Creare uno studio di home recording

Come creare uno studio di home recording partendo tranquillamente con un low budget

Creare uno studio di home recording, divertirsi ad incidere, elaborare e pubblicare i propri brani spendendo poco è possibile, senza rinunciare alla qualità

Se sei qui è sicuramente perché è da tempo che vuoi creare la tua postazione di home recording, o integrarla con dei prodotti vincenti e non troppo costosi, giusto? Ecco perché con molto piacere spieghiamo come fare tutto questo, anche partendo da zero e spendendo cifre ragionevoli. Creare uno studio di home recording con un piccolo budget è possibile e, stando attenti, senza sacrificare minimamente la qualità.

Il crescente emergere di postazioni di studio, lavoro, e produzione musicale in casa ha portato i produttori di hardware ad affinare sempre migliori prodotti per un mercato di massa. Di questo processo ne ha risentito positivamente il settore dell’home recording. Registrare da casa non è più un’utopia, e con pochi accorgimenti si può iniziare a produrre e far sentire al resto del mondo la nostra musica, senza spostarsi da casa!

Creare uno studio di home recording, requisiti base

Entriamo nel vivo. Dando per scontato che avrai già un computer, concentriamoci sui requisiti base per farlo diventare il centro del tuo progetto di home recording. Per lavorare discretamente, sia che tu sia un appassionato di musica elettronica che di registrazione audio di strumenti musicali, è consigliato un processore discreto, diciamo equivalente dell’i5 di Intel e soprattutto 8 GB di RAM. Requisiti assolutamente diffusi nel mercato di oggi e spesso già presenti nei nostri computer di casa (sia laptop che desktop vanno bene).

Questo lo scriviamo per garantirti un lavoro sicuro senza intoppi, premesso che quanto stiamo per descrivere può esser fatto anche con requisiti inferiori, magari realizzando progetti musicali meno complessi. Passiamo dunque ad elencare tutto quello di cui hai bisogno per sbizzarrirti con la fantasia, dando anche alcuni consigli finali per gli sviluppi successivi, in caso tu ci prenda davvero gusto!


Creare uno studio di home recording, i prodotti

? Scheda audio

Sicuramente per creare uno studio di home recording non puoi prescindere da una buona scheda audio esterna. La tentazione di molti principianti può essere quella di usare le schede integrate al PC. Purtroppo, questa pratica non può garantire minimamente le funzioni base della registrazione musicale e la qualità audio necessaria. Per questo, senza investire una follia e con l’ausilio di un collegamento USB che fa anche da alimentatore, si possono trovare schede audio professionali anche entro i 250 euro. Nel caso nostro il consiglio è di scegliere fra la scheda Scarlett Solo e la Scarlett 2i2 di Focusrite.

La scheda audio è il cuore pulsante della tua attività di registrazione per questo dovrai decidere, anche a seconda del genere musicale che intendi fare, di quante entrate audio disporre. Nel caso tu ambisca a produrre musica elettronica sicuramente, una scheda audio con un’entrata singola come la Focusrite Scarlett Solo ti può far risparmiare soldi e darti al contempo la possibilità di sfruttare un’entrata microfono professionale preamplificata. Questa funzione può tornare molto utile nel caso tu voglia registrare tracce vocali o sfruttare il microfono per altre attività come telefonate e podcast.

Per il musicista tradizionale è invece utile disporre della doppia uscita, come nel caso della consigliata scheda Focusrite Scarlett 2i2 (ma ci sono anche ottimi modelli entry-level di Presonus). Questo consente, a parità di qualità audio di disporre di funzioni aggiuntive come la possibilità di registrare in stereo o di registrare contemporaneamente chitarra e voce usando due microfoni. Per questo motivo la scheda audio esterna Focusrite Scarlett 2i2 è consigliata per chi predilige i generi più acustici, rock, e generalmente basati su strumenti reali.

? Microfono

Abbiamo già nominato diverse volte il prodotto che sarà il prossimo step per creare uno studio di home recording, ovvero il microfono, quindi andiamo a vedere come sceglierlo senza sbagliare.

Un buon microfono a condensatore non è mai sconsigliato sia per la ripresa audio che per catturare le voci. Sul mercato esistono vari modelli che abbiamo già consigliato in più frangenti ma il miglior microfono a condensatore economico di base non esiste. È una scelta di budget e gusto. Sicuramente però possiamo trovare online due prodotti veramente meravigliosi, e una terza opzione per chi gradisce una soluzione in bundle offerta da Focusrite.

Se desideri un entry level di qualità con circa sessanta euro puoi portarti a casa un microfono professionale con ripresa cardioide (la migliore per evitare troppi rumori di fondo e per riprese frontali semplici) prodotto da Marantz. Stiamo parlando dell’MPM 1000 che non delude in prestazioni e robustezza.

