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Schede video: Prezzi alle stelle per colpa di Ethereum e Bitcoin, come risparmiare?

Brutte notizie per i gamer: il prezzo delle schede video sta schizzando alle stelle. C’entrano le criptomonete e i cosiddetti “minatori”…

Era già successo nel 2013. Allora il Bitcoin (ecco come funziona nei dettagli) attraversò qualche settimana di entusiasmo e i prezzi delle schede video AMD schizzarono alle stelle. Spieghiamo, per chi fosse poco avvezzo alla materia. I Bitcoin sono delle criptomonete, che possono essere estratte (in gergo tecnico “minate”) attraverso l’utilizzo di computer equipaggiati con schede video potenti. Le si dedica allo svolgimento dei calcoli e saranno più o meno produttive a seconda del numero di Hash per secondo. Perché ne parliamo? Da qualche settimana il costo medio delle schede video sembra gonfiato a dismisura, cosa che ha mandato nel panico il popolo dei videogiocatori. Reo confesso? Il solito Bitcoin, coadiuvato dal fratello minore Ethereum.

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Basta farsi un giro su Amazon per rendersene conto. Sia le schede video targate AMD che quelle Nvidia hanno subito grossi rincari. Perché? Molto semplice: il Bitcoin sta avendo un successo record, toccando valori mai raggiunti in precedenza. Nel momento in cui scriviamo, è a quota 3300 €. L’Ethereum è un’altra criptomoneta, molto più conveniente da minare perché ancora relativamente nuova. Anch’essa sta registrando un’impennata di valore, cosa che spinge tutti i miner a una corsa all’Ethereum. Per farla facile, la richiesta di schede video professionali, con determinate specifiche tecniche è aumentata. E non siamo noi a dovervi spiegare una delle leggi basiche del mercato: se aumenta la domanda… I prezzi salgono.

Quali sono le schede video colpite?

Va detto che non tutte le schede video si adattano alla produzione di criptomonete. Dunque soltanto alcuni modelli sono stati colpiti dal rincaro. La serie delle AMD RX è una di quelle: le AMD RX 470, le 480, le 570 e le 580 hanno un elevato Mh/s (megaHash al secondo), che va dai 20 ai 29. Evitatele, se non volete spendere un salasso. Stesso discorso per l’unica Nvidia degna di nota per il mining: la GTX 1070 produce 27 Mh/s, molto di più della “sorella maggiore” GTX 1080. Quest’ultima è (normalmente) più costosa, ma per un’incompatibilità nelle latenze, produce soltanto 20 Mh/h. I videogiocatori comunque possono stare tranquilli: difficilmente in futuro si riverificherà un fenomeno del genere. I produttori di componenti per PC, appena fiutato l’affare, hanno cominciato a progettare serie di schede video pensate per lo scopo. Asus, Sapphire e MSI in primis. Architettura Polaris, Pascal (che garantiscono un elevato Hash-rate) e via tutte le parti inutili. Sono ancora inedite e saranno completamente inutilizzabili per i gamer. Si pensi che alcune non avranno nemmeno un’uscita video.

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Come evitare il sovrapprezzo sul gaming?

Il consiglio più semplice è quello di aspettare. Una volta passata la sbornia di entusiasmo, i prezzi torneranno a quote normali. Se proprio si ha l’urgenza di cambiare la scheda video, rivolgetevi a store online con variazioni di prezzi minori. Amazon in questo è piuttosto debole, visto che i rivenditori sono tanti e minori. Altro consiglio è quello di optare per una scheda video con basso Mh/s: la già citata GTX 1080 (qui il modello ROG di Asus)è una bomba per il gaming, ma essendo poco appetibile per i miners rischiate di pagarla meno della GTX 1070. Sul fronte AMD, potreste scegliere una RX460, una RX550 o una RX560. Sono tutte schede video entry level, mai finite nelle grazie dei minatori. Su internet le trovate a prezzi abbordabili. Vanno dai 125 € ai 169 €: come supplenti temporanei sono perfette. Se invece non volete rinunciare a una GTX 1070, la soluzione giusta arriva dalla Gigabyte. Questa scheda è ottima da dedicare ai giochi e non ha subito alcun rincaro. 555 € e ci si leva il pensiero. 

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