Leica SL2

In principio furono le Leica SL2 e Q: le prime mirrorless full frame

Leica mirrorless full frame: apparse nel 2015, da lì in poi è cambiato il mercato delle fotocamere. Analisi di un mito all’avanguardia.

Tempo addietro avevamo già parlato della Leica Q e adesso torniamo a farlo con la Leica SL2. Diretta discendente della SL Typ 601, la prima macchina senza specchio veramente pensata per i professionisti. Quasi una sorta di sfida a coloro i quali si affidano ancora a un sistema reflex. Le Leica mirrorless full frame per altro nascono a stretto contatto con un’altra nostra nota conoscenza, ovvero Panasonic. Come abbiamo visto recentemente analizzando la Lumix S1R, è prevista su questa macchina una piena compatibilità con le ottiche del marchio tedesco. E allora merita osservare da vicino anche le capostipiti Leica full frame mirrorless, nonostante i celeberrimi prezzi proibitivi. Anche se ultimamente il brand più amato dai fotografi “mitologici” si è aperto a delle promozioni.

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Leica SL2, la seconda generazione delle Leica mirrorless full frame

fine 2019 è stata presentata la Leica SL2, nata apportando qualche “miglioria” alla già perfetta SL. E non parliamo di una macchina qualunque, con quest’ultima citata, bensì della prima mirrorless a pieno formato per fotografi professionisti. Da quel momento a oggi, chi prima chi dopo, tutti i maggiori marchi di apparecchi di ripresa si sono buttati nella produzione di fotocamere senza specchio full frame. Da Sony, su tutte, a Nikon, Canon e la “cugina” di Leica, cioè la PanasonicSi noterà infatti come siano presenti non poche assonanze tra gli ultimi esemplari della serie Lumix S1 e questa Leica SL2. A partire dal sensore da 47,3 Megapixel e da un sistema spinto dal processore Maestro III, a un autofocus sempre più aggiornato e un bel balzo in avanti pure nel comparto video.

Questa nuova Leica mirrorless full frame eredita il sensore della Q2, sempre dello stesso marchio. Tuttavia ha un sistema studiato appositamente di micro-lenti che addirittura consente di sfruttare le ottiche dei sistemi Leica R e M. Così i fortunati possessori di camere di questo tipo che, ancor più fortunati, volessero acquistare la Leica SL2 potranno sfruttare a pieno il loro parco lenti. L’autofocus è stato reso ancora più veloce (anche per le Lumix S1 è da poco stato rilasciato un aggiornamento firmware che lo potenzia) ed presente l’ormai immancabile stabilizzazione a 5 assi, che permette il recupero fino a 5 stop. E che consente la realizzazione di scatti (composti da 8 frame uniti) con un’estensione della risoluzione, fino a ben 187 Megapixel (pensate un po’, proprio come sulla Panasonic Lumix S1R).

Le caratteristiche della nuova Leica full frame mirrorless di punta

Chi avrà la fortuna di scattare con una Leica SL2 godrà di un mirino comodo e veloce, con pannello OLED da 5,76 milioni di punti. Mirino prima parte evidente del body della Leica mirrorless full frame, che vede la parte superiore ricavata da un’unica lastra di alluminio. Un po’ come Michelangelo vedeva ed estrapolava la scultura dal blocco di marmo, insomma. Il resto della scocca è in magnesio pressofuso per una solidità e robustezza dell’apparecchio che rimangono inespugnabili, secondo gli standard Leica. Il design resta minimale e asciutto, tasti, ghiere, tutto ridotto all’essenziale. Ma estremamente funzionale, da gestire in maniera agile senza togliere dita o mani dalla camera.

Il display è da ben 3,2 pollici, quasi ci si potrebbe guardare una partita di calcio. Touch screen ma non inclinabile: i body come quello della qui presente Leica SL2 sembra non siano in grado di supportarlo strutturalmente. Un altro display, per così dire, di servizio è ospitato nel prospetto superiore della fotocamera, dove si trova anche il pulsante per passare dalla registrazione fotografica a quella video. Oltre a quello per impostare il valore ISO. Il grip è ottimale, aiutato anche dall’elegante rivestimento in similpelle. La ricarica della batteria sulla Leica SL2 può avvenire anche tramite USB-C collegandola a un computer, a un powerbank o persino a uno smartphone.

