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I settori che puntano di più sul digitale e la situazione italiana

Il tramonto dell’analogio e lo sviluppo del digitale: come si sono evoluti i settori dell’economia e quali sono i maggiori pro-digital?

Il termine “rivoluzione digitale” si riferisce all’era, iniziata negli anni ’80, che ha segnato il passaggio da dispositivi elettronici e meccanici analogici alla tecnologia digitale oggi disponibile. A partire da questo decennio è la comunicazione mobile a farla da padrona, dal momento che quasi il 70% della popolazione mondiale possiede un telefono cellulare. La connessione tra siti Internet e gadget mobili è diventata uno standard nella comunicazione. Si prevede che entro il 2015 l’innovazione dei tablet supererà di gran lunga i personal computer con l’uso di Internet e la promessa dei servizi di cloud computing. Ciò consentirà agli utenti di utilizzare i supporti e le applicazioni aziendali sui propri dispositivi mobili. Non c’è da stupirsi, quindi, se i vari settori dell’economia si spostano sul mobile. Al primo posto fra i settori più digital a livello globale c’è  la tecnologia, dopodiché troviamo i media e i servizi. Questi sono settori dotati di capacità digitali molto più sofisticate rispetto al resto dell’economia.

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La situazione in Italia

E in Italia? Bisogna fare una doverosa premessa: nel nostro Paese è ancora marcato il digital divide. Solo il 60% delle famiglie, infatti, ha accesso a connessioni a banda larga (dato comunque in salita rispetto al 20% del 2010 e al 40% del 2014), mentre la connessione internet ultraveloce raggiunge il 20% della popolazione (la media europea è del 50%). Per quanto riguarda la digitalizzazione delle aziende, secondo l’Osservatorio Mobile Marketing & Service del Politecnico di Milano le aziende sono a diversi livelli di maturità a seconda del settore a cui appartengono.

Al primo posto troviamo ovviamente le aziende dell’e-Commerce, che hanno adottato già da tempo un approccio “Mobile first”. Queste aziende hanno una struttura snella e grandi competenze digitali. Un esempio recente è The Fork, di proprietà di TripAdvisor, che offre un servizio di prenotazione dei ristoranti.

Abbiamo poi il settore Media & entertainment. Anche queste sono aziende che hanno investito molto sul mobile, che svolge diverse funzioni: fra quelle principali ci sono la vendita e la fidelizzazione dei clienti. Basti pensare al gaming online, con un gigante del settore come PokerStars Casino che ha già sviluppato da tempo applicazioni live per poter giocare online.

Per le imprese di servizi (settori Finance/Banking, Telco e Utility), Il mobile gioca un duplice ruolo strategico: è un canale di acquisizione e supporto al customer care, grazie alla possibilità di spostare alcune attività di assistenza all’utente. Nello sviluppo delle risorse mobili, i tre successi sono l’usabilità, l’integrazione tra i diversi canali per la visione unica del cliente e la digitalizzazione dei processi aziendali. In generale, il diverso posizionamento su Mobile in questi settori è legato proprio al livello di digitalizzazione dei processi aziendali e all’impegno del top management.

Per l’Automotive, il Mobile è non solo un mezzo di comunicazione ma di servizio. L’esempio migliore sono le Connected Car, in cui l’interazione col veicolo avviene tramite lo smartphone. Basti pensare a Enjoy, già presente in diverse città italiane, o alle bici connesse Nexum. Il caso Nexum ci riguarda da vicino perché – pur appartenendo alla multinazionale Sitael, che si occupa di satelliti – ha sede in Puglia ed è guidata da un italiano, il 31enne Matteo Pertosa.

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