Libri sulla morte per apprezzare profondamente la vita

libri sulla morte

Un’idea positiva della morte è possibile? Ecco la lista dei migliori libri sulla morte, che sono anche i libri per vivere meglio

Per qualsiasi uomo sulla faccia della terra non esiste minaccia peggiore di quella che porrà fine ai suoi giorni. Quella “data di scadenza” a cui tutti, dal giorno in cui nasciamo, siamo condannati. C’è chi prova a non pensarci e chi invece è quasi ossessionato da questa paura: quella che il tempo a sua disposizione stia per scadere. I libri sulla morte ci aiutano ad accorgerci che, dacché esiste l’umanità, ogni individuo ha sempre avuto un determinato pensiero sulla morte, il più delle volte finalizzato a migliorare la sua esperienza terrena.

Alcune popolazioni hanno strutturato l’intera vita sulla terra in funzione del fatidico trapasso, come fosse un rito di purificazione che li avrebbe resi pronti per il grande giorno. Effettivamente ogni religione, compreso il Cristianesimo, può senza fatica essere interpretato sotto questa chiave di lettura. Qual è la situazione odierna? Esistono dei libri per vivere meglio? Dopo la nostra rassegna sui migliori libri spirituali e su quelli distopici, anche essi utilissimi spunti di riflessione, proviamo a fare il punto tramite i migliori libri sulla morte, che sono anche i migliori libri sulla vita. Se sei un assiduo lettore, a questo link troverai tutti i nostri articoli sui libri consigliati.

1 Libri per affrontare la vita

Di una cosa siamo sicuri: è questo un argomento che interessa a tutti. Nessuno può dirsi dispensato dal problema, anche se molti preferiscono semplicemente non pensarci. È questo un approccio che, se funziona davvero, può dirsi infallibile. Tuttavia, ai più capita, in qualunque momento della vita, di porsi delle domande di tipo esistenziale. Chi sono? Dove vado? Che senso ha la vita? Lungi da noi l’idea di avere delle risposte definitive, andiamo ad attingere ai migliori libri per affrontare la morte in maniera saggia. Sono questi, infatti, quelli che si rivelano essere a tutti gli effetti l’antidoto più efficace per questa paura, dei veri e propri libri sul senso della vita. Abbiamo scelto per voi dei volumi molto diversi tra loro, a seconda che il vostro interesse sia di matrice sociologica o esistenziale.

Ciò che li accomuna è che tutti, in differente misura, sono libri sulla morte che ci aiutano a vivere meglio. Quello che più di questi titoli sembra colpirci e toccarci da vicino è che, al netto della differenza di generi, sono pagine scritte da uomini come noi, minacciati dalle stesse paure e con la nostra stessa urgenza di risposte. Alcune volte gli scrittori ci accompagnano lungo il percorso che li ha portati a una diversa consapevolezza, altre volte lungo quello che li ha portati ad una tragica conclusione. La cosa più affascinante di questi libri sulla morte è che è a noi che viene rimesso il giudizio finale. I libri per vivere meglio sono tali solo nella misura in cui pongono domande a cui noi stessi siamo chiamati a rispondere.

2 Storia della Morte in Occidente | Philippe Ariès

Iniziamo la nostra rassegna sui libri per vivere meglio da un interessantissimo saggio del 1975, Storia della morte in Occidente: dal Medioevo ai giorni nostri del francese Philippe Ariès. È uno dei due volumi datati presente nella nostra lista. Abbiamo deciso di inserirlo tra i nostri libri sul senso della vita perché ci sembra una riflessione estremamente utile e attuale, che tramite uno studio empirico ci regala una consapevolezza differente. Senza dubbio uno dei libri per vivere meglio in assoluto, perché ci propone una visione socio-antropologica di come la morte sia stata vista dal Medioevo sino ai giorni nostri, suddividendo questo arco di tempo in quattro periodi.

Questo libro sulla morte ci fa notare come la nostra percezione del trapasso sia condizionata dal contesto sociale in cui viviamo, apportando esempi concreti di come i rituali (e quindi il modo di pensare) della cultura occidentale si siano evoluti. In un primo momento la morte era considerata un evento naturale, che veniva accompagnato da un rituale preciso e non suscitava particolare imbarazzo nella comunità. A partire dal XV secolo, con la diffusione massiccia del Cristianesimo, la questione si complica. Infatti, priorità assoluta diventa vivere e morire moralmente, per guadagnarsi la vita eterna ultraterrena. Da qui, inizierà il tracollo della morte, che la porterà a diventare progressivamente prima motivo di disagio e poi, attualmente, un vero e proprio tabù.

