Quale drone DJI comprare? Prezzi e opinioni di Spark, Mavic, Phantom e Matrice

Quale drone DJI comprare? Prezzi e opinioni di Spark, Mavic, Phantom e Matrice

La Cina ha conquistato i cieli con i suoi quadricotteri. Quale drone DJI comprare? Qui trovate prezzi e opinioni di Spark, Mavic, Phantom e Matrice

Leader indiscussa nella produzione di droni è la DJI. Dietro la sigla si cela una grossa azienda cinese, il cui nome intero è Dà-Jiāng Innovations Science and Technology Co., Ltd. Attiva da 11 anni, la DJI si è già accaparrata il 70% del mercato dei droni, lasciando a bocca asciutta molti big dell’hi-tech. La verità è che i suoi prodotti sono oggettivamente (tra) i migliori, che voi siate dei semplici appassionati o dei videomaker professionisti. Unica pecca? I prezzi elevati, che potrebbero scoraggiare molti di coloro che cercano un giocattolino volante. La qualità però, lo sappiamo, si paga. Quale drone DJI comprare? I prodotti  sono tutti ottimi e vanno da un minimo di 599 € a un massimo di oltre 6000 €. Quale si addice di più alle vostre esigenze? Ve lo spieghiamo noi, in una breve guida all’acquisto sui droni DJI. Trovate una breve guida su prezzi e opinioni di Spark, Mavic, Phantom e Matrice. 

DJI Tello Ryze: Giocattolo di qualità

Cominciamo da uno degli ultimi arrivati tra i droni DJI. Uscito in primavera 2018, il Tello (qui la recensione dedicata) nasce dalla collaborazione tra il colosso dei quadricotteri cinese, la Ryze e Intel. È un giocattolo e non è adatto per riprese professionali. Costa però molto poco (ora su Amazon lo si trova a 88 €) e ha prestazioni superiori a incredibili! Pesa 80 grammi, monta una videocamera da 720p (30 fps) e raggiunge un raggio di azione di 100 metri. Ha un app molto funzionale con la quale si possono radio-comandare evoluzioni divertenti. Outdoor va bene, ma evitate le giornate di vento, pena il ribaltamento del drone DJI Tello. Memoria integrata e non espandibile, ma che assicura diversi minuti di video più decine di fotografie. I contenuti vengono bene? Qui la qualità DJI si sente, anche in un prodotto entry level: 5 megapixel di sensore, con un’ampiezza di grandangolo di 82,6 gradi. C’è il sensore Intel che migliora l’immagine e stabilizza elettronicamente.

A chi lo consigliamo?

A tutti. E' un prodotto di puro entertainment ma che regala grandi soddisfazioni. Per grandi, piccini, professionisti e non, il drone DJI Tello è un gran divertimento. Accoppiato al visore di realtà poi è uno spettacolo. QUI lo trovate su Amazon a 88 €.


Lo Spark: il drone DJI a prezzi modici

È la novità del mese, visto che è stato da poco lanciato sul mercato. In Italia è già in prevendita e arriverà fisicamente a metà giugno 2017. E' il drone DJI più piccolino: pesa 300 grammi e sta nel palmo di una mano. Le caratteristiche però, sono da drone DJI "adulto": 50 km/h di velocità, sensore da 12 megapixel e riprese video in 1080p. a bordo ha un gimbal meccanico a due assi, un GPS e un rilevatore di ostacoli. Potete controllarlo fino a 2 chilometri di distanza con lo smartphone. Altrimenti lo farete con i gesti delle mani, a distanza ravvicinata. Selfie, foto dall’alto, autoscatti o panoramiche saranno a vostra disposizione. In remoto e con un semplice click, sarà il vostro fotografo di fiducia. I prezzi sono più bassi della media, ma un Drone DJI Spark difficilmente si trova sotto i 600 €. Molto carino il DJI Spark 4rotori con 1480mAh in colorazione verde. Ma c'è anche tinta rossa e in blu. Se siete alle prime armi e non sapete quale drone DJI comprare, lo Spark potrebbe essere la scelta giusta. 

A chi lo consigliamo?

Piccolo, curioso ma… troppo caro. Purtroppo il prezzo scoraggerà molti appassionati e chi non sa quale drone DJI comprare. Sono oltre 600 €, che diventano 800 € se si compra il kit completo. Ha senso spendere quanto un notebook fascia medio-alta, per un aggeggio simpatico ma nulla di più? Impossibile utilizzarlo per scopi professionali, decisamente costoso per farsi i selfie in vacanza. Per chi non bada a spese però, il drone DJI Spark è l’ideale. Per i più indigenti, si consiglia di dare uno sguardo ai droni Parrot: si trova l’Airbone Night Swat a 80 € su Ebay. Certo, le prestazioni sono peggiori, ma ci si diverte lo stesso.


