Migliori droni professionali 2018: DJI, Parrot e Yuneec, quale comprare

Migliori droni professionali 2018: DJI, Parrot e Yuneec, quale comprare

Quali sono i migliori droni professionali del 2018? Tra DJI, Parrot e Yuneec, ecco una pratica guida sui quadricotteri. Sfrecciare nel cielo non è mai stato così facile

Con l’arrivo dell’estate, l’utilizzo di un drone può dare grandi soddisfazioni al videomaker. Ce ne sono di ogni dimensione, prezzo e brand e decidere quale comprare non è più tanto semplice. Il vantaggio è che l’offerta oggi è molto ricca e si può comprare un buon drone a prezzi tutto sommato accessibili. Dopodiché ci si può sbizzarrire tra i cieli d’Italia, con riprese aeree mozzafiato e possibilità impensabili fino a qualche anno fa. Ma quali sono i migliori droni professionali del 2018? E quale comprare tra la stupefacente DJI e le alternative Parrot e Yuneec? Di seguito, la guida definitiva all’acquisto, al solito divisa per prezzi, prodotti professionali e non.

Alcune premesse: quel maledetto patentino e la nuova regolamentazione europea

La tendenza legiferatrice dell’Unione Europea non si smentisce mai. E infatti da Bruxelles hanno in programma un dettagliato regolamento sull’utilizzo dei droni nei cieli e che uniformerà continentalmente patentini, permessi e leggi. Il problema – come spesso accade – sono le lungaggini burocratiche, che di fatto hanno slittato tutta la patata bollente al biennio 2020-2021. Insomma se ne riparla tra 3 anni e per il momento si fa fede alle regole dell’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e che valgono dunque esclusivamente per il suolo italiano. Ma quale drone professionale comprare senza patentino? E quali invece necessitano il pezzo di carta?

Migliori droni professionali 2018: DJI, Parrot e Yuneec, quale comprare

Categorie di droni: dal C0 al C4, spiegato bene

Difficile districarsi nella giungla legislativa italiana. Per qualsiasi informazione, consigliamo di consultare attentamente i documenti a QUESTO link. In questa sede, tenteremo di sintetizzare alcuni concetti chiave: anzitutto sono esentati da qualsiasi legge i droni-giocattolo, dunque di peso inferiore ai 250 grammi e con meno di 24 Volt. Devono comunque avere eliche protette e non possono volare al di sopra dei 50 metri. Ci sono poi i C1: la classe di droni dai 250 ai 900 grammi, la cui altezza non può superare i 120 grammi e la velocità entro i 65 Km/h. Non possono fare troppo rumore (limite: 80 dB) e devono a vere un trasponder integrato se dotati di una fotocamera a 5 megapixel o più. Poi ci sono i droni C2, fino a 4 chilogrammi e i C3, che possono raggiungere i 25 chilogrammi. Ma stiamo parlando dei migliori droni professionali, con prezzi spropositati per il grande pubblico. 

Ma il patentino serve? Uso professionale e da hobby

Difficile distinguere i due utilizzi. Semplificando, potremmo includere nel professionale mansioni di controllo, di utilizzo militare e di ispezione. Serve obbligatoriamente il patentino, anche per droni al di sotto dei 25 chilogrammi. Per utilizzo ricreativo si intende principalmente la produzione di video e fotografie con scopi artistici. Non serve il patentino, tuttavia se a bordo è montata una videocamera funzionante, si entra nel scivoloso campo della privacy. L’area di azione deve essere fuori dai centri abitati e con un raggio non superiore ai 200 metri. Inoltre non ci devono essere aeroporti vicino (3 chilometri di distanza) né sentieri di avvicinamento.

In buona sostanza: quale drone comprare?

