Akai, Changhong, Arielli: Televisori economici, fregatura o affare?

Akai, Changhong, Arielli: Televisori economici, fregatura o affare?

Siete ‘poveri’ ma tele-dipendenti? No problem: abbiamo la soluzione che fa per voi. Basta ripiegare sulle sottomarche di televisori HD e potrete vedervi film, serie TV e partite su mega-schermi senza svenarvi

Ormai il mercato dei televisori piatti a LED è sempre più espanso. I top brand sono Samsung, Sony e LG, che lanciano mensilmente mostri da 65 pollici (o più) iper-tecnologici. Dietro a loro però, c’è una galassia di marche – più o meno note – che lavorano con dedizione per fornire alte prestazioni a prezzi più accessibili. Così potete portarvi a casa televisori in HD Ready o Full HD, da 30-40 pollici, per meno di 300 €. La domanda sorge spontanea: quanto valgono i prodotti di tali brand? Sono ottimi affari, o fregature poco affidabili? Abbiamo pensato di proporvi una selezione delle marche migliori, con alcuni consigli per gli acquisti. Indicato a tutti i “poveri ma belli”, che vogliono acquistare un mega televisore spendendo il meno possibile. Grazie al nostro articolo, eviterete la dieta a pane e cipolle per un mese e al tempo stesso sarete possessori di uno schermo di tutto rispetto. Prego, non c’è di che.

La redazione consiglia questi 3 modelli di tv economiche:

Akai

La Akai è giapponese e ha una lunga tradizione nella produzione di elettrodomestici. Spesso la si associa a prodotti “poveri”, perché rivenduti in discount e perché rinuncia a quel raffinato lavoro di marketing dei competitor più grossi. Insomma Akai non vanta la fan-base di Samsung e non ha la coolness di Apple. Tuttavia i prodotti sono buoni: consigliamo il AKTV3222T. Sono 32 pollici, una risoluzione di 1366×768 e un design minimale. Molto bello nella versione bianca. È anche Smart e dunque supporta i vari servizi on demand come Netflix, Infinity e TIM Vision. Il prezzo? Si trova a 230 €.

Changhong

Con la Changhong rimaniamo in oriente (e lo si capiva dal nome). La marca è cinese ed è attiva sul mercato da oltre 60 anni. Da qualche tempo ha aperto le vendite in tutto il mondo, ritagliandosi uno spazio importante tra le Televisioni economiche. Anche in questo caso, scordatevi i fronzoli: Changhong offre linee spartane, ma molto robuste. Consigliamo il modello Changhong LED50D3000ISX: sono 49.5 pollici, a LED, con risoluzione in Full HD. E’ Smart e vanta un’attenzione particolare per l’ambiente. Nella descrizione del prodotto leggiamo: “ECO-Friendly TV, meno componenti meno problemi”. Significa che – sempre nel segno del minimal – la Changhong ha ridotto al minimo le componenti elettroniche non necessarie. Un bel risparmio energetico e molto meno lavoro per i netturbini. Eh sì, perché i televisori sono gli elettrodomestici più difficili da smaltire negli eco-centri. Il televisore però offre anche un suono niente male immagini di qualità, con i suoi 16 milioni di colori. A voi la tabella comparativa aggiornata al 2018:

Arielli

La Arielli è il brand che provoca in assoluto più diffidenza tra gli utenti. Sul web ci sono opinioni contrastanti a riguardo, ma in realtà i prodotti non sono affatto male. Addirittura il vate Salvatore Aranzulla li consiglia, in uno dei suoi celebri tutorial. La provenienza è cinese, ma il sito ufficiale è metà in inglese, metà in cirillico (!?). Il modello più in voga è il 32DN6T2S.  È un 32 pollici, LED, con design slim e risoluzione in HD Ready. Oltretutto, con pochi euro, vi portate a casa una TV Smart! Insomma tutto quello che uno a spettatore televisivo serve per una visione al top.  Il prezzo, anche in questo caso, è sorprendente. Vi conviene ordinarlo su internet, visto che nei negozi spesso non viene venduto.

1 thought on “Akai, Changhong, Arielli: Televisori economici, fregatura o affare?”

  1. AKAI era giapponese e costituiva un caposaldo negli impianti stereo analogici fin dagli anni 60.Era uno dei pochi costruttori mondiali dei registratori a nastro,ora oggetto di cult,ed i suoi apparecchi erano un riferimento nella produzione mondiale.Attualmente non esiste piu,e solo un marchio,come molti altri tedeschi,attualmente in mano cinese.

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