I libri sulla mafia e sulla criminalità che dovresti leggere

libri sulla mafia

Attraverso i suoi miti seducenti, la criminalità organizzata ha generato una vasta letteratura: ecco alcuni dei migliori libri sulla mafia

Come si scrive un libro in un campo così poco maneggevole? Cosa si può raccontare intorno a temi scottanti come la mafia e la criminalità? Un problema – a parte l’evidente ingestibilità di bibliografie crescenti – è che la letteratura che tratta della “mafia” è un mix di uccisioni, scalate al potere, codici d’onore e valori familiari tenuti insieme da una brutale associazione criminale il cui unico obiettivo è l’accumulo disonesto di ricchezza. Quale verità, allora, sta al centro dei miti mafiosi che l’industria culturale ci ha così volentieri dispensati? Quali bisogni sociali, quali desideri e paure soddisfano i miti mafiosi? È difficile rispondere a queste domanda, ma senz’altro leggere i libri sulla mafia che ti consigliamo potrà aiutarti a capirne di più: alcuni raccontano fatti, alcuni miti e altri entrambi.

1 Libri sulla mafia per navigare in acque così torbide

Spesso, a essere al centro dei libri sulla criminalità (e anche dei film) è stato il tormentato rapporto tra la mafia e la diaspora italiana e siculo-americana che riguardavano spesso la città di New York. Un rapporto spesso minato – e altrettanto spesso sensazionalizzato – dalla televisione e dal cinema. Le interpretazioni letterarie di Cosa Nostra e simili organizzazioni criminali, tuttavia, hanno mantenuto sempre una credibilità alta, poiché esploravano l’affascinante e complessa storia della mafia in romanzi, memorie e saggistica.

Per anni, gli scrittori hanno dovuto inventare, dando vita a un corpo di letteratura che si rifugiava nel mito del gangster. Poi, il declino del potere nazionale della mafia negli Stati Uniti, insieme a una serie di iniziative guidate dei governi che hanno devastato la criminalità organizzata nel XX secolo, ha aperto la strada a una nuova ondata di memorie, un prezioso supplemento al nostro quadro in evoluzione del reale. Questi miti li ritroviamo in storie meno recenti (come la vita di Vito Corleone) ma anche in serie più attuali (come Tony Soprano).

Intrecciata com’è con la nozione di onore personale, è facile lasciarsi trasportare da storie che parlano delle leggende dei gangster americani o dei boss italiani. E poi, oltre ai racconti sui gangster americani e sulla mafia, c’è il mondo della scrittura poliziesca italiana, che offre ancora un altro punto di vista da cui esaminare il fenomeno. Ma c’è anche altro da considerare. La mafia, così come la corruzione, è legata all’avidità di potere, ma spesso più di soldi.  E dove ci sono mafia e corruzione, c’è il crimine.

Il fascino del crimine

Qualcosa è molto evidente: siamo ossessionati dal crimine. L’ascesa di veri gialli e documentari, il fascino del morboso e l’attrazione della folla verso il sangue, l’inganno e la malavita criminale… non c’è bisogno di andare lontano per vedere numerosi esempi della popolarità di queste storie. Pensa a Narcos di Netflix, OJ: Made in America, o alla recente uscita di C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino. Ma l’ossessione per il crimine non dipende dalla sua validità: non ne abbiamo mai abbastanza di queste storie, reali o non. Proprio per questo una delle più grandi narrazioni criminali, che da decenni attanaglia la nostra psiche, è il mondo della criminalità organizzata.

Sebbene la criminalità organizzata operi ancora nelle principali imprese criminali come il traffico di droga, il riciclaggio di denaro sporco, il contrabbando di armi e altro, abbiamo assistito a un notevole spostamento verso altri tipi di interessi. In effetti, l’acquisizione di attività commerciali legittime è una delle cose che ha consentito la “scomparsa” delle moderne organizzazioni criminali.

I gangster del passato non ci sono più e la portata delle imprese criminali è andata oltre lo strettamente criminale. Cappelli a bombetta e pistole a tamburo lasciano il posto a con valigette, cravatte e quotidiani che parlano di economia. Un mondo della corruzione aziendale che ha sostituito l’immagine di criminalità organizzata italoamericana del secolo scorso.