Se non si vuole fare il patentino, consigliamo un drone al di sotto dei 900 grammi, perché ne trovate che garantiscono una qualità video e di volo eccellente e andrete incontro a meno complicazioni. Se però si girano video per professione (dunque a scopo di lucro), il patentino è praticamente obbligatorio e faciliterà il vostro lavoro. Volerete più a “cuor leggero” e sarete tutelati legalmente. Anche un’assicurazione è vivamente consigliata, specie per e apparecchiature costose. I modelli sono molteplici, così come i brand. Ci sono i “cinesoni” da poco, ,a che nascondono (talvolta) funzioni professionali, c’è il modello Xiaomi (stupefacente) e i blasonati DJI, Parrot e Yuneec. Come al solito, la nostra guida va per prezzi: parte dei più economici, per salire gradualmente fino ai droni professionali più costosi.

 

BayangToys X21

Il nome la dice già lunga sull’attitudine poco professionale del drone. Il BayangToys X21 non è adatto per chi utilizza i quadricotteri come strumento da lavoro. Perché lo inseriamo tra i migliori droni professionali 2018? Ha la videocamera intercambiabile, con attacco compatibile a GoPro e non solo. I video insomma vengono molto bene, perché non dipendente dalla videocamera integrata (di scarsa qualità). E il volo? Non troppo stabile, ma comunque sufficiente per panoramiche circoscritte. È dotato di due sistemi globali di posizionamento, il GPS che lo “stabilizza” in un punto fermo e regge il segnale fino a 250 metri. Ha alcune funzioni ben sviluppate, come il RTH (Return to Home) e il Follow me, che segue il telecomando a qualche metro di distanza. Accoppiatelo a un’ottima action cam (qui le migliori del 2018) e vi troverete nelle mani un ottimo drone semi-professionale. Il prezzo è molto basso: 180 € su Ebay e poco più di 200 su Gearbest.

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XIAOMI Mi Drone 4K

Xiaomi stupisce sempre per la grande qualità a prezzi accessibili. Vedi gli smartphone, per fare un esempio. Il suo drone Xiaomi Mi 4K non fa eccezione e offre prestazioni professionali a poco più di 400 €. Per capirci, lo Xiaomi Mi Drone è paragonabile a un DJI Mavic, ma costa almeno la metà. Incredibile la stabilità nel volo, anche in condizioni ventose il drone viaggia indisturbato e con un gimbal che attutisce tutte le vibrazioni. C’era qualche problema nella calibrazione dell’orizzonte, poi risolta nell’aggiornamento software. La velocità massima è di 16 metri al secondo, dunque al livello della maggior parte dei droni professionali. L’altitudine massima 500 metri (di molto oltre al consentito). La qualità video è buona, se rapportata al prezzo: gestisce bene il 4K con 30 fps, ma il meglio di sé lo da con la Full HD a 60 fps. Su Gearbest lo si trova a 416 € a questo link. Impossibile comprare un miglior drone professionale a quel prezzo. Consigliatissimo, per i neofiti e per chi ha esigenze elevate.

Migliori droni professionali: DJI, Parrot e Yuneec, quale comprare

Yuneec Breeze 4k

Possiamo paragonare il Breeze  allo Xiaomi, per design, prestazioni e classe di prezzi. Le specifiche tecniche però, differiscono in alcuni particolari. Il sensore è un CMOS da 1 pollice, con risoluzione fotografica di 13 megapixel. Fa video in 4K e in Full HD a 30 fps. Per i 60 fps bisogna scendere all’HD Ready (1280×720 pixel). Non è dotata di gimbal, ma ha una fotocamera integrata con stabilizzazione elettronica. Talvolta non basta e l’immagine – in situazioni di ventosità – risulta tremolante. Nulla di tragico comunque, perché controbilancia con immagini nitide e dai colori vivaci. Segnaliamo un leggero ritardo nel segnale trasmesso dallo smartphone (da montare sul radio-comando) e che può confondere l’utente nella guida del drone. I “Pro” comunque sono tantissimi: è semplice da usare, molto comodo da trasportare e resistente agli urti. E poi che prezzo! Quello ufficiale supera i 400 €, ma su Ebay e Amazon rimane sui 220 €. Forse per girare un film ad alto budget non ha molto senso, ma per un videoclip o uno spot fa tranquillamente il suo dovere.

