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Musica in streaming: Spotify, Apple Music, Amazon Music Unlimited. Sistemi a confronto

Quali sono i servizi di streaming audio più interessanti? Da Spotify fino al “pentito” Napster, panoramica su prezzi, piani e offerte disponibili.

Nel corso delle ultime settimane vi abbiamo parlato di cuffie, auricolari e sistemi audio di vario tipo. Oggi spostiamo lo sguardo sui servizi di musica in streaming disponibili in Italia per consentirvi di usare al meglio i nuovi acquisti. La musica in streaming è ormai il tipo di ascolto che cresce maggiormente nel nostro paese. Gli ultimi dati certificano una crescita del 30% in riferimento al 2016. In più, la FIMI ha dichiarato che è in arrivo una modifica sostanziale al modo in cui saranno calcolate le classifiche musicali in Italia, con lo streaming a pagamento che sarà l’unico modo per incidere sul rilevamento della popolarità degli artisti. Un cambiamento che intende favorire gli abbonati ai servizi, penalizzando i tanti che utilizzano piattaforme free, Spotify in primis. L’offerta è sempre più ampia. Come scegliere?

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Spotify

Il servizio leader mondiale di musica streaming è anche fra più longevi. Era il lontano 2008 quando la società svedese muoveva i primi passi in un settore fatto d’incognite. A differenza di quasi tutti i concorrenti, l’accesso è gratuito mediante registrazione. Gli utenti free devono sopportare spot pubblicitari inframmezzati ogni 3-4 brani e una qualità sonora relativamente bassa, in file di tipo Ogg Vorbis codificati a 160kbps (96kbps se usate il piano free da cellulare o tablet). L’accesso premium garantisce qualità a 320kbps senza pubblicità e il download di musica tramite l’app. Il tutto per 9.99 euro al mese. Esiste anche un piano family con sei account disponibili per 14.99 euro al mese. I numeri aggiornati vedono un catalogo di circa 40 milioni di brani per 50 milioni di paganti e un numero imprecisato (ma sicuramente oltre i 100 milioni) di utenti free. L’ultima novità del servizio di Stoccolma vede l’abbonamento annuale costare solo 99 euro (un risparmio di due mesi, quindi), ma solo per coloro che lo sottoscriveranno entro il 31 dicembre.

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Apple Music

Lanciato nell’estate 2015, il servizio di musica in streaming di Apple è diventato nel giro di poco il secondo in termini di utenti. L’ultima stima vedeva 20 milioni di paganti, con a disposizione il catalogo di iTunes e una serie di canali radio esclusivi. Siamo dalle parti dei soliti 40 milioni di brani. Da tradizione Apple, il design è minimale e curato, ma l’app Android è molto migliorabile. La versione iOS, invece, è stata accompagnata da problemi fin dall’inizio. Consigliamo a chi possiede ampie librerie iTunes di usare solo la funzione “scopri”, senza scaricare i brani. Sono infatti parecchie le testimonianze di utenti che si sono visti modificare la libreria senza volerlo. La codifica è la stessa dello store di iTunes: 256kbps in AAC, più o meno equivalente ai 320Kbps in mp3. Non esiste una versione free, ma i nuovi utenti possono provarlo gratuitamente per tre mesi. Molto convenienti i piani family (14.99 per sei account) e studenti (4.99)

Amazon Music Unlimited

Il servizio di streaming audio Amazon offre un’ottima app e un’interfaccia perfettamente integrata con l’ecosistema di mp3 con cui il gigante americano ha venduto musica per anni. Punti di forza? 50 milioni di brani e vantaggi per gli abbonati Prime, a cui è consentito di sottoscrivere un piano annuale a 99 euro. Per il resto, l’offerta è marcatamente simile alla concorrenza: piani mensili da 9.99 euro, playlist personalizzate, prova gratuita di 30 giorni.

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Tidal

Tidal offre una qualità sonora di tipo lossless, ovvero in qualità CD. Pagando 19.99 euro mensili, l’utente ha infatti accesso a Tidal HiFi. E’ un’offerta ghiotta per gli audiofili che non sopportano gli mp3, ma per la grande maggioranza di utenti l’opzione premium (9.99 al mese, per la consueta qualità a 320/AAC) andrà benone. Il futuro però è incerto, gli utenti sono fermi a 3 milioni e nessun grande nome del hi-tech sembra interessato a rilevare il marchio di musica in streaming.

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Google Play Music

Particolarità di Google Play Music, oltre al classico servizio a pagamento, è la possibilità di caricare 50.000 brani gratuitamente. Direttamente da Chrome o con un’app disponibile sia per Windows che macOS, l’utente potrà trasferire la propria collezione di mp3 sul cloud di Google, mantenendo la stessa codifica di base (ad esempio, se i brani caricati sono a 256kbps, le controparti sul cloud avranno la stessa codifica). Non è possibile caricare brani in lossless. Chi volesse invece sottoscrivere il servizio Unlimited, dovrà versare 9.99 euro al mese per 35 milioni di brani e una serie di stazioni radio personalizzate.

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Deezer

Il servizio nato a Parigi va forte in Francia, ma stenta a trovare la propria dimensione oltre i confini natii. 6 milioni di utenti paganti, un catalogo di circa 40 milioni di brani a 9.99 euro con l’opzione Premium+. Chi vuole di più può provare Deezer Elite, streaming audio in qualità CD a 14.99 euro al mese, confinato ai soli sistemi Sonos e, da pochissimo, alle applicazioni per Windows e MacOS. Con un’offerta interessante: gli utenti Premium+ che scaricheranno l’applicazione prima di Gennaio 2018 potranno godere di qualità CD senza pagare per l’opzione Elite.

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Bandcamp

Non è solo un servizio di musica in streaming, quanto un vero e proprio spazio virtuale dove i musicisti possono farsi conoscere e vendere la propria musica. Una volta acquistato un album o una canzone, potrete accedervi tramite sito o app senza bisogno di fare il download. Tantissima, inoltre, la musica scaricabile gratuitamente. Viene perennemente dato per acquistato dai vari giganti del settore, ma pare che stia andando forte con le proprie gambe. Al momento, il sito è disponibile in lingua inglese.

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Soundcloud

Come Bandcamp, Soundcloud offre ai musicisti uno spazio virtuale dove farsi conoscere. E’ il paradiso di musicisti emergenti e band senza contratto, ma le ultime notizie lo descrivono in crisi e con pochissima liquidità. Sfumato l’acquisto da parte di Spotify, dopo una lunga trattativa che non ha portato a nulla, sembra che il servizio nato negli USA versi in una notevole crisi. Recentemente, sembra aver dimezzato la qualità audio di tutta la musica ascoltabile via streaming.

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Qobuz

Appena arrivato in Italia, offre una vastissima scelta di musica classica insieme a 24 milioni di brani del catalogo di molte major e indipendenti. Un paradiso per gli audiofili, in particolare grazie all’offerta Qobuz Sublime. Chi vi accede potrà ascoltare audio in alta risoluzione (24 bit), mentre tutti gli altri godranno “solo” di qualità CD. Attualmente potete registrarvi e scaricare gratuitamente una versione lossless della Nona di Beethoven. Quel che si dice un buon inizio.

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Napster

Proprio lui. Il nemico giurato delle case discografiche si è riciclato come legalissimo servizio di musica in streaming. Le caratteristiche sono più o meno le stesse: 40 milioni di brani per 9.95 euro al mese e un mese gratuito di prova. Senza però offrire niente di diverso rispetto alla sterminata concorrenza. Per nostalgici.



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