Come fotografare still life

Dal commerciale alla ricerca visuale: come fotografare still life

Come fotografare still life precisi ed efficaci utilizzando l’attrezzatura da studio, nuovi metodi e accessori, così come piccoli accorgimenti “handmade”.

Una tecnica e uno stile fotografico più usato e applicato di quanto si creda. Ci riferiamo allo still life: realizzare uno scatto per un catalogo, magari raffigurante un oggetto da mettere in vendita, significa in sostanza fare uno still life. Lo stesso vale in genere per tutta quella produzione d’immagini che riprende i canoni della natura morta pittorica. Ovvero oggetti inanimati rappresentati all’interno di un contesto particolare o, al contrario, in una situazione neutrale. Nel nostro caso immortalati fotograficamente, anziché con pennelli e colori. Ma come fotografare still life in maniera accurata? Bisogna iniziare con l’individuazione delle differenze rispetto agli altri generi fotografici.

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Le differenze tra la fotografia still life e gli altri generi

Per quanto a volte possa essere un limite suddividere la fotografia per generi, specularmente può aiutare a fare delle distinzioni, a individuare delle differenze e soprattutto ci permette di stilare un piano di lavoro logico e coerente. Nella maggior parte dei generi fotografici “in presa diretta” la maggiore difficoltà è rappresentata dalla variabilità del soggetto principale che c’interessa fotografare.

In una sessione di birdwatching, ad esempio, dobbiamo stare pronti nel cogliere l’eventuale movimento dell’animale, scattando con tempi molto rapidi. Lo stesso si può dire per la fotografia sportiva, per la street photography e, in parte, anche per le riprese paesaggistiche. In campi come il ritratto o lo still life, invece, il punto focale del nostro interesse di solito è immobile. Ma ciò non significa che sia meno laborioso o più semplice portare a casa lo scatto definitivo. Sono principalmente tre le fasi cui prestare particolare attenzione durante la realizzazione di shooting del genere:

  • l’allestimento del set, decidendo se il soggetto dovrà essere contestualizzato in un ambiente oppure su sfondo neutro. Nel primo caso è indispensabile accertarsi che gli elementi posti alle sue spalle non creino disordine, soprattutto visivo, decidere se devono essere presenti oggetti simbolici ed eventualmente equilibrare i toni in modo tale che tutto appaia armonico. Se invece si opta per la decontestualizzazione, sarà opportuno servirsi di un fondale fotografico in tinta unita o con una stampa, meglio se astratta. Tutto dipende poi dallo scopo comunicativo che s’intende raggiungere
  • la preparazione di uno schema luci funzionale ed efficace o lo sfruttamento adeguato della luce naturale. Per questa fase può essere molto utile realizzare un semplice bozzetto in pianta del set, con il soggetto posizionato e la posizione delle lampade, dei diffusori e di altri eventuali pannelli
  • pulizia e ordine del set e degli elementi in campo. La polvere, le impronte o le spiegazzature del fondale possono anche farvi sudare sette camicie in post produzione.

A questo punto ci si può considerare pronti per fotografare: si capisce quindi che la chiave di volta sul come fotografare still life correttamente sta soprattutto in ciò che avviene prima dello scatto. Con un po’ di pratica e pazienza tutti possono realizzare dei buoni still life, se poi si dispone degli strumenti giusti è ancora più facile. Vediamone alcuni.

Diventare light designer

Il fattore più importante per la riuscita di una buona foto still life è la luce. In assenza di altri elementi o attrezzatura specifica, saper gestire l’illuminazione può già essere risolutivo. Se si dispone esclusivamente del sole e quindi di una fonte naturale, si possono sfruttare le finestre e le aperture presenti in un ambiente. Oppure i giochi di luce e ombra rivelati da tende o tapparelle, se si ha la possibilità di esprimersi con una certa libertà creativa. E ancora scattare a diverse ore del giorno, per avere una particolare atmosfera.

Esiste poi un vastissimo campionario di lampade da studio fotografico, dalle torce strobo, ai pannelli LED, fino ai kit luci completi anche di sfondo e diffusori. I softbox infatti sono un altro elemento fondamentale per lo shaping dell’illuminazione sul set. Da quelli di grandi dimensioni, in grado di rendere morbidissimo l’effetto del fascio di raggi luminosi, a quelli pensati per dare rilievo ai dettagli, come gli snoot. Ombrelli con finitura traslucida e in tela argentea e frost completano il corredo del professionista (o del cosiddetto amatore evoluto).