Il lettore

Le storie di mafia resistono alla prova del tempo perché romanticizzano un mondo spesso pericoloso. Siamo attratti da questo pericolo, non perché vogliamo glorificare la mafia, ma perché ci piace ciò che rappresentano in questi libri: giustizia, cameratismo, famiglia e, soprattutto, punizione sui propri nemici. È difficile giustificare questo tipo di “giustizia” tutto interno alle organizzazioni criminali, ma nel contesto di un romanzo sulla mafia, e quindi una storia di finzione, la storia può appassionarci.

Il lettore che si identifica con i personaggi della storia, spesso vuole solo che i cattivi perdano. Il problema è che spesso la scelta tra il bene e il male non esiste: ci sono solo personaggi negativi, e la scelta su chi “fare il tifo” rimane chiusa al suo interno. È questo forse il problema narrativo di alcune serie o libri: non danno chiavi di lettura diverse dalla realtà. Ma questo mi porterebbe a divagare.

Ecco una serie di libri sulla mafia che dovresti leggere se sei appassionato del genere, o semplicemente per saperne di più.

2 Il giorno della civetta | Leonardo Sciascia

In una città siciliana bruciata dal sole, un autobus sta per lasciare la stazione quando si sente uno sparo, che lascia un corpo a terra. Il problema è che il capitano Bellodi, incaricato di indagare sul crimine, non è il John Wayne dei film americani – né Leonardo Sciascia ha intenzione di fornire un lieto fine in stile western (e cinema classico americano).

Il giorno della civetta (1961) rimane una delle storie poliziesche più coinvolgenti ed elettrizzanti mai scritte sulla mafia, da evitare solo se non si ha tolleranza per finali disordinati. Leonardo Sciascia è stato il primo a parlare di mafia e di “Cosa Nostra” e Il giorno della civetta è il suo capolavoro. La scomparsa casuale di un uomo durante i suoi spostamenti quotidiani illustra come la mafia penetra in ogni aspetto della società italiana.

In romanzi senza tempo come A ciascuno il suo e Il mare colore del vino, Sciascia ha aperto la strada alla storia della mafia e dei suoi boss, mentre descriveva anche una società oppressiva in guerra con se stessa.

Il risultato è una serie di storie poliziesche la cui soluzione alla fine si rivela impossibile e i cui eroi sono tipicamente condannati.

3 Il Padrino | Mario Puzo

Più di trent’anni fa è nato un classico. Bruciante romanzo della malavita mafiosa, Il Padrino ha introdotto i lettori alla prima famiglia protagonista di romanzi polizieschi americani, i Corleone, e alla potente eredità di tradizione, sangue e onore che è stata trasmessa di padre in figlio. Con i suoi temi della seduzione del potere, le insidie dell’avidità e la fedeltà familiare, ha risuonato con milioni di lettori in tutto il mondo ed è diventato il romanzo definitivo della subcultura virile e violenta che rimane intrisa di intrighi e controversie. Con il suo ritratto brillante e brutale della famiglia Corleone, Il Padrino (1969) si è fatto strada.

Questa indimenticabile saga di crimine e corruzione, passione e lealtà continua a resistere alla prova del tempo, come il romanzo definitivo della malavita mafiosa. Possiamo dire che l’infatuazione americana per la mafia inizia con Il padrino di Mario Puzo, la saga originale della famiglia criminale Corleone che ha introdotto le convenzioni del genere al pubblico mondiale.

L’improbabile assunzione del potere di Michael Corleone, dopo che suo padre Vito è stato ucciso da un agente di un sindacato criminale rivale, è un esempio della classica storia di un eroe che entra in gioco. Tuttavia, in questo caso, è ambientato in un mondo criminale che inverte le solite dinamiche di polizia contro gangster. L’eroe decorato dalla guerra Michael Corleone torna alla vita civile dopo la seconda guerra mondiale. Se debba resistere alla tentazione della criminalità organizzata, o cederle per il bene della famiglia, è la domanda che Puzo prende in prestito da altre grandi narrazioni. Nel Padrino la volontà di potenza si afferma come un “sì!” alla vita criminale.

