schede video

Schede video mining: le migliori per minare criptovalute

Le GPU dedicate sono ormai un vero e proprio trend di mercato. Ecco quali sono le migliori.

Il mining di criptovalute può garantire un discreto guadagno. Tuttavia, è un’operazione che richiede competenza e rifugge da qualsiasi improvvisazione. Senza dimenticare che, col tempo, diventa sempre meno remunerativa. Ogni criptovaluta, Bitcoin in testa, viene generata attraverso un network che genera complesse operazioni di mining. Operazioni che, via via, diventano sempre più vessatorie in quanto a potenza di calcolo. Più il network cresce e meno facile diventa il guadagno, ed è per questo che il miner professionista deve conoscere bene l’hardware di cui ha bisogno. A partire dalle schede video, una delle vie più sorprendenti con cui darsi a questa piccola corsa all’oro, spesso introvabili a causa della corsa all’acquisto. Andiamo a vedere se il gioco vale la candela e quali sono le migliori schede video per il mining.

Che guadagni con il mining?

Nella seconda metà del 2017, il mercato delle criptovalute è letteralmente esploso. I record toccati da Bitcoin stanno attirando molti piccoli investitori in cerca della classica cornucopia d’oro, mentre gli esperti mettono in guardia nei confronti di quella che viene vista come la prossima, grande bolla. Per alcuni, anche peggiore della famosa bolla delle dot.com di fine anni ’90. Il mining, invece, può essere ancora un’opzione remunerativa, ma per ottenere criptovaluta è necessario un sistema con GPU dedicata allo scopo. Tale sistema si classifica in base a parametri come Hash/secondo e al consumo (W/h). I guadagni non sono altissimi anche con le migliori schede video per il mining, ma molti miner li integrano al lavoro principale con poca fatica.

schede video
Il logo di Ethereum, tra le crypto più minate

Miner professionisti

La realtà è che il miner professionista è di solito un informatico che possiede sistemi molto potenti, a cui delega la gestione del mining in background o nelle ore notturne. Tuttavia, molti sistemi dedicati (i cosiddetti ASIC) stanno salendo alla ribalta. Il miner li acquista – spesso si tratta di computer dedicati – e nel giro di diversi mesi riprende la spesa iniziale. Solo a quel punto parte il profitto, con i piccoli miner inevitabilmente schiacciati dal confronto con i grandi gruppi che sono in grado di incrementare il proprio sistema una o più volte l’anno.

Litecoin & co

Al momento, le criptovalute più remunerative in chiave mining sono Litecoin, Dogecoin e Feathercoin. Si tratta di tre valute “scrypt-based”, relativamente nuove sulla scena. Sono valute che saltano a piè pari il tradizionale algoritmo con cui il sistema “dimostra” di avere i requisiti necessari per effettuare il mining. E’ il sistema, ad esempio, su cui si basa l’algoritmo SHA–256 (dove SHA sta per Secure Hash Algorithm) utilizzato da Bitcoin. La differenza principale sta nel tipo di risorse utilizzate. Gli algoritmi di tipo SHA sfruttano essenzialmente le capacità di calcolo del processore. Per contro, gli scrypt tendono a usare altre risorse e rendono l’upgrade del sistema decisamente più costoso.

Quali schede video mining scegliere?

In soldoni, la chiave per scegliere una scheda grafica da mining è la potenza del processore, ovvero la GPU. La chiave del guadagno sta nel costo della scheda e nel consumo, oltre che al costo di base dell’energia elettrica. E’ per questo motivo che alcune schede video come AMD Radeon RX 480 e 580 sono letteralmente sparite dai negozi. Prese d’assalto per il rapporto vantaggioso fra prezzo e prestazioni e costantemente in attesa di essere rimesse in stock dalla casa madre. Vediamo quindi una serie di alternative, dove hash rate sta a significare la velocità di mining.

Sapphire Radeon RX 570 Pulse

La nostra prima scelta in quanto a rapporto fra prezzo/performance. Con la giusta configurazione, si attesta in quella fascia di prezzo perfetta per rendere il mining remunerativo. Ottima per minare Ethereum con un hash rate che si attesta intorno ai 27,9 Mh/s con 120w di consumo. Attenzione a prendere il modello giusto, a due ventole, perché in versione Mini la performance cambia in negativo. Fa parte della quarta generazione con architettura CoreNext, chiamata anche “Polaris”, ma non è un semplice aggiornamento della RX 470. In comune hanno l’underlying ASIC di tipo Ellesmere e gli stessi transitor. La RX 570 Pulse però è in grado di girare a una velocità di clock superiore. Sono 1168 MHz e una memoria a 7.00 GHz. E’ disponibile sia a 4GB che a 8 GB e per il mining consigliamo la seconda versione. Occhio però, perché il costo ovviamente lievita. 