Non è difficile inoltre costruirsi dei pannelli diffusori o riflettenti “handmade”. Basterà utilizzare delle lastre di polistirolo bianco o dei cartoni abbastanza rigidi, sempre bianchi, per far rimbalzare la luce e diffonderla. Per un effetto più netto e contrasti decisi, poi, si potrà ricoprire il cartone con la carta in alluminio da cucina e usare quella da forno come frost. Con un pizzico d’ingegno non ci saranno limiti e con un po’ di pratica diventeremo presto dei “progettisti della luce” di prim’ordine.


Warning! Le superfici degli oggetti

Quando c’immergiamo nel mondo della fotografia still life e macro bisogna avere un occhio di riguardo per la tipologia di superficie che caratterizza l’oggetto da immortalare, quella dove poggia e quella dello sfondo. In realtà bisogna osservare bene sempre, in ogni situazione, ma nel momento in cui si parla di come fotografare still life al meglio, l’attenzione da prestare è doppia. Le facciate in vetro, materiale lucido o specchiante riflettono ciò che hanno di fronte. Bisognerà pertanto avere cura di utilizzare dei pannelli appropriati che:

  • evitino riverberi indesiderati e al contempo “disegnino” chiaroscuri armonici sugli oggetti in primo piano e nel contesto generale. Molta cautela con i vetri che, oltre a riflettere, mostrano tutto ciò che sta dietro o all’interno di un eventuale contenitore (vedi bicchieri, bottiglie, caraffe, ecc…)
  • schermino e ammorbidiscano molto la luce, il cui bagliore arriva molto potenziato su superfici di questo tipo, finendo per creare in foto quelle che tecnicamente si chiamano aree bruciate

Se, invece, dobbiamo gestire superfici opache e scure, dobbiamo tener conto che andranno governate in maniera pressoché opposta, rispetto alle lucide. Magari accentuando i contrasti per mezzo di un diffusore con finitura riflettente. Infatti queste aree esterne tendono ad assorbire la luce. Tutto il mondo della fotografia è fatto di bilanciamenti e la pratica ne costituisce la prova, soprattutto quando si ha a che fare con la cura dei minimi dettagli.


Il tavolo still life

Come fotografare still life in modo davvero professionale? Utilizzando accessori e complementi che poco spazio lasciano all’approssimazione. Tra questi il tavolo still life: costituito da una struttura portante regolabile in altezza, permette di lavorare nella posizione più comoda possibile. Il piano d’appoggio di solito fa anche da sfondo, creando una morbida curva che non spezza con orizzonti netti. Il materiale con il quale tale piano può essere realizzato è tra i più vari: dalla plastica, al plexiglass, fino a semplici fogli intercambiabili di carta e cartone.

Un tavolo still life in plaxiglass o fibra di vetro è sicuramente più costoso ma permette di realizzare già in fase di scatto dei gradevoli effetti di riflesso alla base del soggetto, che possono essere apprezzati da un’ideale committenza. Allo stesso modo consente di apporre sopra la superficie riflettente un pannello opaco, così da eliminare l’effetto, se non richiesto. Insomma si tratta di uno strumento più completo. Chi usa di solito il tavolo still life? Data la specificità di tale complemento, è destinato soprattutto ai fotografi professionisti che si occupano di fotografia di prodotto e per cataloghi, e-commerce, produzioni e negozi.

Dove trovare un tavolo still life

Gli oggetti fotografati con questo particolare tipo di ausilio saranno essenzialmente privi di ombre e la possibilità di disegnare i contrasti con pannelli e diffusori non sarà ostacolata da elementi di contorno. Realizzare dei ritagli e, eventualmente applicare degli effetti in post produzione diventerà semplice, nonché molto meno laborioso. La rapidità del workflow sarà certamente incentivata. Esistono tavoli per still life di varie dimensioni, per venire incontro alle esigenze dei più. Così come si possono acquistare tavoli con una base girevole: questa risulta molto utile per scattare foto di un oggetto a 360 gradi e, ancor più, per riprendere semplici video del medesimo mettendo in evidenza tutta la sua tridimensionalità.