Il Mavic e il Phantom: Il giusto compromesso

Mica per niente, sono i droni più diffusi. Non costano un capitale e hanno performance semi-professionali. Li accoppiamo perché di fatto il primo (DJI Mavic) è l’evoluzione “tascabile” del secondo (DJI Phantom). Per il resto, appartengono alla stessa categoria di droni DJI e fanno le stesse cose. Video in 4K (3840x2160), stabilizzatore gimbal a 3 assi e mezz’ora di autonomia di volo. Ha qualcosa in più il DJI Phantom 4, ma è comprensibile, vista la mole più robusta e il prezzo maggiore. Il DJI Mavic Pro costa 1085 €, il DJI Phantom 4 Advanced si aggira sui 1209 €. Segnaliamo anche la versione precedente, il Phantom 3, decisamente più conveniente, con i suoi 480 € (ricondizionato). Quale drone DJI comprare tra tutti questi? C'è l'imbarazzo della scelta. Ma Sia il Mavic che il Phantom sono tra idella casa produttrice cinese. 

A chi lo consigliamo?

A tutti. È davvero la soluzione perfetta, per chi si vuole approcciare al mondo dei droni, senza prosciugarsi il conto in banca. Divertenti, certo, ma la qualità dei vostri video è ottima. Regge il confronto con i droni professionali, da svariate “mila” euro. I prezzi e le opinioni di Mavic e Phantom sui vari siti di settore, parlano da sé. 


DJI Phantom 4

Per il momento, resta uno dei migliori droni DJI per uso professionale. È la quarta generazione della serie Phantom e ha performance incredibili. Le immagini che registra, non sfigurerebbero in una pellicola ad alto budget. Ciò, ovviamente, a sfavore della portabilità, che viene sacrificata in nome della resa e della stabilità. È disponibile in una versione Pro e in Pro Plus, di prezzi e prestazioni molto differenti. Il drone DJI base è uscito nel 2016 e vanta un sensore da 12 megapixel, video in 4K con tracciamento automatico di soggetti in movimenti. Buona la batteria (28 minuti di volo) e 5 km di range nel volo come massimo. La versione Pro ha un sensore allargato (1 pollice!) e 20 milioni di pixel come risoluzione massima per le foto. La versione Pro Plus è proprio un altro drone: 20 megapixel con video in 4K a 60 frame per secondo. La trasmissione video è affidata a un radiocomando da 5,8 GHz. Quale scegliere? Dipende dal budget a disposizione: 899 € per il Phantom 4 base, 1490 € per il Phantom 4 Pro e 1830 per il Phantom 4 Pro Plus.

A chi lo consigliamo?

I droni DJI Phantom sono indicati all'utente esperto, che utilizza lo strumento a scopo prettamente professionale. Non è un gadget adatto per essere portato in vacanza con la famiglia o gli amici. Prezzo, peso e difficoltà di utilizzo ne fanno un oggetto scomodo, anche se molto performante. Se siete alle prime armi e non sapete quale drone DJI comprare insomma, ripiegate verso altri lidi. Se invece avete una piccola casa di produzione e fate i videomaker di professione, il Phantom fa a caso vostro. 


Mavic 2 Pro e Zoom

Sono le versioni aggiornate del Mavic Pro, che vedremo nel prossimo paragrafo. Uscite da poco, ci abbiamo dedicato un pezzo con opinioni, prezzi e specifiche. La nuova generazione è uscita in due versioni, “gemelli diversi” con specifiche distinte. Il primo è il Mavic 2 Pro, che vanta un sensore pazzesco da 1 pollice, firmato nientemeno che Hasselblad. Il secondo ha un comparto tecnico meno sensazionale, ma ha lo zoom 4x ottico e digitale. Il design è aggiornato, le dimensioni di entrambe aumentate ma tutto sommato contenute. Meritano l’acquisto?

HDR, Zoom e più autonomia

Rispetto al primo, mitico Mavic, il 2 Pro ha la ripresa in HDR, con colori a 10 bit e un sensore CMOS da 20 megapixel. I risultati strabilianti, le funzioni e le modalità migliorate. C’è la distanza di controllo di 8 chilometri (!!), il POI, il volo Waypoint e l’Activetrack 2.0 a fare da specchietto. Sono soprattutto i sensori di prossimità a migliorare l’esperienza di volo: questa volta 11, con i due laterali che fanno esclamare un “finalmente!”. La versione DJI Mavic Zoom è meno performante e costa qualche centinaio di euro in meno. Gli manca il sensore “pieno” a un pollice (ha quello da ½,3 pollici) e la meccanica Hasselblad. I migliori droni pro-sumer del 2018? Assolutamente sì.

