EPSON TM T20II

Stampanti termiche: Cosa sono e a cosa servono

Come funzionano le stampanti termiche? E sopratutto: cosa sono? Un breve articolo, per capire bene il mondo delle stampanti professionali

Mai sentito parlare di stampanti termiche? Tranquilli: a meno che non le usiate per lavoro, è difficile che ci siate venuti in contatto. Eppure sono un oggettino molto presente nel nostro quotidiano. Sicuramente ne avete già vista una funzionante, mentre elaborava uno dei suoi fogliettini. Per darvi un’idea, sono quelle piccole stampanti che emettono gli scontrini, accanto alla cassa di negozi, botteghe o attività commerciali. Differisce dalle normali stampanti per il suo funzionamento: imprimono scritte, loghi e immagini attraverso il surriscaldamento di sostanze chimiche o di una carta sensibile. Da qui l’appellativo di stampanti termiche, proprio perché ha una testina che viene sensibilizzata nei punti in cui deve imprimere. Perché non utilizzare l’inchiostro? E quali sono i vantaggi che fornisce una stampante termica?

A trasferimento termico o dirette

Le stampanti termiche vengono utilizzate principalmente per scopi professionali. Il grande vantaggio è la velocità: rispetto a quelle a laser, ad aghi o a inkjet, la termica imprime molto rapidamente. Ne esistono di due tipologie: quella a trasferimento termico e quella a stampa termica diretta. La prima utilizza delle sostanze chimiche (inchiostri speciali), che vengono fissate sulla carta con un gas surriscaldato. Quando vengono spalmati su carta, esso sublima e lascia “fisso” il colore. Questa tecnica permette una qualità di stampa migliore e con più colori: il cyan, il magenta, il giallo e la copertura. Il rovescio della medaglia sono costi un poco più elevati e tempistiche dilatate. Diverse sono le tipologie di carta utilizzabili, tra cui quella adesiva, per creare etichette o codici a barre applicabili ai prodotti.

Stampanti termiche dirette

La seconda tipologia invece richiede l’utilizzo di carta sensibile al calore e ha un funzionamento molto più semplice. La testina riscalda la superficie della carta, che si annerisce nelle parti interessate. Non è possibile stampare a colori e la qualità grafica non è certo ottimale. I costi però sono ridotti (sia di materiali, che di consumo energetico) e la velocità di esecuzione è altissima. Motivo per cui qualsiasi negozio, bar o attività emette scontrini attraverso una stampante termica diretta. L’alto numero di scontrini e le tempistiche risicate, lo rendono uno strumento indispensabile. Altrimenti faremmo molta più coda, per pagare i nostri acquisti alla cassa. Tecnicamente, le stampanti per scontrini sono anche dette stampanti POS, perché spesso vengono abbinate ai Point of Sale. In realtà una stampante termica può avere vari utilizzi e produrre documenti di vario tipo.

I modelli: dal bestseller Epson, alle Citizen, alle Zebra

Sotto il nome di Stampante termica, sono inclusi vari modelli e dispositivi. Uno dei brand più forti nella vendita è la Citizen. Produce vari modelli, che vanno dai 164 € (come il CBM-910II) ai 631 € della CMP-30L WLAN (volete sapere la velocità di stampa? 4 pollici al secondo: niente male!) . Il bestseller è la Epson TM-T20II, che ha dalla sua l’ottimo prezzo. Sono 156 € e caratteristiche più che dignitose. “Strumento indispensabile che non può mancare nei negozi al dettaglio, sia specializzati che di alimentari, e nelle strutture ricettive di piccole dimensioni”, recita la descrizione del prodotto. E in effetti, rispecchia abbastanza bene il reale utilizzo che si può fare della stampante POS. Infine rispecchiamo le Datamax O’Neal, le Seiko e le Zebra.


Epson TM-T20II (003A0)
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