti della puntina, protegge la testa da urti, polvere e graffi, e ne allunga la durata.

Shure Whitelabel testina a shell integrato, un “alternativa” da night club

Volete sbizzarrirvi con alcuni programmi da DJ e volete registrare scratch e suoni tramite il vostro giradischi? Con 150 euro potete acquistare questo prodotto della Shure. Si tratta di una puntina molto particolare, sempre di tipologia MM, ma che viene installata su di una shell molto lunga che ben si adatta ai bracci ad S, fissi o tangenziali. La shell così lunga permette non solo una migliore diffusione del suono durante il movimento circolare della testina, ma anche una serie di movimenti come scratch, cambi di tempo e cambi di frequenza che sono tanto cari ai DJ. Il prezzo alto è giustificato dal fatto che nella scatola viene fornito il necessario già installato, quindi una volta arrivato a casa non dovremo far altro che estrarlo dalla scatola e sostituirlo con quello che abbiamo comprato. Essendo una puntina da DJ avremo altissime frequenze ed un mix abbastanza corposo, ma soprattutto una versatilità di suono non  indifferente, dato che parliamo di puntine da mixer. Alti molto pronunciati, medi corposi e bassi abbastanza alti, così da avere un effetto davvero da primi della classe.

Ortofon Concorde MIX MKII, two is megl che uan

Ortofon è forse un altro dei brand più conosciuti per quanto riguarda i DJ, ma anche l’audiofilia in generale. Iconico fu ormai moltissimi anni fa il suo rivoluzionario shell che qui riportiamo, chiamato Concorde. Per via della forma affusolata ed allungata, divenne la shell preferita dai DJ, grazie alla sua robustezza costruttiva ed alla sua versatilità di utilizzo. Venne e viene però tutt’ora anche apprezzata da chi ama il vinile in generale, perché si tratta di un prodotto robusto e con un impatto sonoro notevole. Qui presentiamo la variante economica del Concorde Ortofon, venduta in questo bundle addirittura in doppia puntina, considerando che i DJ spesso utilizzano due giradischi contemporaneamente. Adatto ai bracci ad S soprattutto, si adatta a moltissimi tipi di giradischi anche medio/medio-alti, tuttavia, viene indicato spesso con un modello che costi almeno 250/300 euro per sfruttarne appieno le sue capacità. Medi molto lineari, ma bassi ed alti da antologia grazie alla puntina conica con alcuni piccoli solchi che aiutano l’ascolto così come i movimenti di scratch e cambi di direzione repentini. Realizzata in materiale ultra-resistente, questa puntina farà la gioia di tutti gli appassionati, anche di coloro che sono alla ricerca di un prodotto per iniziare. Considerando soprattutto che i 175 euro che andremo a spendere valgono per un doppio accessorio.

Ortofon 2M, un essere venuto da un altro mondo

Questa è a tutti gli effetti la puntina più costosa che si possa trovare su Amazon, ed anche un po’ una provocazione. Considerando che costa più di 500 euro, parliamo di una puntina non plus ultra, il top della categoria Ortofon in materia di puntine per giradischi. Abbiamo un cantilever ed una punta ellittica nuda, il che significa che è in alluminio puro non trattato, così come in alluminio è anche il corpo di questa testina. La variante qui presentata è la “black edition”, ma esistono anche la Orange da 300 euro e la Blue da 199 euro, comunque due ottime puntine.

In questo caso parliamo di una testina che si adatta ad impianti molto costosi e ben costruiti, con una attenzione per i dettagli maniacale. Per quanto riguarda i bracci, si adatta sia agli S che ai fissi, mentre per i modelli che ne installano uno, non va molto d’accordo con i tangenziali. Parliamo ovviamente di un prodotto destinato non tanto ai collezionisti di vinili incalliti, quanto agli audiofili che vogliono avere una varietà di suoni, colori e resa del proprio impianto al massimo delle possibilità offerte da questo campo. L’installazione prevede il solito fissaggio di due viti aiutati da una DIMA per la livellazione sul piano del giradischi, ma considerando quanto costa forse è meglio in questo caso rivolgersi ad un tecnico esperto che ne effettui l’installazione. Costa troppo forse? Chi lo sa, le vie degli audiofili sono infinite e spesso in continua evoluzione.

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