A chi lo consigliamo?

A tutti coloro che volgiano spendere (relativamente) poco per un attrezzo professionale. Lasciate stare l’aggettivo prosumer, perché con i Mavic 2 Pro si possono girare video da sala cinematografica. A chi non lo consigliamo? Se avete un vecchio Mavic o un Air, le implementazioni non valgono il prezzo dell’acquisto. Postilla finale: non capiamo la scelta di lanciare un drone con Zoom ma meno performante del modello standard. Misteri del marketing. Comunque DJI afferma il suo ruolo di leader assoluto nel settore dei droni, con due modelli interessantissimi. QUI trovate il link diretto alla scheda prodotto di Amazon, che li vende a prezzi onesti.


Mavic Pro

Non è più nuovissimo ed è stato sostituito recentemente dal DJI Mavic Air. In realtà alla sua uscita (marzo 2017) fu quasi una rivoluzione nel mondo dei droni. La verità è che il DJI Mavic Pro (qui la recensione) si avvicina di molto al gadget perfetto. Sintesi calcolata tra lo strumento professionale e consumer, realizza video a qualità “pro” e costa meno di 1000 €. Leggero (750 grammi solo il corpo), arriva ai 60 km/h ed è capace di un’indipendenza dal “padrone” di circa 4 Km.  Scatta foto a 12 megapixel (4000x3000 pixel) e gira video in 4K a 30 fps. Il rapporto focale è di f/2.2 con campo visivo ampio (87 gradi) ma che non raggiunge il Mavic Air.

Semplicità d’uso? La priorità di Mavic Pro

Il bello dei droni DJI di fascia media è che potrebbero utilizzarli anche un bambino, se non fosse per la complessa legislatura ENAC, che regola i permessi dei droni nei cieli italiani. QUI trovate tutti gli errori commessi dai principianti, commentati da DJI in persona. Anzitutto il Mavic Pro è Ready to Fly: nella scatola c’è tutto e basta caricare la batteria per farlo volare. Anche il pericolo sfracellamento è ridotto al minimo. Non sono presenti sensori, vero, ma c’è l’active tracking, che segnala corpi esterni in movimento, sulla traiettoria del drone. L’atterraggio è delicatissimo: si sospende in aria a 50 metri, prima di scendere al suolo e ha il Return to Home per evitare che si perda chissà dove.

A chi lo consigliamo?

Allo stato attuale, è la versione più obsoleta del drone DJI Mavic Air, con tutti i pro e contro che ne conseguono. Il prezzo di partenza era più consistente, ma adesso si è assestato sugli 800-900 € circa. Ha alcune specifiche più professionali (l’autonomia è migliore), assieme ad altre passatelle. I prezzi sui maggiori marketplace sono ghiotti e lo consigliamo a chiunque voglia avvicinarsi seriamente al mondo dei droni. 889 € su Amazon, con kit completo. Altrimenti sta a 899 € su Ebay. Con qualche offerta sarà vostro a 800 € tondi, sempre su Ebay. La versione Mini costa un po’ di più ma ha le stesse caratteristiche in meno spazio. QUI si trova su 950 €


Mavic Air: il nuovo arrivato dei prosumer

Costa meno del Mavic PRO e ha prestazioni paragonabili. Consideriamolo tranquillamente come il modello prosumer della DJI, perché viene incontro alle esigenze (e al portafoglio) dell’utente amatore. Scatta fotografie panoramiche da 32 megapixel, grazie al processo di unione di 25 scatti (in 8 secondi). Ha un gimbal a 3 assi, con fotocamera integrata dal sensore CMOS da ½,3 pollici e 12 megapixel. L’obiettivo è un f/2,8 con distanza focale da 24 millimetri. Completamente quadrangolare, ma è quello il bello. I video? Molto, molto buoni, almeno secondo la critica specializzata. Il formato è il 4K a 30 fps e registrazione da 100 mbps. Per utilizzarlo insomma, occorrono Micro SD molto capienti: consigliamo dai 64 GB in su. I vantaggi sono soprattutto due: il primo riguarda la dimensione, perché con i suoi due chili e mezzo distribuiti per 18,3 x 19,7 x 28,2 centimetri è facilmente trasportabile. Il secondo è la facilità di utilizzo: al Mavic Air sono state aggiunte alcune funzionalità interessanti, che faciliteranno la vita agli utenti meno esperti. Ci sono i sensori anteriori e posteriori, che evitano spiacevoli crash al vostro drone DJI. C’è il GPS (utile per tracciare la rotta prima del decollo) e gesture complete.