Se vuoi fare un passo invece verso la professionalità totale, con una spesa di circa 100 euro superiore trovi i prodotti dello storico marchio Rode. In particolare, consigliamo il Rode NT-USB che è una soluzione smart come quella precedente ma più di qualità.

Entrambi i prodotti sono sensazionali anche per la loro completezza in quanto vengono forniti con filtro anti-pop e supporto da tavolo antishock, due features imprescindibili anche per i principianti. Per chi vuole invece spendere poco, la soluzione, abbinabile all’acquisto della scheda audio è quella di affidarsi ai bundle con scheda audio e cuffia di Focusrite. Entrambi i modelli menzionati Focusrite Scarlett Solo e Focusrite Scarlett 2i2 sono infatti offerti anche con dei pacchetti completi dall’ottima qualità-prezzo, senza però offrire filtro anti-pop e supporto da tavolo.

? Tastiera midi o midi controller

Per poter disporre dei suoni virtuali (Vst) è inoltre fondamentale avere anche una semplice tastiera midi o midi controller. Questi prodotti, spesso collegabili in USB permettono di sfruttare virtual instruments (se ne trovano anche di qualità gratuiti sul web) per completare il sound dei tuoi brani. Dall’arpa alla batteria, ai suoni synth, agli effetti sonori, la tastiera midi apre il vaso di pandora della creazione musicale in studio. Per questo se vuoi creare uno studio di home recording non puoi prescindere da questo coltellino svizzero molto potente. Andando nel dettaglio, anche qui scegliamo un modello per la musica elettronica ed uno più standard.

L’ Axiom Air mini 32 di M-Audio è lo starter pack ideale se non sei un pianista e hai bisogno di un controller midi principalmente per parti di musica elettronica, o per programmare la parte ritmica dei tuoi brani. Al contempo potrai suonare delle parti musicali in midi sfruttando qualsiasi virtual instrument grazie ai 33 tasti presenti a bordo. Facile da installare è una master keyboard leggera e trasportabile. È dotata di varie funzioni utilissime fra cui otto pad assegnabili e vari controlli. È possibile usare i pulsanti per fare finger drumming e si possono controllare i parametri dei Vst dalle manopole presenti a bordo. Anche in questo caso abbiamo messo per primo il modello per gli amanti della musica elettronica ma vediamo adesso qual è la soluzione migliore per chi apprezza generi più tradizionali, e magari se la cava come pianista.

In questo caso il modello che ci sentiamo di consigliare è la Native Instruments Komplete Kontrol A49. Si tratta di una master keyboard a 49 tasti veramente versatile, sempre di dimensioni ridotte ma che permette una maggiore suonabilità a livello di tasti. Utilizzabile per programmare le parti ritmiche ha una qualità dei tasti di livello superiore e presenta comunque molte features on board. Ad esempio, dalla tastiera Master Keyboard del celebre marchio Native Instrument si possono controllare pitch, modulazioni, tempo, quantizzazione e molto altro grazie alle manopole poste frontalmente. Il display a Led inoltre aiuta molto a tenere sotto controllo ciò che si sta facendo, senza dover sempre guardare il PC sul quale stiamo lavorando. Interessante anche il pacchetto di suoni virtuali offerti assieme all’acquisto della tastiera midi controller.

? Cuffie monitor

L’ultimo passo, che ci sentiamo di mettere fra gli aspetti irrinunciabili per creare uno studio di home recording da zero è quello di dotarsi di cuffie monitor. Tanto per capirsi, stiamo parlando di quelle cuffie che non enfatizzano i suoni, ma li lasciano al naturale (senza equalizzazione o boost di frequenze) per mixare al meglio i brani che produci. Il consiglio è di andare sul sicuro anche in questo caso, scegliendo fra i prodotti entry level della gamma di cuffie monitor AKG, che sono le cuffie da studio per antonomasia. Le cuffie monitor di AKG si adattano sia alla musica elettronica che al rock e agli altri generi.

Un modello entry level usato da molte band che registrano cover su YouTube fatte in casa e da tanti fonici professionisti sono le Akg K92. Una cuffia pulita, pura, esteticamente molto bella che costa a malapena 50 euro. Ovviamente le differenze rispetto ai modelli premium ci sono, ma sono cuffie comunque efficaci per fare mixaggi e riascolto di qualità, anche se non sono il massimo per usi molto prolungati. Le AKG K92 risultano ottime anche in registrazione, il suono è molto potente e ci si può isolare dall’ambiente esterno concentrandoci sull’esecuzione musicale.  

