Fotografia d'autore

La fotografia d’autore: tecniche e strumenti per opere uniche

Fotografia d’autore: certamente parliamo di sperimentazione visiva, tuttavia l’originalità spesso paga in tanti ambiti. Immagini analogiche e non solo.

Cosa differenzia la fotografia commerciale dalla fotografia d’autore? Certamente una delle prime domande che ci poniamo. Chi lavora nel mondo del business sa bene quanto sia importante la velocità d’esecuzione e la tempestività per “stare sul pezzo”. Pertanto quando si scatta con un compito ben preciso è fondamentale organizzarsi secondo un flusso di lavoro collaudato, in modo da ottimizzare tempi e risultati. L’avvento del digitale, inutile quasi dirlo, ha avuto un impatto certamente benefico sul settore commerciale. Accorciando i processi di creazione di un’immagine e favorendone la riproducibilità, è possibile affrontare una mole maggiore di commissionati. Ciò in parte vale anche per la fotografia di reportage, per quanto essa appartenga ancora a un “mondo di mezzo”. E, invece, la fotografia d’autore? 

Caratteristiche della fotografia d’autore

Qui tecniche e tempistiche sono in genere totalmente libere. Spesso gli autori si avvalgono ancora della pellicola e della camera oscura, il solo supporto in grado di autenticare l’unicità di un pezzo, di un’opera fotografica. Esistono poi varie commistioni e, chiaramente, non viene ormai disdegnato nemmeno qui l’utilizzo della macchina fotografica digitale. Fotografia d’autore e fotografia commerciale sono destinate a non incontrarsi mai? Falso. Molto spesso i grandi marchi e brand, ad esempio, affidano le loro campagne pubblicitarie a un linguaggio autoriale e artistico. Recente è il caso di Gucci e Martin Parr, fotografo notissimo per la sua ricerca visiva sul grottesco quotidiano, trasposta per una volta nell’abito comunicativo riguardante la promozione del lusso. La moda, in particolare, si dimostra sempre molto ricettiva verso l’arte, con la quale va a braccetto.


Chi si occupa di fotografia d’autore?

Non si creda che la fotografia d’autore sia un settore destinato esclusivamente a una pratica elitaria. Anche frequentando i primi corsi fotografici, oltre a strutturare le basi tecniche della materia, l’approccio sperimentale favorisce sempre l’apprendimento. Non di rado s’inizia scattando in analogicole minori facilitazioni, che altrimenti sarebbero donate da un display con mirino digitale, all’interno del quale è intuitivo controllare eventuali problemi di sovra o sottoesposizione, permettono di comprendere in modo davvero incisivo il funzionamento di tempi e diaframmi. Le pellicole in bianco e nero ci riportano agli albori dell’invenzione della fotografia: infatti il mondo ha iniziato ad essere anche a colori, fotograficamente parlando, dal 1861. Ma ci sono voluti poi molti anni prima che l’emulsione a colori diventasse di uso comune. 


Contemporaneità

Se pensiamo alla fotografia d’autore più famosa ed esposta nei musei, solitamente la nostra memoria va a immagini in bianco e nero. Ci sono tutt’oggi tantissimi fotografi che, pur innovandosi nei linguaggi, immortalano i loro soggetti preferiti con il film in b/n. Con l’introduzione delle camere instantanee, su tutte l’intramontabile Polaroidil tempo d’attesa tra scatto e sviluppo dell’immagine diminuisce drasticamente. Un “modus operandi” che si allinea perfettamente con correnti artistiche coeve, come la Pop ArtChi si occupa di fotografia d’autore oggi utilizza tutti i media disponibili, dai grandi banchi ottici analogici di artisti quotati quali Alec Soth, Gregory Crewdson, alle tecnologie più avanzate anche in campo digitale di fotografi che rendono l’immagine di prodotto arte. Tra di essi vale senz’altro la pena si segnalare Mitch Feinberg e Bela Borsodi.


Arte e fotografia analogica

La fotografia analogica non è mai passata di moda, per così dire. Anzi è viva e vegeta, praticata ancora ad altissimi livelli. Capita di far coincidere il suo utilizzo con la fotografia d’autore, ma ci sono ancora tanti professionisti che lo considerano il media prediletto. Esistono vari tipi di fotocamere analogiche, da quelle automatiche, con funzionalità avanzate, come lo scorrimento del film automatizzato dopo lo scatto e l’indicazione di messa a fuoco, sia di tipo reflex che compatto, sia modelli basilari

Tra questi ultimi anche le mitiche Lomo camera, tornate prepotentemente alla ribalta negli anni Duemila. Periodo storico visivamente caratterizzato proprio dall’estetica lisergica e “giocattolosa” restituita da macchinette rudimentali funzionanti con rullini, meglio se scaduti e sviluppati con processi particolari, in grado di rimarcarne i colori

La fotografia d’autore si è ampiamente nutrita di tali influenze, sono nati gruppi web, forum, canali di condivisione: lo stesso Flickr ha visto a lungo una nutrita presenza di sezioni d’immagine analogiche digitalizzate. Già, perché purtroppo un grosso limite della fotografia analogica è che non può finire direttamente online dopo lo scatto. O forse è il suo più grande pregio? Fatto sta che in seguito, l’estetica pop delle Lomo camera ha influenzato anche gran parte dei media ed è nato Instagram. I filtri vi dicono niente?


