Chi sono i migliori registi visionari contemporanei?

migliori registi visionari

Film psicologici, allegorici, grotteschi, ma anche estremamente catartici. Ecco quali sono i migliori registi visionari di oggi

Dopo quella sui migliori romanzi del ‘900, continuiamo a prodigarci nelle liste audacissime. Ci siamo chiesti: quali sono i registi contemporanei su cui scommettere ad occhi chiusi? Prescindendo dai gusti individuali, l’elenco sarebbe infinito. Se restringiamo il campo ai migliori registi visionari, invece, la risposta è quasi automatica. Ci riferiamo a tutti quegli autori che virano verso il bizzarro, il grottesco, il paradossale – con i dovuti distinguo, ovviamente. Parliamo, insomma, di quel tipo di Director onnivoro, che attinge alla complessità della psiche in toto e ne fa materia prima di narrazioni allucinanti e allucinate.

Si tratta di una manovra che scommette fortemente sulla capacità immaginativa dello spettatore, in grado di ricomporre il mosaico allegorico e la morale della favola sottesa dalla storia. Non sentiamo di spingerci troppo in là, se lo definiamo un “realismo magico” dei giorni nostri. Ci riferiamo a una narrazione che prende spunto dal mondo quotidiano e viene sottoposta al processo di trasfigurazione artistica, al punto da riuscire a modificare il reale. Il risultato è la restituzione di una verità alternativa, plausibile nella sua assurdità.

Copertina: fotogramma da Antichrist, Lars Von Trier. Courtesy of http://www.marthagarzon.com

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1 Christopher Nolan

Il primo grande colosso tra i migliori registi visionari che sentiamo di omaggiare è il londinese Christopher Edward Nolan. La sua biografia vanta quasi cinquant’anni di vita e giusto una dozzina di film. Di quelli, però, letteralmente in grado di sconvolgere lo spettatore. Sin da Following (1998), lungometraggio d’esordio, il regista si dimostra incline a un montaggio dalla struttura non lineare e al perseguimento di una verità sempre più complessa da scovare.

I suoi personaggi sono ora vittime ora attori consapevoli di significativi scarti spazio-temporali, a causa di patologie (Memento, 2000; Insomnia, 2002) o di astuti e studiati propositi (The Prestige, 2006; Inception, 2010; Tenet, 2020). Nel mezzo, la trilogia del Cavaliere Oscuro (Batman Begins, 2005; The Dark Knight, 2008; The Dark Knight Rises, 2012). Un connubio perfetto di complessità psicologica dei personaggi, teorie anarchiche portate all’estremo e adrenalina e spettacolarità allo stato puro.

Arduo compito delegato allo spettatore è quello di seguire i personaggi in questi viaggi extra-ordinari e meta-temporali (che riguardano il “tempo dentro al tempo”). Il pubblico viene continuamente sfidato non solo a prevedere le sorti dei protagonisti, ad anticiparli nel loro viaggio che risale la trama, ma anche a cogliere il disegno completo della mente registica.

Film di Nolan in DVD:

Alcuni libri su Nolan:

2 David Lynch

Non dovrebbero servire presentazioni per quello che The Guardian ha già definito “il regista più importante di quest’epoca”: David Lynch non poteva mancare nella nostra lista di migliori registi visionari. Un uomo che fa del visionario il suo manifesto, nascendo come pittore ancor prima che come regista. Proprio la tendenza all’onirico e all’allucinato è la costante di tutta la sua produzione cinematografica: è il linguaggio prediletto dal regista per portare in scena le angosce dell’animo umano. Lynch muove i fili dei suoi personaggi-burattini, persi costantemente in un universo tetro e simbolico, lungo trame che oscillano tra il noir (Blue Velvet, 1986; Twin Peaks, 1990-1991; Lost Highway, 1997), ed il grottesco (Inland Empire, 2006; Mulholland Drive, 2001).

Nella fattispecie, l’ambientazione è caratterizzata dalla costante compresenza del mondo reale e di quello onirico. L’ormai proverbiale atmosfera, che denota calma e lentezza apparenti, accresce la tensione ed il senso di straniamento dello spettatore, scisso tra realtà fattuale e l’intra-mondo dei protagonisti. Le inquietanti visioni che li tormentano, infatti, altro non sono se non il marasma di paure, speranze e segreti che un individuo (o la società) nasconde dentro di sé.

Cofanetti di DVD di Lynch:

Volumi sulle opere di Lynch:

3 Yorgos Lanthimos

Terzo solo nell’imparzialissimo ordine alfabetico, il regista ateniese Yorgos Lanthimos, forse il più vicino alla nostra definizione di “realismo magico”. Sin dal suo debutto da solista (Kinetta, 2005), il regista rende esplicito il gusto per il quotidiano, esasperandolo tuttavia al di là del confine con il paradosso e il grottesco. Gli ingredienti alla base dei primi lavori sono circostanze tristemente note e quotidiane, come la crescita in una famiglia troppo protettiva (Dogtooth, 2009) o la difficile condizione del lutto (Alps, 2011). Proprio l’estrema pregnanza di queste tematiche induce l’autore a portarle all’estremo della tensione, sino a distillarne una morale mordace.

Le opere successive denotano il decollo dell’immaginazione di Lanthimos: il momento in cui la trama perde il contatto con il suolo e sconfina in un universo immaginario (The Lobster, 2015; The Killing of a Sacred Deer, 2017), quando non favolistico (The Favourite, 2018). Ad ogni modo, niente a che vedere con il fantasy o il fiabesco: piuttosto il confronto, rispettivamente, con un futuro distopico, con un mito greco e con gli intrighi di corte. Senza dubbio uno dei migliori registi visionari di sempre.

Alcuni capolavori di Lanthimos in DVD:

4 Lars Von Trier

Il prossimo maestro arriva direttamente dalla Danimarca, classe ’56: nientemeno che Lars Von Trier, uno dei rappresentanti del movimento Dogma 95. È questo un regista che non ha peli sulla lingua ed è lontanissimo dal politically correct, ma il suo genio e la sua fotografia compensano pienamente. La sua prima produzione gravita intorno alla “figure del candore”, protagonisti che per eccesso di ingenuità e bontà vanno incontro ad un tragico destino (Breaking the Waves, 1996; Dogme#2: Idioterne, 1998, Dancer in the Dark, 2000). Non fa eccezione neanche Dogville (2003), che inscena il dramma di una figura quasi cristologica che si immola per il bene di una assurda cittadina i cui confini privati sono scanditi esclusivamente da tracce sul suolo.

Ben presto, l’inclinazione di Trier per gli aspetti più sadici e atroci dell’animo umano dà vita a pellicole forti da mandare giù, eppure estremamente poetiche nella loro crudezza (Antichrist, 2009; Melancholia, 2011; Nynphomaniac vol. 1 e 2, 2013, The house that Jack built, 2018). Qui l’elemento magico è nietzschianamente legato alla profondità delle forze dello spirito, influenzate da – o comunque interrelate a – quelle naturali o paranormali. Esso è sempre sotteso dalle ambientazioni fiabesco-pittoriche e dal campo lungo o lunghissimo.  

Opere di Lars Von Trier in DVD:

Monografie su Lars Von Trier:

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