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Cosa riserverà il mondo della domotica? Le previsioni della futurologa Webb

Le case degli italiani sono sempre più “Smart”: la tecnologia abbraccia ormai in modo sempre più netto la quotidianità domestica

Le case italiane sono smart, come confermato dai dati presentati dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, secondo cui il mercato domotico ha raggiunto un valore complessivo di 5 miliardi di euro.

Cosa si intende per Smart Home?

Con la denominazione “Smart Home” si fa riferimento alla classica “casa connessa”, quindi un’abitazione in cui una grande quantità dei suoi dispositivi tecnologici, se non la totalità, sono collegati alla rete e di conseguenza gestibili anche da remoto. Nel mondo domotico infatti tutti gli elementi tecnologici possono essere gestiti utilizzando il web, proprio per questo si parla, a tale riguardo, di Internet of Things, ovvero “Internet delle cose”.

È sufficiente utilizzare il proprio smartphone, facendo ricorso a delle apposite App, per compiere le operazioni più disparate, dall’accensione del forno a microonde a quella delle lampade di una determinata stanza, dalla regolazione della temperatura degli ambienti interni fino all’attivazione di un sistema di allarme. Queste moderne abitazioni iperconnesse fanno rima con comodità, questo è evidente, ma sono pregevoli anche dal punto di vista dell’efficienza energetica: tutte queste automazioni, infatti, sanno contribuire in maniera importante alla riduzione dei consumi energetici domestici.

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Il futuro della domotica

Le aziende che propongono elettrodomestici e altri accessori di tipo domotico sono sempre di più, e la possibilità di gestire e monitorare tramite la medesima applicazione dispositivi di diverse tipologie, o perfino di diversi brand, non fa che rendere questi sistemi ancor più performanti. Ma che cosa saprà riservare il futuro della domotica? Avendo oggi raggiunto un simile livello di avanguardia, il mondo Internet of Things come cambierà le nostre abitazioni negli anni a venire? In occasione del Festival South by Southwest tenutosi ad Austin, in Texas, ha espresso il proprio parere a tale riguardo Amy Webb, docente presso la New York University Stern School of Business e fondatrice del Future Today Institute.

Il parere della futurologa Amy Webb

Amy Webb, da futurologa quale è, ha delineato quello che potrebbe essere uno scenario delle Smart Home nelle epoche che verranno, e la sua posizione è piuttosto netta. Secondo Webb, infatti, il livello di avanguardia tecnologica delle nuove abitazioni domotiche crescerà ancora e giungerà a un livello tale da divenire parte integrante della nostra vita.

Dal momento che già oggi un sistema domotico è in grado di compiere innumerevoli operazioni con un semplice click sul proprio smartphone, risulta davvero complicato immaginare dei miglioramenti funzionali riguardanti tali sistemi. Eppure la futurologa Webb ha avanzato delle ipotesi precise, sottolineando come l’idealtipo di casa domotica sarà quello in cui l’abitazione suggerisce perfino delle abitudini correlate allo stile di vita, indicando ad esempio quando è il momento di fare un po’ di esercizio fisico, cosa è preferibile preparare per cena, che tipo di dieta seguire e quali cibi acquistare.

Il rischio di una vera e propria dipendenza

La visione della futurologa, ad ogni modo, sembra essere più negativa che positiva: la presenza di tecnologie sempre più performanti e iperconnesse, infatti, andrebbe a creare una sorta di dipendenza dal “sistema operativo” in cui siamo inseriti. Accadrà davvero che la nostra casa ci riprenderà laddove dovesse vederci pigri sul divano, consegnandoci degli attrezzi ginnici per fare un po’ di movimento e magari mettendo un po’ di musica di sottofondo per spronarci?

Davvero la nostra casa ci dirà cosa dobbiamo mangiare per cena se vogliamo essere in forma? Sul serio la casa del futuro ci dirà cosa acquistare al supermercato, magari inserendo nelle nostre shopper, speciali buste riutilizzabili quali quelle visionabili su www.gedshop.it, una lista della spesa già compilata? È evidente che quelle in questione sono soltanto delle ipotesi, e per capire a che punto la domotica riuscirà a spingersi non si può far altro che attendere e scoprirlo in prima persona.

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