Le funzioni della Leica SL2

Una Leica mirrorless full frame di ultimissima generazione come questa in esame non può prescindere da un reparto connettivo ben sviluppato: Ecco quindi che sulla Leica SL2 troviamo il Wi-Fi su due frequenze, 2,4 GHz e 5 GHz e il Bluetooth Blue Energy 4.2. La modalità di scatto continuo ad alta velocitàpermette di realizzare raffiche fino a 20 fps mentre la sensibilità oscilla tra i 100 ISO e i 50000 ISO, in virtù comunque degli oltre 47 Megapixel.

Ma veniamo a una sezione che fa sempre molta gola a chi si affaccia al mondo a cui appartiene anche questa Leica full frame mirrorless. Ovvero quella relativa al videomaking. Addirittura sulla Leica SL2 si possono utilizzare delle ottiche video: quando lo si fa viene visualizzato l’angolo di otturazione, invece del dato relativo al tempo di scatto, così come “t” al posto di “f”. Proprio come se stessimo usando una videocamera. La Leica SL2 permette la ripresa in 4K, Ultra HD, Full HD (fino a 180 fps) e nella risoluzione DCI C4K a 60p senza crop. Ottima cosa per non vedere tagliata l’area visiva registrata, ad esempio con un grandangolo.

Se si scende all’interno di un range che va da 24p o 25p fino a 30p, udite udite, sarà possibile la ripresa video anche in 5K. Non sarebbe stata una Leica mirrorless full frame professionale se non fosse stata fornita di Log interno, ovvero L-Log Rec.2020 e di curve HLG (in grado di restituire una gamma cromatica e dinamica più fedele al reale e presenti anche sulla penultima Lumix Panasonic), per l’esportazione di file a 10 bit.

La Leica SL2 è una degna erede della prima mirrorless full frame Pro?

Dal marchio più blasonato del mondo della fotografia, quello che può permettersi di far pagare i propri apparecchi pressappoco quanto un’automobile, ci si aspetta qualità al massimo grado. Ed in effetti con la Leica SL2 la troviamo. Una fotocamera che cerca di “fare amicizia” con ciò che propone il mercato all’interno dello stesso segmento. E che rimane meno “sulle sue”. Troviamo infatti un autofocus con riconoscimento facciale e Eye-AF, a contrasto e basato su delle cosiddette mappe di profondità. I punti tra cui ci si può spostare sono 225 (proprio come sulla Lumix S1R, coincidenze?)

Il “file crudo”, ovvero il RAW che “fuoriesce” dalla Leica SL2 è molto dettagliato, decisamente ben predisposto alla lavorazione in post produzione. Solo assicuratevi di avere un sistema operativo assai performante se pensate di utilizzare la modalità di estensione della risoluzione. Il software di post produzione potrebbe andare in crash. I valori estremi (alte luci/neri profondi) sono ben recuperabili. Nel complesso l’esperienza d’utilizzo della Leica full frame mirrorless SL2 è fluida, reattiva e molto “easy-going” per un apparecchio del genere. Il prezzo? Che dire, abbondantemente sopra la media, anche se si vocifera dell’uscita di nuovi apparecchi di altri marchi che potrebbero avvicinarsi a tali picchi.

Ecco qui la Leica SL2

Un passo indietro verso le origini: la Leica SL Typ 601

Prima della Leica SL2 venne la Leica SL Typ 601. Realizzata in collaborazione con la solita Panasonic, con cu Leica spesso va a braccetto, fu la prima Leica mirrorless full frame indirizzate a chi lavora con la fotografia. E si rivolgeva loro come a dire: “Non è arrivato il momento di farla finita con queste reflex?” Ed in effetti si trattava di una camera più compatta delle DLSR ma dalle altissime prestazioni. 

Le caratteristiche

Precede la Leica SL2, questa SL Typ 601 e ha un sensore da 24 Megapixel privo di filtro passa basso. La gamma ISO va da 50 a 50.000 e dispone di una messa a fuoco a 49 punti. In confronto alle specifiche della versione più recente sembrano bazzeccole, in realtà è ancora una macchina molto “agile”, soprattutto quando si trova a dover gestire molti dati. Il mirino ha definizione eccelsa e si trova all’interno di un body ricavato da un solo pezzo di allumino. Di certo la macchina comunica un forte senso di robustezza ma può risultare un po’ difficile da gestire nelle normali operazioni di manutenzione. Nulla da dire sulla presa e sulla buona distribuzione di pulsanti e ghiere, che si rivelano tutti al punto giusto…da azionare al momento giusto.

