migliori serie tv e film in streaming

Migliori serie tv e film in streaming: Netflix sta ammazzando il cinema?

Per la rubrica “Migliori serie tv e film in streaming” affrontiamo un tema spinoso: il cinema sta morendo? E la colpa è di Netflix?

Il cinema è morto? C’era chi lo sosteneva ai tempi dell’avvento della televisione (1948), che effettivamente all’epoca provocò un calo incassi e mise fine allo sfarzo del cinema hollywoodiano Classico. E dire che lo stesso scetticismo era già vivo tra i Lumière, i quali prima inventarono il mezzo, poi lo sminuirono come “un’invenzione senza futuro”. Era il 1895… E adesso? Ci sono i nuovi media, che stanno mettendo a dura prova la settima arte. Avrete sentito parlare di Netflix e delle migliori serie tv e film in streaming, schermi in ultra alta definizione e via dicendo. Il cinema (o meglio, l’audiovisivo) si è definitivamente trasferito a casa nostra e perché mai dovremmo alzarci dal divano?

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Dati alla mano

Senza i numeri ci si ferma alle impressioni, che non sempre sono veritiere. I cinema stanno incassando meno? A conti fatti no. Il box office americano nel 2016 ha stabilito un nuovo record: 113 miliardi di dollari incassati in soli biglietti. Solito allarmismo? Più o meno: le entrate aumentano ma gli spettatori calano. In termini numerici, i biglietti staccati sono in netta diminuzione. Questo grazie al fenomeno IMAX, che ha gonfiato il prezzo degli ingressi, ma non li ha certo fatti aumentare. Altro scricchiolio arriva dalle sette sorelle di Hollywood. Delle sette major, tutte tranne una (la Disney) vorrebbero avvicinarsi allo streaming tipo Netflix, accorciando il confine tra distribuzione in sala e disponibilità home video. Anche Sean Parker (quello di Napster, per intenderci) ci ha messo il becco, proponendo agli Studios un metodo per vedersi migliori film e serie tv in streaming in contemporanea con la release in sala. Non ha ricevuto feedback, ma stando agli insider i CEO ci starebbero facendo un pensierino.

La realtà virtuale e altre amenità

Già, ma volete mettere l’esperienza data da uno schermo cinematografico? Quella decina di metri di larghezza in effetti, coprono un angolo di visione dello spettatore molto ampio. Non c’è tv – nemmeno quelle a 65 pollici – che tenga. Peccato che la realtà virtuale sia dietro l’angolo. I visori di realtà stanno vendendo poco, ma tra qualche anno potrebbero prendere il sopravvento. E lì si toccano angoli di visione a oltre 200°. Aggiungeteci gli accessori “tattili” (come guanti, tappetini e sedili interattivi) e il cinema potrà dire addio al primato di immersività.

Narrazione: Il vero sale sui pop corn dell’entertainment

Fin qui si è parlato di tecnologia: eppure sappiamo che è il racconto a coinvolgere lo spettatore, più di qualsiasi palliativo tecnologico. Se un’opera ha una bella storia, ci aggancia in qualsiasi condizione: fosse pure attraverso un vecchio televisore a tubo catodico. Anche in questo, il cinema ha perso parecchi punti, almeno da quando è arrivata la serialità. Il formato a puntate concede molto più respiro alla narrazione. Ci si affeziona ai personaggi, li conosciamo di episodio in episodio, li vediamo crescere di anno in anno. Nelle due ore di un lungometraggio (ecco i migliori in 4K) invece, succede tutto all’improvviso: nemmeno il tempo di capire la trama che già si riaccendono le luci. Il binge-watching in sala è semplicemente impossibile, cosa che invece si verifica tramite cliffhanger sofisticati nelle migliori serie tv e film in streaming. 

 

Cosa resta del cinema?

Bella domanda. Potremmo ricordare quei 113 miliardi incassati da Hollywood, a cui vanno sommati gli 8,4 miliardi di incassi in Europa. Senza contare quelli dei restanti tre continenti… è comunque un discreto giro di affari. Le migliori serie tv e film in streaming  raggiungono cifre del genere? Nemmeno per sogno: Netflix, piattaforma numero uno al mondo, incassa a fatica 2 miliardi di dollari in tutto il mondo. Dunque prima di decretare la morte del cinema, andiamoci piano. Resta un grande quesito: Cosa lo rende così duro a morire?

Per rispondere bisognerebbe addentrarci in un complesso dibattito deontologico. Più semplicemente, se Netflix e lo streaming si sono appropriate dell’intrattenimento di consumo, al cinema è rimasto quello “selezionato”. Non per forza migliore, ma sicuramente più pensato. Fast and Furious 8 non è artisticamente più valido di – mettiamo caso – un House of Cards, tuttavia ha inquadrature, scene d’azione e una regia molto articolata. Frutto di due anni di lavoro full time, dalla stesura dello script, alle riprese, alla post-produzione. Vecchi schemi lavorativi, che garantiscono un risultato dal retrogusto quasi artigianale. Tempistiche impensabili in casa Netflix e che inevitabilmente si riflettono nella fruizione: le serie si divorano, i film si degustano. Ecco, forse la differenza sta tutta lì. E senza nulla togliere agli all you can eat, ogni tanto concediamoci un menù degustazione.

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