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Kodi TV: Gli sviluppatori consigliano di aggiornare il prima possibile

La piattaforma TV è nota per problemi di sicurezza. Gli sviluppatori consigliano di aggiornare per ridurre i rischi

Gli sviluppatori dietro a Kodi TV hanno appena ricordato ai propri utenti di aggiornare sia il software di base che le varie add-on. Il software, usato da milioni di persone in tutto il mondo, continua a generare polemiche perché consente di guardare canali e materiale protetto da copyright e barriere di geolocalizzazione. Ma non solo, perché pone anche notevoli rischi, soprattutto riguardo alla scarsa sicurezza informatica di molte add-on che vengono scaricate per accedere a contenuti speciali. I suoi creatori lo ammettono apertamente: Kodi non sarà mai sicuro al 100%, ma effettuare regolari update è la miglior difesa contro il malware che si può acquisire dalla piattaforma.

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Kodi TV – Impossibile evitare tutti i rischi

Nel post, Martijn Kaijser scrive: “Nonostante sia impossibile, per noi, affermare che Kodi diventerà privo di rischi, possiamo assicurarvi che stiamo cercando di migliorarne la sicurezza ad ogni release. Questo non ha solo a che fare col software principale e col codice di base su cui è costruito, ma anche con le librerie esterne che utilizziamo per renderlo un programma funzionale”

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La schermata dove è possibile controllare che versione di Kodi è in uso

Kodi TV – Che versione è in uso?

Secondo quanto postato dagli sviluppatori, scoprire quale versione si sta usando è piuttosto semplice. Ad ogni avvio dell’applicazione, infatti, appare una schermata di lancio che indica chiaramente quale versione è in uso. Tuttavia, siccome la schermata appare sullo schermo per pochissimo tempo, l’utente potrebbe non essere in grado di leggere attentamente la versione. Un’alternativa, quindi, è aprire le preferenze e recarsi al pannello delle info di sistema, dove cliccando sulla sezione “Summary” si apre un dettagliato resoconto di sistema, con versione utilizzata ben visibile.

Kodi TV – Come aggiornare le add-on?

Sempre dal sito ufficiale, i creatori spiegano come aggiornare le numerose add-on presenti sulla piattaforma. Normalmente, il software di base contatta il server su base regolare, per controllare se ci sono aggiornamenti disponibili per ogni add-on installata. In alcune rare istanze, gli aggiornamenti potrebbero non essere rilevati e potrebbe esserci bisogno di un controllo manuale. Questo può succedere, ad esempio, nel caso in cui l’aggiornamento di un’add-on sia stato appena rilasciato. Dunque, effettuare un controllo manuale di tanto in tanto può essere una buona abitudine per stare tranquilli. Per eseguire un’update manuale, bisogna aprire il manager delle add-on e cliccare sul tasto dedicato al controllo sul server. Per informazioni più dettagliate sull’add-on manager, è disponibile questa pagina in inglese.

Kodi TV – Uno streaming non sempre legale

Nella sua essenza di base, Kodi è un semplice media center gratuito lanciato nel lontanissimo 2002 col nome di XMBP (ovvero Xbox Media Player). Diventato più semplicemente Kodi dopo una serie di trasformazioni, permette all’utente di riprodurre DVD e contenuti digitali privati. Grazie ad un’interfaccia piuttosto semplice ma al tempo stesso potente e ben organizzata, chiunque può organizzare la propria libreria di file video in modo rapido ed intuitivo. Il problema, almeno sotto un profilo strettamente legale, sono le add-on sviluppate da terze parti.

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La sezione “add-ons” permette di controllare gli aggiornamenti delle varie add-on presenti su Kodi

Kodi TV – Una versatilità che ha portato anche a degli arresti

O meglio, alcune di esse, dato che in alcuni casi non sono altro che portali verso siti e canali di streaming illegale. Non una novità nell’ambito della rete, visto che i siti dedicati allo streaming illegale sono ancora tanti. Eppure, la semplicità con cui Kodi permette di accedere a contenuti altrimenti vietati ha attirato l’attenzione di pirati prima e autorità poi. Hanno fatto scalpore gli arresti eseguiti in UK all’inizio dell’anno, anche se si trattava di un gruppo organizzato che aveva immesso in commercio vere e proprie “Kodi Box”. Chiavette, in grado di essere collegate alla TV per riprodurre contenuti coperti da copyright. Ovviamente, col versatile software olandese alla base di tutto.

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