Le funzioni

Come dicevamo, questa Leica full frame mirrorless è in grado di lavorare bene “sotto stress”. Il suo processore con 2 GB di memoria buffer permette di realizzare raffiche fino a 11 fps e di registrare video in 4K. Sotto questo aspetto, molto interessante vedere come già nel “lontano” 2015 era possibile applicare un Log a una fotocamera. Un profilo che consente di lavorare meglio i video in fase di color correction. Sulla Leica SL dunque è presente una curva cosiddetta flat V-Log, con uscita 4:2:2 a 10 bit se si esporta tramite HDMI. Oppure ecco file RAW a 14 bit. Su questa camera si potranno montare le ottiche di tutte le serie prodotte da Leica (ovvero M, R e S) tramite adattatore, qualora servisse. Costi? Per niente lontani o dissimili da quelli consigliati proprio per il modello…superiore. Cioè esattamente la Leica SL-2.

Leica full frame mirrorless: un ripasso della Leica Q2

La capostipite delle Leica mirrorless full frame è lei: la Q2Una compattina? No anche se sembrerebbe a vederla da fuori. Ma al suo interno si trova nuovamente un sensore da 47,3 Megapixel a pieno formato, una novità per i tempi in cui la serie Q uscì sul mercato. Davvero incredibile che tanta potenza possa essere sprigionata da un oggetto così piccolo.

Le caratteristiche

Rispetto alla Leica SL2 quasi sembra che si stia parlando di una macchina di un’altra categoria. Infatti la Leica Q2 già dal body compattissimo si rivela ridotta ai minimi termini. Il display è da 3 pollici e nelle vicinanze si trovano appena 3 tasti. Mentre quelli distribuiti su tutti i prospetti della camera sono personalizzabili: Leica cerca in questo modo di sopperire alla mancanza dei tanti tasti funzione esterni. Ovvero permettendo di memorizzare le più usate su quelli che invece ci sono. Questo però potrebbe non essere un passaggio così intuitivo, considerato che non tutti sono avvezzi a utilizzare le personalizzazioni. 

La decisione di utilizzare lo scatto singolo o continuo dovrà essere presa selezionandola dal menù interno, anche questa una cosa abbastanza inusuale per una macchina fotografica di ultima generazione. Il mirino elettronico è un OLED da 3,68 milioni di punti ed ha una risposta fluida, nettaL’autonomia dichiarata dalla casa produttrice si attesta nella media relativa a questi prodotti, ovvero sui 370 scatti. Purtroppo le macchine senza specchio possono essere molto maneggevoli ma hanno il grande difetto d farvi girare con due o più batterie di scorta. E ancora non si è trovato il modo di ovviare a questa “mancanza”, nonostante si sia arrivati a montarci su sensori grandi come un intero isolato.

Le funzioni

Con la Leica Q2 si possono scattare foto in RAW (DNG) in spazio colore sRGB, Adobe RGB, in JPEG o ECI RGB V.2.0, per una gamma di sensibilità che va da 50 a 10000 ISO. Si può scegliere se impiegare l’otturatore elettronico, meccanico o ibrido con una variazione di tempi di reattività comunque minima e accettabilissima. La qualità immagine è davvero incredibile già solo direttamente in fase di scatto, se si utilizza la massima risoluzione, poi i dettagli “fioriscono”. Lavorando le immagini, infatti, già con una lieve correzione si può notare la gamma cromatica espandersi. Una caratteristica quest’ultima proprio distintiva della Leica mirrorless full frame. 

I video sono registrabili in 4K anche in formato cinema e Ultra HD a 30 fps o 24 fps. Tuttavia, di nuovo, non è possibile avviare la registrazione utilizzando un pulsante sulla scocca della fotocamera. Bensì andrà ricercato nel menù interno. Se dovesse capitarci sott’occhio il famoso attimo irripetibile, in questo modo andrebbe perso. Un po’ una contraddizione anche alla luce dell’AF molto reattivo. Questa macchina dunque si rivela più performante per coloro i quali, piuttosto che lavorare a braccio, hanno già in mente a grandi linee un progetto fotografico. In ogni caso la serie Q, tra le Leica full frame mirrorless, ha rappresentato l’avanguardia del settore. Chissà se, addirittura, questo sarebbe mai esistito senza.

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