GeForce GTX 1070 | Scheda video mining

Scelta di alto livello e consigliata da molti miner professionisti, in quanto fornisce un hash hate di 30 mh al secondo, per un consumo elettrico di circa 100 watt. Il vero cavallo di battaglia della Geforce GTX 1070 per il mining sono le prestazioni velocissime per l’Ethereum, combinate con il cambiamento percentuale nei consumi. Attraverso il giusto tweaking in effetti, è possibile ottenere una diminuzione del 12% del consumo di energia anche a pieno regime, almeno stando alle prove fatte da HWupgrade. E’ un’operazione che si compie attraverso software specifici, come i driver Crimson Relive 17.7.1 offerto direttamente da AMD. QUI i link per scaricarli gratuitamente.  Tra le schede video migliori per minare criptovalute; se non altro una delle più complete come impostazioni opzionali. E’ necessario essere dei discreti “smanettoni” però, per sfruttarla al massimo delle sue potenzialità. 

Scheda video per il mining R9 Nano

Tenuta in considerazione per le notevoli capacità di raffreddamento, produce 28.5 mh/s per un consumo medio di 175 watt. Molto utilizzata qualche tempo fa, per Monero sopratutto. Usa la GPU 4096 Fiji che ha performance addirittura superiori alle blasonate schede video per il mining AMD Vega e RX 570. E’ un’ottima scheda video, ma spesso i miner la evitano per il costo eccessivo. Il ritorno sull’investimento quindi, comincerà a salire molto più tardi rispetto ad altri modelli e c’è il rischio che nel frattempo diventi obsoleta. Il sito Holy Nerd Vana ha calcolato un 135-160 giorni per cominciare a guadagnare dall’acquisto iniziale della scheda video per il mining. La sua elevata capacità di raffreddamento però, ne assicura una durabilità tra le più elevate della categoria. Se non una delle migliori schede video per minare criptovalute, sicuramente valida per chi non ha intenzione di “bruciare” l’hardware in breve tempo. Per queste schede, il prezzo di Amazon è il migliore che siamo riusciti a rintracciare: 

Scheda video AMD R9 Fury X

Con la R9 Fury X siamo dalle parti dell’alta fascia. Di fatto è la migliore tra le AMD, se si escludono le super-VEGA uscite da poco. A distinguerla dalle altre schede video per il mining è la dissipazione a liquido, che assicura un controllo sulle temperature anche a elevati clock. Il merito è della partnership nata con Cooler Master, specialista in alimentatori, case per PC e sistemi di raffreddamento. Dalle prove svolte e riportate sul web (fonte Tweaknology) la potenza di calcolo raggiunge i 28 MH/s, dunque molto buono. Il costo è elevato, perché supera i 900 € anche u Amazon. 

Nvidia Titan V la scheda video mining più potente

Forse la Nvidia Titan V ha il primato di scheda video mining più potente sul mercato. Utile non soltanto per minare criptomonete, ma è molto utilizzata in ambito scientifico: deep learning, intelligenza artificiale ed elaborazione grafica di alto livello. Per le criptovalute ha registrato performace da record. Sono 77 MH/s su Ethereum, al fronte di un consumo di 213 Watt. Quasi il doppio con la (ex?) regina delle schede video per il mining: Radeon RX Vega 64 offre 40 MH/s. Unico neo è il prezzo, comprensibilmente elevato. Su Amazon la si trova a 1204 €, investimento esagerato per qualsiasi miner amatoriale. E anche per i professionisti diventa impegnativo, se si ha intenzione di costruire una macchina con GPU multipla. Una cosa è certa però: della Nvidia Titan V ne sentiremo parlare parecchio, da qui ai prossimi anni.

AMD RX 480

Con un prezzo da entry level, questa scheda video mining può essere un buon portale per chi si affaccia al mondo del mining per la prima volta. 8GB di RAM in versione GDDR5 permettono di raggiungere un hash rate di 28mh/s, senza consumare troppo. Anche lei si basa su tecnologia Polaris ed è nata per venire incontro – economicamente – ai gamer più esigenti. Era una delle schede video più popolari per i videogiochi da PC, ora è molto più famosa per le sua capacità da miner. Pur non essendo la miglior opzione per minare criptomonete, la AMD RX 480 consuma poco e la si trova a meno di 500 €. Il difetto maggiore risiede nel pessimo controllo delle temperature, in parte risolto dal potente dissipatore blower montato, che lavora tantissimo in situazioni di overclocking. Ciò significa alti consumi e durabilità ridotta. Però è molto silenziosa e se pensate di montare la macchina da mining in camera da letto potrebbe essere una buona opzione. 

In linea di massima, considerate che i processori AMD consumano più elettricità rispetto agli equivalenti della Intel. Detto che costano spesso meno. Per avere una panoramica di ampio respiro sulle varie schede video e una serie di confronti molto accurata, potete seguire questo link (in inglese).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *