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Net Neutrality: La sua caduta metterà a rischio Bitcoin e le criptovalute?

Se la decisione dell’americana FCC metterà la Net Neutrality in soffitta, si apriranno prospettive inquietanti per la rete. Con possibili ricadute anche sul nascente mondo delle criptovalute.

Il prossimo 14 dicembre sarà una data importante per gli Stati Uniti. Sarà il giorno in cui la Federal Communications Commission, equivalente americano della nostra AGCOM, voterà per abolire le protezioni – varate durante l’era Obama – che classificano la rete sotto il Secondo Titolo del Telecommunications Act. Caduto questo scudo, le ripercussioni sulla cosiddetta Net Neutrality saranno inevitabili. I provider della rete potranno infatti usufruire di pratiche commerciali che favoriranno corsie preferenziali e linee più veloci. In altre parole, sarà possibile creare una gerarchia di connessioni più veloci e più lente a seconda del tipo di abbonamento, con i gestori che saranno liberi di dare priorità a certe fasce di clienti a scapito di altre.

Net Neutrality, pro e contro

Come spiega chiaramente Alessandro Bordin su HardwareUpgrade, non tutti sono contro la messa in soffitta della Net Neutrality. Secondo alcuni, una differenziazione dei piani potrebbe garantire una migliore redistribuzione delle tariffe, dato che gli utenti pagherebbero solo in base a ciò che consumano realmente. Per altri, molti altri, la Net Neutrality è un diritto sacrosanto e cancellarla significa suddividere gli utenti della rete in classi odiose. In realtà, le fazioni sono essenzialmente riconducibili a due parti: da un lato i provider, la cui lobby è potentissima, e tutti coloro che trarrebbero un guadagno da un web privo di net neutrality. Dall’altro gli architetti che hanno costruito il web in questi decenni, Google in testa, ma anche Microsoft, Apple e Amazon, giganti che non vedono di buon occhio le possibili restrizioni che nasceranno.

Net Neutrality: in Europa rimane, ma per quanto?

Il problema della Net Neutrality per ora non tocca il nostro continente, anche se spesso gli Stati Uniti assumono il ruolo di apripista. Non è improbabile che la questione arrivi prima o poi al Parlamento Europeo, ma è anche vero che passerà un po’ di tempo prima che la questione sia all’ordine del giorno in ambito europeo. Tuttavia, l’imminente decisione della FCC si porterà dietro conseguenze non facili da prevedere, ma che avranno ripercussioni sulla vita quotidiana di un numero sempre più crescente di persone.

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Uno dei tanti banner a favore della Net Neutrality: in USA molti attivisti stanno facendo sentire la propria voce

Il problema con Bitcoin

Molti, ad esempio, si stanno chiedendo se la decisione della FCC possa portare a conseguenze anche su Bitcoin e l’universo di criptovalute che sta attirando sempre più attenzione da parte degli investitori. Le criptovalute sono essenzialmente denaro generato in rete, comprato da una maggioranza di utenti su piattaforme chiamate exchange. Un recente articolo di Motherboard si interroga, quindi, su cosa succederebbe se i gestori decidessero di favorire piattaforme a scapito di altre. O magari sfavorire alcune valute penalizzandole in termini di velocità, o addirittura bannarle completamente. Un panorama che, dovesse avverarsi, cozzerebbe violentemente con lo spirito open-source e trasparente che anima i sostenitori della Blockchain e delle possibilità insite in questa tecnologia.

Monopolio in vista?

A soffrire non sarebbero tanto i grandi siti come Coinbase, che in una situazione del genere negozierebbero velocemente con i provider pur di avere corsie preferenziali d’accesso, ma tutta la galassia di piattaforme indipendenti che subirebbero le pressioni di uno scenario di concorrenza improvvisamente accidentato. Scenario in cui la possibilità di formare monopoli in grado di orientare il mercato diventerebbe assai concreta. In generale, si tratta di un futuro costellato da una molteplice serie di incognite, ma anche dal rischio di costi aggiuntivi che andrebbero, come sempre, a ricadere sugli utenti. Non crediamo che l’arrivo di un internet a più velocità costituisca la fine delle criptovalute, come si chiede giustamente Jordan Pearson nell’articolo di Motherboard, ma è assai probabile che arrivi ad aggiungere elementi di rischio. Tutto questo, in un universo ancora giovane e volatile come quello che vede nascere e morire le criptovalute di oggi e domani.

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