L’autore

La scrittura di Puzo è tra le migliori che il genere abbia da offrire. È stato spesso criticato per aver glorificato quelle bande criminali, e forse in una certa misura ciò potrebbe essere vero. Ma uno sguardo al suo intero corpus di opere mostra un’abilità diversa da qualsiasi altra di scrivere e raccontare di personaggi e di trame avvincenti. Se stai cercando una grande narrativa sulla mafia, i romanzi di Puzo sono innegabilmente il punto di partenza.

L’epopea di Mario Puzo, bestseller numero uno del New York Times nel 1969, si è trasformata nell’incomparabile serie di film omonimi, diretti da Francis Ford Coppola, che ha vinto l’Academy Award per il miglior film. Il padrino è il classico originale che è stato spesso imitato, ma mai eguagliato. Un racconto di famiglia e società, legge e ordine, obbedienza e ribellione. Un libro sulla mafia che rivela le oscure passioni della natura umana giocate sullo sfondo del sogno americano.

4 Gomorra | Roberto Saviano

Con Gomorra (2006) di Roberto Saviano facciamo un salto temporale e spaziale. Dagli Stati Uniti passiamo al territorio dell’interland napoletano e casertano, per parlare di un nuovo di tipo organizzazione criminale. Quella che ha negli affari, di vario tipo, il suo focus. Ma che, allo stesso tempo, non rinnega violenze e uccisioni per farsi spazio e per far rispettare le sue regole. Saviano infatti indaga sulle ambizioni globali e finanziarie della criminalità organizzata, ambizioni di business e potere che non hanno più confini.

Splendidamente scritto, Gomorra racchiude una serie di saggi che raccontano i vari ambiti in cui agisce la criminalità organizzata. Leggendo questo libro sulla criminalità, diventa sempre più difficile distinguere la logica delle mafie di oggi da quella delle grandi aziende che hanno bisogno di espandere i loro mercati. Roberto Saviano è colui che ha portato alla luce molti aspetti della criminalità organizzata. Per questo lavoro di saggistica investigativa, è considerato un eroe, ma anche un bersaglio, infatti da qualche anno vive sotto scorta.

Una lettura assoluta per chiunque abbia anche il minimo interesse per la criminalità organizzata moderna. Il romanzo fornisce una visione incredibile della violenza e della corruzione che il clan produce:un libro sulla mafia che chiarisce molte dinamiche interne.

Gomorra ha ispirato anche l’omonima serie televisiva, anch’essa di grande successo, ma al centro anche di molte critiche. L’accusa è quella di aver umanizzato i gangster e aver raccontato una storia che si muove solo nei confini del male, senza mai l’intervento di personaggi positivi in cui identificarsi.

5 L’amore del bandito | Massimo Carlotto

L’amore del bandito (2011) è solo uno dei tanti romanzi di Massimo Carlotto, in cui il crimine è la realtà sociale dominante e la legge a mala pena esiste. Interpretato dal suo solito protagonista, Marco “l’Alligatore” Buratti, questa puntata mette l’investigatore privato contro un mafioso che opera nel vuoto lasciato dal potere sovietico in Serbia e Kosovo. È un libro sulla mafia un po’ diverso dagli altri, ma la scrittura di Carlotto ci porta prima in un rapimento e alla fine in una battaglia tra boss in guerra. Ogni romanzo di Carlotto è un classico, compreso il libro di memorie della sua prigionia e dell’eventuale fuga dalla prigione, Il fuggiasco. Sicuramente tra i libri sulla mafia più belli.

6 Donnie Brasco | Joseph D. Pistone

Il libro di memorie che ha ispirato il film con lo stesso nome, Donnie Brasco (1997): “La mia vita sotto copertura nella mafia” è la ricreazione intima dell’agente dell’FBI Pistone. Racconta degli anni trascorsi a fingersi ladro di gioielli Donnie Brasco, mentre interrogava le operazioni della mafia da Miami a New York.

Muovendosi come un thriller tra scene tese e con personaggi memorabili come Lefty Ruggiero, interpretato da Al Pacino nel film, il libro funziona anche come una storia dei poteri calanti della mafia alla fine del XX secolo.

Il racconto di Pistone sulla sua infiltrazione nella mafia fornisce una visione affascinante del lavoro quotidiano della mafia negli anni’ 70. Qualsiasi appassionato di libri sulla mafia e sul crimine organizzato farebbe bene a leggerlo. Anche il film omonimo è considerato uno dei migliori film di mafia di tutti i tempi.

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