I DJI: il top dei droni professionali

Senza giri di parole, quelli della DJI sono i migliori droni professionali in commercio nel 2018. Nessun altro brand è riuscito – al momento – a proporre la medesima qualità a prezzi competitivi. Non sono regalati, ma “volano” a una spanna sopra tutti gli altri. Partiamo dallo Spark, che è l’ “economico” della gamma e sta sui 418 € su Amazon. Proseguiamo poi con il Mavic Air, uno dei meglio recensiti da utenti e critica specializzata. Concludiamo con i Phantom 4, flagship del brand. Per tutti i particolari, rimandiamo alla guida dedicata al brand, a questo link.

DJI Spark

Piccolissimo e tra i modelli più recenti del brand cinese. Uscito a metà del 2017, ha alcune caratteristiche professionali, pur essendo inteso per un utilizzo consumer. Pesa esattamente 300 grammi e può essere scambiato per un drone di classe C0 (esente da qualsiasi restrizione). È tutto in plastica ma ha una costruzione resistente e sufficientemente solida. Uniche pecche paiono essere il gimbal molto esposto e le giunture ai bracci troppo sottili. Da non schiantare al suolo da 30 metri, perché rischiate di buttare via più di 400 €. Per il resto va una favola: 50 km/h in velocità sport, 2 chilometri di raggio e sensori anti-collisione. L’atterraggio è spettacolare, perché il drone riesce a farlo sul palmo della vostra mano. Come al solito c’è una grande qualità video, grazie al sensore da 12 megapixel f/2,6 per un campo visivo di 81 gradi. Non è possibile scegliere la risoluzione, né il frame rate. È fisso in Full HD a 30 fps per una resa praticamente perfetta. Il volo preciso e molto semplice da radio-comandare. Con 400 € avrete un drone semi-professionale, capace di sorvolare indisturbato laddove i droni più pesanti subiscono le restrizioni del regolamento dell’ENAC. QUI il link diretto per Amazon

DJI Mavic Air

Il DJI Mavic Pro era tra i migliori droni professionali più venduti di sempre. La sua forza stava nella compattezza, senza rinunciare alle prestazioni fedeli al suffisso “Pro”. Il Mavic Air è la nuova versione, con implementazioni software e qualche miglioramento nella costruzione. Il risultato? Sensazionale: impeccabile nel design, compattissimo ad “ali” piegate e molto resistente. Il gimbal è protetto dalla scocca e non rischia danni in cadute impreviste. È stabilizzato su tre assi e ha sensori posti su tutti i lati: praticamente impossibile schiantarlo su un albero. Che dire della qualità video? Ai livelli delle videocamere di alta fascia, per resa nei contrasti e nei colori, ma non migliora di molto rispetto al Mavic Pro. Il massimo di risoluzione è il 4K a 30 fps, ma c’è anche l’opzione 2,7K a 60 fps e il Full HD a 120 fps. E il volo? È ormai tutto automatizzato e sono possibili “evoluzioni” da compiere senza toccare il radio-comando. Il migliore drone professionale 2018? Probabilmente sì, specie se non ci si vuole portare una grossa borsa dietro e si preferisce la comodità. Per i documentaristi sta diventando un must-have. QUI il link diretto per Amazon. Il prezzo rimane comunque molto interessante, nonostante la qualità costruttiva sopraffina. 

