action cam economiche

Action cam economiche: La rivoluzione in POV di GoPro, Mediacom e Nilox

Le action cam economiche rivoluzioneranno l’audiovisivo? E’ quello che promettono di fare, almeno in parte. Ecco perché

La diffusione di action cam economiche  potrebbe influenzare la nostra vita quotidiana, dal cinema (qui cosa e dove guardare contenuti in 4K) ai video di tutti i giorni. Tutti vogliamo sentirci protagonisti di qualcosa e il mondo dei media sembra ormai essersene accorto da tempo. Dalle campagne pubblicitarie full immersion nate dal guerrilla marketing fino agli youtuber, i video stanno diventando più mirati a coinvolgere direttamente lo spettatore. Non è un coinvolgimento impersonale, come poteva essere quello di alcuni anni fa. Adesso lo scopo delle forme di comunicazione è di mettere al centro non tanto lo “spettatore”, ma proprio l’individuo in sé. Il fenomeno dei social network ha amplificato la voglia di protagonismo delle masse, facendo sì che non l’utente medio non si accontenti più di un semplice video, ma ne voglia far parte.

Il POV: la rivoluzione in prima persona

Ma come si integrano le action cam economiche in tutto ciò? La risposta è chiara: nella visuale in prima persona. La visuale soggettiva, spesso definita in inglese con l’acronimo di P.O.V. (Point Of View), è l’ultima frontiera per l’intrattenimento e l’advertising. Sempre di più sono i video in prima persona, sia girati che visti, presenti sul web. Si parla di un aumento di circa il 15% fra il 2016 e il 2017. Basti pensare al numero di filmati girati con il cellulare (con fotocamere mostruose come quelle sul Samsung S8) in cui riprendiamo quello che abbiamo di fronte.  E il bello è che tale estetica sta rivoluzionando anche il modo di girare film. Un esempio? C’è Hardcore! di Ilya Naishuller, uscito il 13 Aprile del 2016. Action movie turbolento che tenta di simulare l’esperienza di un videogioco d’azione trasportandola sul grande schermo, risultando fin troppo fedele alla sua idea. Girato completamente con una action cam GoPro, fa dell’eccesso la sua chiave di volta. Tra scene d’azione completamente fuori controllo e musiche accattivanti sparate a tutto volume, questo primo esperimento pionieristico risulta troppo grezzo sotto molti punti di vista, ma rappresenta una grande innovazione.

“F” for Fake: Verità o menzogna?

Caso diverso invece è il fenomeno dei mockumentary, film girati come se fossero documentari, ma con plot e una realtà totalmente inventata. Sono i figli spirituali del programma radiofonico di Orson Welles War of the Worlds, o della sua pellicola testamentaria “F” for Fake. In questo caso il punto di vista è quello dell’operatore che segue una storia, con dei protagonisti definiti e trama precisa, più appetibile al grande pubblico. Ci sono Cloverfield (2008), The Blair Witch Project (1999), Troll Hunter (2010) e Chronicle (2012). Non sarebbe sbagliato prevedere in un futuro prossimo la creazione di mockumentary interamente girati tramite action cam (ecco la guida alle migliori) .

Le ragioni di un successo

Perché le action cam economiche stanno conquistando tutti? I fattori da considerare sono tre: il primo è la tascabilità. Sono strumenti progettati per riprendere attività sportive, spesso anche estreme, dunque molto resistenti e compatti. Per usarli, non serve alcun operatore e il protagonista diventa il cameraman. Il secondo motivo sta nella semplicità. Chiunque è in grado di usare un’action cam e creare dei bei filmati, anche senza saper nulla di fotografia e riprese. Ridurre in questo modo le competenze necessarie alla creazione di materiale video ne permette una maggior diffusione. Il terzo motivo è la convenienza economica. Siete pronti alla rivoluzione in POV?

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