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Videogiochi in streaming: Playstation Now, Rainway, GameFly e gli altri servizi in arrivo in Italia

I videogiochi in streaming sono il futuro? Tra Playstation Now, Rainway, Xbox Game Pass, ecco la breve guida sul gaming liquido

Quasi tutto, ormai, sta diventando streaming. Significa che i contenuti digitali che prima usufruivamo attraverso dispositivi fisici (CD, DVD, cartucce apposite), oggi sono disponibili in remoto, attraverso cloud centralizzati. La transazione è già avvenuta con la musica (Spotify, Deezer, Napster, qui la nostra guida dettagliata), con i film (Rakuten Tv), le serie (Netflix) e ora anche con i videogiochi. Per questi ultimi, la transazione sembra più complessa, visto che necessitano di connessioni e prestazioni dei device nettamente più elevate. I grandi marchi comunque, si sono già buttati, per accaparrarsi un mercato in continua crescita. Lo ha fatto Sony, con la sua Playstation Now, lo ha fatto Microsoft, con il suo X-Box Pass (anche se non si parla di streaming vero e proprio) e lo sta facendo anche Nintendo, con il sistema Rainway. Ma cosa offrono nel dettaglio, tutti questi servizi di videogiochi in streaming? E quando li vedremo in Italia?

Come funzionano i videogiochi in streaming

Ovviamente dipende dal servizio, ma il meccanismo è quasi sempre il medesimo. Invece di recarsi in un negozio, comprare il gioco su un supporto ottico e inserirlo fisicamente nella propria console, basterà connettersi a un cloud centrale, gestito dall’operatore, che invierà al cliente tutti i dati in tempo reale. Lo spazio virtuale, le mosse, i comandi saranno gestiti dal server in remoto. Ma non solo: anche i calcoli e le operazioni grafiche saranno elaborate online, lasciando ben pochi compiti al proprio PC, notebook, console o tablet. Lo stesso funzionamento streaming di una serie Netflix, con la complicazione di comandi complessi in uscita dal computer del fruitore. Tradotto semplicemente: armatevi di un’ottima connessione internet e di buoni strumenti networking: pena delle performance di videogiochi in streaming al di sotto degli standard a cui siamo abituati.

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Playstation Now: Il servizio di videogiochi in streaming più atteso

Si chiama Now, ma in Italia si traduce in un “chissà quando”. È il servizio i videogiochi in streaming più chiacchierato, ben recensito e giocato al mondo. Nel nostro Paese non è ancora disponibile, anche se – pare – arriverà prima o poi. Consigliamo l’ottima recensione scritta da Giuseppe Arace, redattore di EveryEye, che ha provato accuratamente il servizio. Lo ha fatto senza trasferirsi all’estero, ma semplicemente usufruendo di un servizio VPN. L’impressione è stata positiva, nonostante alcuni rallentamenti dovuti all’utilizzo di server inglesi e a qualche falla del servizio. Il catalogo di videogiochi in streaming è molto vasto: 400 titoli. Le novità però, sono pochissime. Playstation Now dunque, sarà molto utile per recuperare videogiochi memorabili, ma non sostituisce il catalogo aggiornato di un negozio fisico. Forse proprio perché un Battlefield 1, con la sua grafica iperrealistica, faticherebbe a girare in streaming, anche con una connessione al top. Progetto ambizioso dunque, ma che a distanza di due anni dal suo debutto, fatica ancora a decollare.

Xbox Game Pass

Poteva il concorrente numero 1 di Sony Playstation rimanersene in disparte a guardare? Nemmeno per sogno; e infatti Microsoft ha da poco lanciato un servizio streaming simile al Now, ma specifico per il catalogo di giochi XBox. Si chiama Xbox Game Pass e offre oltre 100 titoli ai suoi abbonati. Usufruirne è semplice, nonché più economico di Playstation Now. Costa 9,99 € ed è già disponibile in Italia. Il funzionamento però, non è uno streaming effettivo: i giochi si scaricano, prima di utilizzarli. Questo evita i fastidiosi problemi di streaming e connettività, assicurando la massima fedeltà all’originale. Xbox One è dotato di hard disk piuttosto capiente, visto che è venduto in versione da 500 GB HDD o da 1 TB. Lo spazio volendo è espandibile, grazie a memorie esterne acquistabili a parte che arrivano fino a 4 TB. Insomma per i gamer italiani, è questo il miglior servizio di videogiochi in streaming. Se non altro perché uno dei pochissimi disponibili.

