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Gigabyte: Computex 2017, vince sulle schede madri alle olimpiadi dell’overclocking

Olimpiadi dell’overclocking? Ebbene sì, l’umanità è alla frutta. Le schede madri Gigabyte invece, quelle spaccano

Ce ne vuole di tempo libero, per inventarsi una competizione del genere. Dal Computex 2017, apprendiamo dell’esistenza di un’olimpiade dell’overclocking. Se non sapete di cosa si tratta, ve lo spieghiamo sinteticamente: per “overclocking” si intende lo spingere al limite le performance di un microprocessore. Tecnicamente, si aumenta la frequenza di clock e dunque la velocità di elaborazione dei dati. Si manomettono i GHz, solitamente con una semplice operazione dal BIOS. Non servono grosse skill informatiche, dunque se volete provarlo, potete tranquillamente riuscirci dal vostro computer domestico. A meno che non abbiate un Gigabyte: in tal caso, non servirebbe nemmeno.

La tentazione è forte… ma siete avvertiti

OCCHIO PERO’: l’overclocking può compromettere il vostro strumento e – in ogni caso – invalida istantaneamente la garanzia del prodotto oggetto della manipolazione. Certo, i vantaggi non mancano. Un esempio pratico? Immaginate di avere un’automobile, con un motore a 120 cavalli. Con una semplice operazione dal baule, riuscireste a trasformarlo in un veicolo a 140-150 o 160 CV… la tentazione è forte, vero? Lo ribadiamo: statt’accort! Non vogliamo avere sulla coscienza la CPU di nessuno.

Una gara all’ultimo Clock

Per farla breve, al Computex 2017 di Taipei (Taiwan) i maggiori brand di produzione e assemblaggio hardware si sono sfidati all’ultimo clock, per spingere il più possibile il proprio computer. La gara si è svolta presso il Gigabyte OC Lab. E ha visto partecipare il team HiCookie di Gigabyte versus il team AU. Le piattaforme utilizzate erano le seguenti: la CPU Intel Core, serie i7-7740K, la scheda madre rigorosamente targata Gigabyte, modello X299-soc Champion. La scheda grafica era AORUS GeForce GTX 1080 Ti Xtreme Edition 11G. La memoria era G. Skill Trident-Z 3600C17. L’alimentatore un Corsair AX1500i. Risultato? Sono riusciti ad abbattere la barriera dei 7,5 GHz. Se consideriamo che un PC consumer di media fascia ne ha 2,6, massimo 3… mica male!

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I vincitori? Gigabyte, ma per il marketing

A dirla tutta, i 7,5 Ghz di velocità non sono stati una passeggiata da raggiungere. Il team di overclocker ha impiegato dell’elio liquido, che abbassa la temperatura a -250 gradi Celsius. Già, perché la prima controindicazione dell’overclocking è il surriscaldamento della piastrina. Motivo per cui è sconsigliabile applicarlo al proprio processore: pena la fusione delle componenti della CPU. Alla fine la gara è stata una divertente operazione di marketing: una prova muscolare, per ribadire al mondo il dominio indiscusso delle componenti hardware Gigabyte. “Provate a sfidarci, tanto i migliori siamo noi” sembra essere l’avvertimento.  E grazie alle schede madri AORUS X299, saranno difficilmente spodestati dal loro trono.

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