Oggi per fortuna non è difficile reperire attrezzatura per studio fotografico così specifica. Consultando vari siti web, portali e e-commerce si potrà trovare di tutto e di più, in questo settore. Con la comodità, non di secondo piano, di ricevere il materiale direttamente a casa o presso il vostro studio fotografico, magari anche a prezzi convenienti. Il tavolo di questo tipo è la migliore opzione circa al modo di come fotografe still life in maniera impeccabile, resta tuttavia un acquisto da valutare bene in base alle proprie esperienze, esigenze e reale utilità nonché ovviamente budget.


Il box o tenda per still life

Come fotografare still life in maniera facile e veloce, anche con lo smartphone? Se quelli che trattiamo sono oggetti di dimensioni medie o piccole, la migliore risposta è rappresentata dai photo box. Una novità ormai molto diffusa, non ha ancora una vera e propria definizione. Chi li chiama box per still life, tenda, cubo fotografico. In buona sostanza si tratta di una struttura cubica di varie dimensioni, chiusa su tre lati dal classico telo bianco con cui si realizzano la maggior parte dei softbox. Questa “scatola-diffusore” ha lo scopo di isolare il soggetto, in genere un oggetto, dal contesto e fungere da sorta di mini studio fotografico. Il box fotografico è corredato di lampadine esterne o interne che forniscono l’illuminazione necessaria per lo scatto. Inoltre è richiudibile, in forma di pratica valigetta, che lo rende estremamente maneggevole. Un mini set fotografico portatile, si potrebbe dire.

Tipologie di photo box

Facili da reperire in vendita sul web, esistono photobox di tipologie diversificate. Ci sono quelli che possono essere utilizzati completamente chiusi, introducendo la fotocamera attraverso un’apertura che permette l’inserimento del solo obiettivo o dello smartphone. In tal caso l’illuminazione è interna al box, costituita di solito da tubi LED rimovibili. Ci sono poi sistemi con lampade esterne, da posizionare in prossimità della facciata in tessuto o materiale bianco diffusore.

Tra i cubi fotografici più avanzati, quelli con piattaforma rotante. Dagli 80 cm ai 30 cm per lato, le misure più diffuse, si riescono a trovare anche accessori di questo tipo in grado di contenere una persona intera in piedi e, allo stesso modo, davvero piccoli, perfetti per gioielli e oggettini minuti. Questo tipo di struttura sdogana definitivamente anche la smartphotography come metodologia professionale. Per chi, ad esempio, ha un e-commerce in rapido aggiornamento, sarà estremamente facile scattare foto dalla resa visiva professionale anche con il telefono smart. E poi condividerle online nel più istantaneo e rapido dei modi.

E per tutti gli altri basterà avere sempre appresso un photobox, tra i “ferri del mestiere” per poter immortalare, per esempio, una bottiglia di vino direttamente in azienda, durante lo shooting della per la nuova annata, da caricare sul sito web della cooperativa vinicola. Solo un’idea, restano molteplici i modi di utilizzare questi innovativi e geniali accessori fotografici.


Le migliori fotocamere per still life

Come fotografare still life dai dettagli definiti e tridimensionali? Inutile girarci attorno, per ottenere il massimo da uno scatto still life occorre almeno una fotocamera full frame. In questo caso la quantità di megapixel fa la differenza, perché non c’è bisogno di grande velocità, quanto piuttosto di grande definizione e qualità immagine. Chiaramente per chi si cimenta a livello amatoriale non è necessario investire in apparecchiature dal costo esorbitante, di certo una DSLR intorno ai circa 20 Megapixel può essere un buon compromesso. E se ne trovano in commercio anche a prezzi molto abbordabili.

Come già ampiamente detto, la gestione delle luci aiuta moto nella resa finale dello scatto e nella costruzione della tridimensionalità del soggetto. Da Canon a Nikon, la scelta della macchina fotografica digitale è realizzabile all’interno di un ampio registro. Tuttavia le fotocamere mirrorless di ultima generazione hanno puntato molto sul full frame. Tra esse la Sony ha fatto passi da gigante nello sviluppo di modelli ad altissima risoluzione.

Si è fatto accenno anche alla smartphotography: ecco quindi che oggi sono molteplici i dispositivi mobili dedicati ai fotografi. In grado di immagazzinare immagini in formato .Raw, stabilizzati e con svariate opzioni Pro, che consentono di decidere tempi, diaframmi, punto di messa a fuoco, bilanciamento del bianco, autofocus singolo e temperatura colore proprio come sulle migliori macchine digitali per professionisti.

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