3 Cinque meditazioni sulla morte ovvero sulla vita | François Cheng

François Cheng è uno scrittore cinese naturalizzato francese, e proprio al suo saggio DNA orientale si deve la stesura di tanti meravigliosi libri sulla vita. In particolare, il suo saggio del 2015 dal titolo Cinque meditazioni sulla morte ovvero sulla vita contiene alcune riflessioni illuminanti sull’esistenza. Di questo libro sulla morte ci piace innanzitutto lo stile. Essendo scaturito da una serie di conferenze sul tema, ha un tono molto discorsivo e pedagogico che ci ricorda la saggezza latina, senza cadere mai nel moralismo spicciolo.

Cheng sembra non avere dubbi: accettare serenamente l’idea della morte è l’unica maniera di vivere bene. Ecco perché il suo è sicuramente tra i libri per vivere meglio in assoluto. Non solo ci esorta ad accettare pacificamente ciò che non possiamo cambiare. Addirittura ci fa capire che la morte è ciò che dà senso a tutto il resto, perché ci fa vivere la vita ed ogni suo momento come un dono anziché come un qualcosa da dare per scontato. È uno dei migliori libri per affrontare la morte con estrema saggezza, sfruttando al meglio il tempo a nostra disposizione qui sulla terra.

4 Lettere morali a Lucilio | Lucio Anneo Seneca

Tra i nostri libri sulla morte e libri sul senso della vita non poteva mancare il grandissimo maestro Seneca. Per chi non ha dimestichezza con i classici latini, specifichiamo subito che esiste una traduzione italiana delle Lettere morali a Lucilio. Ancora più importante, forse, è precisare che questo volume non assume assolutamente i toni sterili e noiosi della trattatistica, perché consiste in una raccolta di lettere private scritte ad un amico (Lucilio, appunto). È vero che Seneca, al momento della stesura, voleva senza dubbio scrivere uno dei libri per vivere meglio, ma non lo fa mai con presunzione o superbia. Al contrario, da queste lettere emerge una grandissima componente umana.

Nonostante questo epistolario si confronti, di volta in volta, con tantissime tematiche, uno degli argomenti più ricorrenti è senza dubbio quello dello scorrere del tempo e della sua inesorabile fine. Senza dubbio, quindi, parliamo di un libro sulla morte, e di un libro per vivere meglio. Anche per Seneca, infatti, la morte è il mordente che ci fa vivere appieno la nostra vita. Si tratta di un momento che spetta ad ogni uomo indistintamente, quindi sarebbe un grave errore temerlo o fuggirlo.

Parole che assumono tutto un altro spessore, se si pensa che lui per primo, costretto dall’Imperatore, si tolse la vita con estrema dignità. Ciò che Seneca vorrebbe insegnare a Lucilio, e a tutti noi lettori, è che non è importante quanto tempo abbiamo a disposizione, ma come ciascuno lo impiega in ogni istante. Per questo, non è il pensiero della morte che deve suscitare paura. Piuttosto, ognuno di noi dovrebbe impegnarsi affinché ogni attimo della sua vita sia speso in maniera attiva, costruttiva, e sia votato al bene.

5 La Nascita della Tragedia | Friedrich Nietzsche

Non possiamo parlare di libri sul senso della vita senza citare un filosofo che ha fatto del vitalismo il suo stendardo per una vita intera. Così come ci è difficile, pensando alla fiducia che Nietzsche dimostra di avere nei confronti dell’uomo, scegliere tra i suoi libri sulla vita. La nascita della tragedia, La gaia scienza, Così parlò Zarathustra sono solo alcuni titoli che racchiudono la sua idea di oltreuomo che si basa proprio su una morte, quella più importante di tutte: la morte di Dio. In realtà, lo scopo de La nascita della tragedia è un altro: quello di giustificare il mondo da un punto di vista puramente estetico, detto da un uomo che considera l’arte lo scopo più nobile di questa vita. Analizzare la nascita dell’arte equivale, quindi, a scoprire il senso dell’esistenza. Ecco perché questi di Nietzsche finiscono direttamente tra i nostri libri sul senso della vita.