Rainway: Coming soon

Tutti ne parlano, ma in pochi lo hanno provato sul serio. Però dall’hype che si è venuto a creare, sembrerebbe di aver di fronte qualcosa di rivoluzionario. Il creatore, d’altronde è Andrew Sampson già autore di Bordeless Gaming e del suo steam cleaner. Rainway promette tantissimo: è una semplice app, che permette di effettuare streaming di videogiochi a 60 fotogrammi al secondo, da un PC verso tutte le maggiori console. Nintendo compresa, con la sua Switch (e il suo mitico Zelda). In poche parole potremo giocare a un vasto catalogo di titoli per PC, direttamente dalla Switch. E non solo: le parole del CEO Sampson hanno un ché di losco. “Rainway è disponibile per tutti i device che possiedono un browser. Dovrai semplicemente visitare la pagina play.rainway.io, effettuare il login e immergerti nel gioco PC desiderato”. Afferma lo sviluppatore con sicurezza, nel corso di una delle presentazioni alla stampa. “Le applicazioni native per Android, iOS, Nintendo Switch, Xbox One e altre piattaforme sono in sviluppo per migliorare l’esperienza generale”. Se è come dice lui, siamo di fronte al vero Netflix dei videogiochi. Al momento comunque, il servizio non è attivo. Andando sull’indirizzo sbandierato dal creatore, c’è una schermata che recita: “Play your favorite games on any device”. E fin qui, tutto bene. Poco sotto però, il “Coming soon” fa presagire attese molto più alte del previsto.

GameFly

Altra piattaforma di videogiochi in streaming puro, indipendente da qualsiasi grossa piattaforma di videogiochi. GameFly è una delle prime esistenti, dunque ha il merito di aver avuto l’idea prima dei concorrenti noti. Si è lanciata in partnership con produttori di televisori Smart. In effetti è compatibile con i sistemi operativi delle Tv Samsung, Philips, LG e il sistema Box per Smart Tv EMTech GEMbox. Il bello è che dovrebbe girare lo stesso, in alta definizione (1280 x 720 pixel a 30 fotogrammi al secondo) e senza bisogno di alcuna console fisica. Unico requisito: connessione veloce, di almeno 3 Mbps (ma è consigliabile una fibra ottica). In Italia? Nota dolente: non c’è la versione nostrana, anche se da anni la si attende. Anche qui, il problema è in parte bypassabile con una buona VPS. Prima di sottoscrivere l’abbonamento però meglio fare la versione di prova. Se rimanete soddisfatti, con 10 dollari al mese avrete accesso al vasto catalogo. I titoli non sono nuovissimi, ma c’è davvero di tutto. Per i gamer occasionali è il sistema perfetto.

I videogiochi in streaming sono il futuro?

Risposta secca: probabilmente sì. Risposta sviscerata: diciamo che ci vorrà ancora qualche anno, prima che diventino Lo standard. E il problema è principalmente tecnologico. Un gamer che si rispetti, vuole prestazioni al top e per averle è disposto a spendere oltre 3000 € per notebook di alto livello. 60 FPS, grafica iper-realistica, scene d’azione fluide, risoluzione in 4K richiedono un hardware potente, che spesso i servizi in streaming faticano a garantire. Per non parlare delle connessioni internet: come minimo, serve una fibra ottica, meglio se dai 100 mbps in su. In Italia il cablaggio è indietro anni luce, rispetto a Paesi come Inghilterra, Irlanda, Corea del Sud o Stati Uniti. Se ne riparla tra una decina di anni: allora sì che Sony Playstation, Nintendo e Microsoft Xbox dovranno rivedere i piani d’investimento. Stesso discorso per GameStop, azienda alla quale è bastato l’annuncio di Xbox Game Pass per perdere 8 punti. Ricorda la faccenda dei Blockbuster: multinazionale con miliardi di fatturato annuo, schiacciata dal progresso tecnologico. I videogiochi in streaming, in questo caso. 

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