DJI Phantom 4 Pro Obsidian

Qui si arriva alla perfezione. Utilizzato anche per film da sala cinematografica, regge il confronto con macchine e strumenti hollywoodiani. E per le prestazioni, il prezzo rimane comunque molto contenuto. 1467 € per una “bestia” da casa di produzione seria. Il formato mette subito le cose in chiaro: 4K in standard DCI a 24, 25 o 30 fps. In alternativa c’è il 4K compresso, che raggiunge i 60 frame per secondo o il Full HD per gli slow motion (120 fps). Buonissimo il sensore CMOS da 1 pollice e 20 megapixel effettivi. Otturatore meccanico da 8-1/2000 secondi, lente con FOV a 84 gradi, con 8,8 mm/24mm e apertura regolabile tra f/2,8 e f/11. Regge un bitrate spaventoso: 100 Mbps. Il radio-comando si connette facilmente a un tablet, che è perfetto per avere maggior controllo sulle impostazioni del drone professionale. C’è la modalità automatica che risolve molti problemi, altrimenti il settaggio delle immagini è regolabile nei dettagli: dagli ISO, all’apertura allo shutter. Ottima l’autonomia di volo (30 minuti), un po’ meno il peso, che supera i 900 grammi (sono 1300). Consigliamo sia il patentino che un’assicurazione, per muovere nei cieli il DJI Phantom 4 Pro Obsidian.

GoPro Karma

Impossibile non citare il GoPro Karma: è il drone sviluppato dall’azienda statunitense, che ha rivoluzionato il mercato delle action cam. Dopo un po’ di remore, la Woodsman Lab si è buttata sul mondo dei droni professionali, con un prodotto tanto completo quanto intuitivo. Il Karma punta proprio sulla semplicità, per creare – finalmente – un quadricottero pilotabile da un bambino. Il risultato è molto buono: pesa un chilo, raggiunge i 55 Km/h e si allontana dalla base per circa 3 chilometri. La semplicità effettivamente c’è: vola bene, il telecomando è comodo e il decollo precisissimo. E che dire della stabilizzazione:  in situazioni estreme tiene botta e i 3 assi del gimbal fanno il loro dovere. Ci piace anche la costruzione del drone professionale: tutto plastica ma resistente e con componenti sostituibili da mani meno esperte. Stesso discorso per le funzioni automatiche, che assicurano un “pilota automatico” smart e affidabile. Difetti? Non è al livello dei DJI (Mavic in primis) e costa più o meno la stessa cifra. Oltretutto è perfetto per l’ecosistema GoPro, ma inutile se non si possiede una action cam del marchio. Consigliata? Agli aficionados GoPro certamente, agli altri guardate altrove. Dove comprarlo? Su Ebay trovate qualche offerta speciale QUI. Se però volete l’affidabilità (senza rinunciare alla convenienza del prezzo) andate su Amazon e lo trovate a 799 € QUI

Parrot Disco

Lo citiamo perché diverso da tutti gli altri droni professionali, pur non essendo tra i migliori. È ad ala fissa e non un quatricottero: la forma ricorda molto un aeroplano. Ha 45 minuti di autonomia e ha come cavallo di battaglia la velocità: sfiora gli 80 Km/h, anche se sono poco utili, vista la rognosa regolamentazione dell’ENAC. La qualità video è buona, anche se non raggiunge le meraviglie di DJI: Full HD a 30 fps. Lo consigliamo? Soltanto se si hanno esigenze di volo specifiche. Per tutti gli altri, meglio virare su un DJI, un altro Parrot o uno Yuneec. QUI il link diretto per Amazon, ormai a un prezzo più che accessibile

Yuneec Typhoon H

Forse l’unico brand in grado di competere con DJI sui droni professionali. Il suo Typhoon H supera i 1000 € ma non ha nulla da invidiare a un Phantom 4. Ci piace anzitutto l’intelligenza artificiale, sviluppata assieme a Intel e rinominata RealSense. Consiste in sensori anti-collisione, che individuano l’ostacoli a priori, per programmare una traiettoria sicura. Bene anche il design, finalmente diverso dagli altri e la camera integrata. È una CG03+, dotata di sensore CMOS da 1 / 2,3 pollici e predisposta per il 4K a 30 fps. Il corpo della videocamera è retto da un gimbal a tre assi, che funziona decisamente meglio rispetto alla concorrenza. Il drone professionale Yuneec TYHBREU Typhoon H è anche dotato di camera termica e notturna, molto utile in situazioni di scarsa visibilità. In assoluto tra i migliori droni professionali del 2018. QUI per la scheda prodotto di Amazon

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