Il pensiero del filosofo ottocentesco può essere così riassunto: il declino dell’uomo è iniziato con Socrate, il primo uomo teoretico, che ha imposto all’umanità una morale rigida e ci ha convinti di essere indegni di vivere. Un senso di colpa che nei secoli è stato fomentato dalle religioni e dalle invenzioni degli dei, creature perfette a cui ispirarsi. Tramite queste opere appassionate, Nietzsche ci esorta a scrollarci di dosso questo senso di colpa cattolico e a riprendere possesso della nostra esistenza, senza il timore di alcun giudizio al di fuori di noi stessi. La morte di Dio rappresenta così la liberazione dell’uomo dal complesso di inferiorità e gli permette di trasformare il dolore in gioia, di vivere appieno la propria vita. Raramente dei libri per vivere meglio suscitano questo entusiasmo nel lettore.

6 Il mestiere di vivere | Cesare Pavese

Un libro sulla morte come pochi, sottoforma di confessione diaristica schietta e sincera di un uomo che alla morte andava incontro. Il mestiere di vivere è un’opera sottoforma di diario intimo che raccoglie i pensieri più privati di Cesare Pavese, elaborati nell’arco di 15 anni, che si interrompono a pochi giorni dal suicidio dello scrittore. Siamo sinceri, non si tratta di uno dei libri per vivere meglio in assoluto, almeno non a primo impatto, che è piuttosto duro da digerire. Più che un elogio della vita è, di fatto, la testimonianza di un uomo che dal peso della vita viene schiacciato, giorno dopo giorno, sino a non trovare più una via d’uscita.

Perché abbiamo inserito questo volume tra i libri sulla vita? innanzitutto perché costituisce uno spaccato umano unico nel suo genere, date le circostanze particolari della sua stesura. In secondo luogo, perché ci dà la possibilità di riflettere sul senso di inadeguatezza che tutti noi proviamo, tentando di spiegarlo e superarlo. Ciò che consigliamo, cioè, è una lettura che segua la teoria del cannocchiale rovesciato di Pirandello, in cui i problemi possono essere analizzati con distacco e ridimensionati. Da un lato perché si possano contestualizzare i dolori privati di un uomo, scoprendoli al contempo comuni a tutti. Dall’altro perché quell’ampiezza di vedute, quella capacità di argomentazione, da sola, già giustifica e riscatta una vita di sofferenze. Senza dubbio uno dei libri per vivere meglio, poiché dimostra che vivere vale sempre la pena.

7 Lettera a un bambino mai nato | Oriana Fallaci

Ecco uno tra i libri sul senso della vita più profondi in assoluto. La delicatezza della scrittrice è impareggiabile, così come la sua capacità di dare un nome ai sentimenti umani più controversi. Chi è più in diritto di interrogarsi sul senso dell’esistenza di chi sta per mettere al mondo una nuova creatura? Chi può essere così tanto spaventato, angosciato e turbato all’idea di non fare la scelta giusta? Di condannare un nuovo individuo a questa condizione precaria, e senza la sua volontà?

Tra i libri sulla morte, probabilmente Lettera a un bambino mai nato è il più poetico di tutti, poiché scritto “da una donna/a tutte le donne” (ma consigliato a tutti). Questo saggio, steso sottoforma di una lunga lettera dedicata al figlio nascituro, ripercorre a sprazzi i lunghi nove mesi che separano una madre dal lieto evento. Dei mesi importanti, fatti di cambiamenti fisici, crisi esistenziali, prese di coscienza diverse e non di rado contrapposte.

In questo libro emergono tantissime contraddizioni sul mondo contemporaneo, sulla morale sterile e presuntuosa di chi è convinto di stare nel giusto, sulle convinzioni che sono tali sino a prova contraria. La domanda se sia giusto mettere al mondo un nuovo bambino porta inevitabilmente la scrittrice a chiedersi se la vita abbia senso, se valga la pena di essere vissuta. È un libro sulla morte nella misura in cui la Fallaci pensa all’aborto, ne soppesa motivazioni e conseguenze, oscillando tra la voglia di donare amore e il desiderio di preservare quello verso se stessa. È un libro sulla vita perché, anche in questo caso, spesso proprio perché difficile, la vita e la maternità si rivelano così potenti ed intense che “il gioco vale sempre la candela”.

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