Fotografia istantanea

Parlando di Instagram l’aggancio semantico porta direttamente alla fotografia istantanea, oltre all’aspetto iper-colorato dei filtri a riproduzione degli effetti Lomo e Instamatic. Dispositivi come la Polaroid si prestano perfettamente al mondo della fotografia d’autore. L’immediatezza del risultato insieme alla sua incertezza (non sappiamo mai quale dominante cromatica avrà la foto, come sarà intenso il contrasto e addirittura se il soggetto sarà a fuoco) già sono da considerarsi arte. L’intervento del fotografo, inoltre, può accrescerne l’impatto: su tutte da menzionare l’opera di Paolo Gioli e delle sue Polaroid di grande formato spesso combinate insieme come un collage. 

Il colore e la stampa immediata

Grazie alla fotografia istantanea il protagonista e insieme ciò che alimenta il valore di uno scatto è l’erroreL’imprevisto, l’imperfezione immortalata per caso o proprio per sbaglio, l’effetto inaspettato della chimica sulla carta: per un certo periodo questa è stata la nuova frontiera della fotografia d’autore. Ecco quindi che sono tornate in produzione pure negli ultimi anni le fotocamere istantanee, talvolta riproposte nella loro versione originale, è il caso delle fotocamere Lomo, non delle istantanee di fatto ma “compagne d’estetica” della categoria, e della mitica Diana +. Prepotentemente ricomparsa sugli scaffali dei negozi specializzati e sul web, è stata un best seller anche come vero e proprio oggetto di culto da collezionare. Polaroid ha riproposto la sua unica e famosissima macchinetta, tanto forte nella propria concezione da essere l’emblema stesso della fotografia d’autore istantanea. E lo ha fatto strizzando l’occhio alla tecnologia più moderna. 

Nuove istantanee

Tra gli articoli fotografici più venduti degli ultimi anni, inoltre, si annoverano le Fujifilm Instax. Con la nuova luce che ha risvegliato l’interesse per questo tipo di pratica sono tornati in produzione anche i film fotografici e le carte fotosensibili. I marchi originali e produttori indipendenti si sono adoperati per riprodurre la magia delle giocose e al tempo stesso malinconiche Polaroid. Tutto il materiale per scattare e stampare in pochi attimi le proprie foto si può facilmente acquistare online, senza impazzire più alla ricerca di pezzi introvabili per mercatini e fiere di settore. Un modo intuitivo per sperimentare e in grado di rendere la fotografia d’autore veramente alla portata di tutti.


La fotografia d’autore contemporanea

Con l’avvento del digitale è nata un’epoca che…forse è già finita. L’innovazione tecnologica contemporanea viaggia alla velocità della luce. Se pensiamo al passato, ricevere, assimilare e sostituire dei progressi in vari ambiti era un processo molto più graduale e lento. Oggi invece, ad esempio, non si fa in tempo a comprare i dvd dei nostri film preferiti che li possiamo già guardare in streaming.

La fotografia digitale all’inizio non è stata vista di buon occhio dagli artisti. Soprattutto a causa del fatto che non garantisce l’irriproducibilità del singolo scatto, essendo costituito da pixel “intangibili”. Lo scoglio comunque è stato affrontato e superato: oggi gran parte dei fotografi e autori lavorano in digitale. Dopotutto, in caso contrario, sarebbe come andare in giro in carrozza, dopo l’invenzione dell’automobile. 

La filosofia della fotografia d’autore

Ad ogni modo la fotografia d’autore si contraddistingue spesso anche per l’indagine che svolge intorno ai concetti e agli eventi. Il digitale è stato rappresentato spesso attraverso le sue cause, come l’iperbolica quantità di materiale visivo riversato sul web, oppure si è giocato con lui, con lo “smascheramento” della vera (o non vera) natura dell’”opera d’arte nell’era della sua riproducibilità tecnica”. Infine i fotografi sono arrivati a servirsi anche dei mezzi tecnologici di ampia utilità, come Google Maps o Google Earth. Svariati progetti fotografici autoriali degli ultimi anni si sono avvalsi di screenshot satellitari o 3D View prelevati dalla nota applicazione

Condivisione

La ri-mediazione del media, scusate il gioco di parole, è alla base dell’interessante lavoro di Giorgio Di Noto, The Arab Revolt. Di Noto ha selezionato singoli still frame da filmati trovati sul web e caricati da chi ha direttamente preso parte alla Primavera araba. Dopodiché li ha fotografati con la sua Polaroid. L’effetto straniante vuol essere appunto anche una riflessione sul ruolo centrale della condivisione delle immagini e dei contenuti in quelli che sono i fatti storici contemporanei.

Da questa esperienza, consci o meno, hanno preso ispirazione molti fotografi che hanno deciso di raccontare questo particolarissimo periodo di lockdown attraverso le webcam. Quelle sparse in giro per le città rese deserte dal Coronavirus e quelle a casa delle persone, costrette spesso a comunicare esclusivamente tramite video chat e Skype. Articolato e a tratti curioso e divertente, in merito, il “campionario sociale” realizzato dal collettivo TerraProject che va sotto il nome di Homemade – a visual archive of social distancing. Come si dovrebbe capire, la fotografia d’autore non è un mero esercizio di stile, ma una metodologia applicabile.

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