Drone pro o giocattolo?

Visto il prezzo consistente (dagli 800 ai 1000 € sui principali marketplace), il drone DJI Mavic Air si avvicina di molto a uno strumento professionale. Serve il patentino per utilizzarlo nei cieli italiani? Certo che sì, essendo di peso superiore ai 300 grammi. Sta entro i 4 chili e dunque rientra nella categoria “piccoli”. Attestato, certificazione e assicurazione sono comunque indispensabili. E non potrete salire al di sopra dei 70 metri da terra, nonostante il drone DJI Mavic Air dichiari i 500 metri. Alla prova dei fatti comunque, il drone non raggiunge certe vette, complice anche una batteria poco capiente.  

A chi lo consigliamo?

DJI Mavic Air è un drone indicato a tutti, sia professionisti che semplici appassionati di videomaking. Tende più alla prima categoria, più che altro perché i 1000 € di prezzo sono elevati, se paragonati alla miriade di prodotti consumer disponibili sul mercato. C’è il Syma X5SW, lo Xiaomi Drone e il BAYANGTOYS X20GPS. Certo, la qualità DJI si fa sentire e rimane una spanna sopra tutto il resto. A voi la scelta. Il prezzo street? Su Amazon lo si trova - completo di kit - a 1018 €, in tre colorazioni. Su Ebay invece si trova a 878 €, senza però il kit completo. Se non sapete quale drone DJI comprare, il Mavic Air è la scelta più azzeccata per il 2018. 


DJI Serie Inspire: Si comincia a far sul serio

Da qui in poi, i semplici amatori si sentiranno esclusi. Ma è proprio dove il colosso cinese dà il meglio. I droni DJI professionali hanno prezzi proibitivi per il privato, ma offrono grandi cose alle aziende che fanno video per professione. la serie Inspire 2 è un drone con videocamera integrata, con specifiche da urlo. Sono 5,2K (5280x2972 pixel) di risoluzione a 30 fps e con una profondità di colore da 12 bit. Riprende in formato non compresso, chiamato RAW Adobe Cinema DNG. Il tutto è gestito da un processore d’immagine chiamato CineCore 2.0. Per farla breve, la videocamera ha caratteristiche paragonabili a quelle di una cinepresa da set cinematografico, ma è decisamente più leggera e montata su un “coso” volante. Velocissimo,il drone DJI  Inspire 2 è in grado di passare da 0 a 80 km/h in 4 secondi, per una velocità massima di 108 km/h. In verticale l'Ispire 2 plana a 4m al secondo, che diventano 9 m/s in Tilt. Dimenticavamo, il formato di registrazione è RAW CinemaDNG, ma può girare anche in Apple ProRes. Occhio alla modalità di volo Spotlight PRO, che permette movimenti complessi e automatizzati. Il radiocomando ha sistema trasmissivo a doppia banda, che invia il segnale al DJI Go. La camera è global shutter, con stabilizzatore a 2 assi. C'è la possibilità di "splittare" il display, per avere in tempo reale le riprese della DJI Inspire 2 e della camera FPV. Prezzi elevatissimi, ma opinioni di DJI Inspire 2 entusiaste all'unanimità.  

A chi lo consigliamo?

Semplice: a chi fa cinema (o video) di professione. Chi già sa quale drone DJI comprare. Bastano quei 3200 € per capire che non è un aggeggino da portare in vacanza per fare selfie. Anche perché pesa 3 chili e occupa una valigia intera.


Il Matrice 600 Pro: Il drone DJI top

La serie Matrice è pensata per i set cinematografici. Monta videocamere digitali professionali, per un peso massimo di 6 chili. Ci sta tranquillamente una RED, o una Blackmagic Ursa, per intenderci. I droni DJI Matrice 600 Pro sono un’evoluzione delle A3 Pro e ne ereditano alcune caratteristiche. L’autonomia del volo è straodinariamente elevata, considerato il peso totale dell’attrezzatura + drone: sono 32 minuti con 6 batterie standard TB475, che scendono a 16 minuti, se lo si carica al massimo.

A chi lo consigliamo?

A meno che non siate Paolo Sorrentino o non possediate una casa di produzione medio-piccola, il DJI Matrice 600 Pro non fa per voi. Quei 5699 € di listino sono tanti e – ricordiamo – che in Italia per guidare droni professionali è necessario un brevetto. Ci sono accademie che li rilasciano l’attestato di pilota SAPR. Sono 16 ore di teoria più pratica e permettono l’abilitazione alla guida in qualsiasi zona; anche quelle considerate critiche. Se siete alle prime (o alle seconde) armi e non sapere quale drone DJI comprare, evitate il Matrice 600 Pro. 

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