L’alternativa che ci sentiamo di proporre in questo caso sono le cuffie AKG K175, un modello nettamente più confortevole e quasi pari livello ai modelli professionali. Queste cuffie con padiglione pieghevole appresentano il culmine di anni di studi sulla qualità dei trasduttori, hanno un suono estremamente preciso e permettono di mixare con la stessa qualità che si può avere usando casse monitor da studio. I suoni sono trasparenti e molto neutri e l’insonorizzazione è ottima, un paio di cuffie pieghevoli per chi ha un budget lievemente superiore e non vuol rinunciare alla qualità sotto nessun aspetto.

È doveroso inoltre aggiungere che entrambe le cuffie hanno una costruzione che è l’emblema del trademark del marchio svizzero: sono indistruttibili e ultraresistenti alle cadute, cosa davvero fondamentale quando ci si deve districare nei piccoli spazi casalinghi. Importante sottolineare inoltre che stiamo parlando di cuffie con padiglione chiuso. Sebbene meno confortevoli e “naturali” delle cuffie aperte, questa tipologia di cuffie monitor è la migliore per chi vuol creare uno studio di home recording. Infatti, il padiglione chiuso evita di disperdere il suono che potrebbe disturbare i tuoi vicini o chi convive con te e previene fastidiosi rientri nel microfono mentre registri in cuffia.

Starter pack completato!

Questi sono i passi fondamentali per non sbagliare nel creare uno studio di home recording da zero. Con questo starter pack dal budget limitato puoi iniziare una (speriamo) gloriosa carriera musicale piena di creatività e ti puoi preparare agli step successivi. Accenniamo brevemente quali sono gli eventuali passaggi successivi per un upgrade professionale del tuo studio casalingo.


Creare uno studio di home recording, sviluppi successivi

Adesso che sei diventato un provetto produttore e non ti vuoi fermare, sei pronto al passo successivo. Sebbene alcuni accessori non guastino anche in fase di start-up, sono oggetti comunque rivolti ad un utente minimamente esperto. Una volta preso dimestichezza con i di registrazione (DAW, Digital Audio Workstation) e appreso le basi del mixaggio e del mastering, le esigenze aumentano. Oltre al desiderio di usare microfoni aggiuntivi o schede audio con un numero maggiore di entrate e funzionalità, ci sono altri plus che diventano irrinunciabili per chi vuol fare sul serio. In primis, le già nominate casse monitor.

? Casse monitor

Qualunque fonico professionista ti dirà che un buon mix non può prescindere da un paio di casse monitor professionali. Ciò è ovviamente vero, ma ci sono dei validi motivi per non metterle nel pacchetto di prodotti per chi vuole creare uno studio di home recording da zero. Intanto bisogna saperle usare. Infatti, le casse monitor, che sono collegabili direttamente alla scheda audio in quanto già amplificate, permettono di entrare meglio dentro al suono e correggere nel mixaggio ciò che non va. Allo stesso tempo però richiedono un ambiente silenzioso, vicini pazienti e non sono assolutamente indicate per registrare parti audio con microfono (problema di rientro del suono).

Anche delle casse monitor entry level come le M-Audio BX5 possono darti soddisfazioni grandissime a livello di qualità del suono, e sicuramente le consigliamo per un upgrade. Il problema però non riguarda quale modello scegliere, ce ne sono migliaia sul mercato, veramente per tutti i gusti. Il nodo da sciogliere è l’acustica della stanza dove vogliamo creare uno studio di home recording. Di fatto, creare uno studio di home recording con casse monitor implica la conoscenza di un minimo di regole dell’acustica. Spesso le stanze reverberano il suono confondendo le nostre orecchie e per questo, analogamente agli studi professionali, è richiesta una specifica disposizione della mobilia nella stanza, eventuali trappole sonore e soprattutto l’uso di pannelli fonoassorbenti/insonorizzanti. Prima di acquistare delle casse monitor quindi è utile studiare attentamente tutti questi fattori ed agire di conseguenza se necessario.

? Schermo fonoassorbente

Infine, se vuoi fare il salto verso il professionismo, con una piccola spesa consigliamo di supportare le tue registrazioni con l’uso di uno schermo fonoassorbente. Posto dietro al microfono, questo accessorio è molto utile per eliminare disturbi di fondo e migliorare sensibilmente la qualità della ripresa sonora.

Se tutto questo che abbiamo detto sul come creare uno studio di home recording ti affascina, non perdere tempo e inizia a dare sfogo alla tua passione. Anche perché, finalmente esistono software gratuiti scaricabili legalmente (come la DAW “Cakewalk by Bandlab”) che ti permettono di entrare in questo mondo che fino ad alcuni anni fa era molto di nicchia e costoso. Concentrati dunque sullo studio dei software musicali e inizia a creare uno studio di home recording che ti potrà dare molte soddisfazioni, nonché ti permetterà di ammortizzare nel tempo l’investimento iniziale. Lo studio di registrazione in pratica verrà da te, e non dovrai più spendere per andarci!

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