Quale obiettivo scegliere

Reflex e mirrorless: guida facile su quale obiettivo scegliere

Quale obiettivo scegliere se scatto con poca luce? E se prediligo i paesaggi? Oppure i ritratti e gli still life? Tutto sulle ottiche intercambiabili.

Il bello delle fotocamere reflex e mirrorless sta nella possibilità di poter cambiare ogni volta che si desidera l’obiettivo. Ciò consente al fotografo di essere molto libero e poter ottenere effetti ottici ed espressivi sempre su misura. Ma investire in una lente di qualità può essere un onere. Conviene pertanto informarsi bene sulle caratteristiche e le specificità di ogni ottica, se ancora non si sa quale obiettivo scegliere con certezza. Ecco allora per voi quella che si potrebbe chiamare la guida definitiva circa l’obiettivo fotografico. Dalla stabilizzazione, all’autofocus fino, ovviamente, alle varie lunghezze focali che identificano ogni tipologia di lente: troverete tutte le informazioni di carattere generale di cui avete bisogno. Un piccolo vademecum perfetto per i principianti e per chi ha intenzione di regalare un obiettivo ma non è un fotografo.

Quale obiettivo scegliere: confronta i prezzi

L’obiettivo stabilizzato

In un precedente articolo c’eravamo posti la questione: obiettivo stabilizzato o no? Al suo interno potete trovare tutti gli approfondimenti necessari per decidere quale obiettivo scegliere in base alle vostre esigenze. Riassumendo: che cos’è un’ottica stabilizzata? Si tratta di una lente che dispone di una tecnologia studiata per controbilanciare le oscillazioni, al fine di riportare equilibrio e stabilità evitando un eventuale e sgradito effetto mosso. Quando è utile un obiettivo stabilizzato? Si potrebbe facilmente dire sempre, ma in particolare quando si scatta a mano libera in condizioni di scarsa luminosità o con soggetto in rapido o improvviso movimento

Tips and tricks

Attenzione: con l’introduzione di un treppiede sarebbe opportuno disattivare la funzione di stabilizzazione, se possibile. Infatti questo rafforzamento andrebbe a rallentare la velocità dello specchio della fotocamera (ovviamente di tipo reflex!) con un decadimento delle prestazioni. Si apre qui un altro capitolo in merito: ovvero quello delle fotocamere che hanno la stabilizzazione sul sensore. Tali modelli, in pratica, rendono stabilizzati tutti gli obiettivi che s’installeranno su di esse. Sicuramente un vantaggio che permetterà di usare qualsiasi tipologia di lente. Seppur sarà più difficile operare senza blocco all’occorrenza.


L’autofocus

Pochi dubbi su quale obiettivo scegliere tra uno con integrato l’autofocus e uno che non lo supporta. Oggi praticamente tutte le lenti sono dotate di tale automatismo che adduce solo benefici. Le più evolute fotocamere reflex e mirrorless dispongono di sempre più punti autofocus (li vedete nel mirino della macchina e li potete gestire tramite i pulsanti sulla scocca) per un’individuazione precisa dell’area principale all’interno del frame. 

Inoltre “collabora” con l’esposimetro per la lettura della luce in entrata. Come se non fosse già assai, i sistemi autofocus di ultima generazione sono così “intelligenti” da capire se un soggetto si sta muovendo, se si allontana o si avvicina dal punto di ripresa e addirittura di riconoscere i volti. Questo per mantenere la definizione dei tratti principali, come gli occhi. Senza dilungarci troppo in tecnicismi, l’autofocus semplicemente vi serve. E se, ad esempio, praticate generi visivi come la fotografia sportiva o naturalistica, accertatevi di avere un AF assai veloce. Atleti e volatili non aspettano!


La lunghezza focale

Piccola premessa, prima di tornare a parlare di quale obiettivo scegliere. La differenziazione delle ottiche sta nella diversa lunghezza focale che coprono. Ma vediamo però cosa significa partendo dalla sua definizione. Utilizzata proprio a tale scopo, è la distanza misurabile che intercorre tra il punto centrale di una lente e il punto in cui i raggi paralleli emanati da un punto luminoso posto all’infinito sono leggibili come a fuoco. Per quanto possa apparire un discorso contorto, leggendo bene capiremo che si tratta di una teoria molto semplice ed elementare

Sistemi ottici

Quando non ci si addentra nei casi specifici e particolari, nella definizione di lunghezza focale si fa riferimento a una lente sottile. Ma nella realizzazione di un obiettivo entrano in gioco diversi gruppi di lenti, con forme concave e convesse, di vario spessore, combinate con disparati elementi. Pertanto si parla di sistemi ottici e di lunghezza focale effettiva (noterete la sigla EFL). Questo valore si sfrutta per stabilire il tipo d’ingrandimento che sarà in grado di eseguire l’obiettivo. 

La lunghezza focale fotografica è calcolata come messa a fuoco all’infinito. Tra l’infinito e il punto di messa a fuoco a minima distanza intercorre quindi uno spazio. Per vedere nitidamente un soggetto posto molto vicino allo strumento di ripresa, i gruppi di lenti presenti all’interno di un obiettivo dovranno eseguire un movimento che “le allontana” dallo strumento di ripresa. Ciò è nettamente visibile con le ottiche zoom. Si dice allora, che per mettere a fuoco un soggetto a distanza molto ravvicinata rispetto a noi che lo vogliamo immortalare, la lunghezza focale aumenta. Ma vediamo quale obiettivo scegliere in base alla lunghezza focale, partendo col distinguere quelli fissi da quelli a focale variabile.


Obiettivi a lunghezza focale variabile e fissa

Quale obiettivo scegliere tra un fisso o uno zoom? Esaminiamo le caratteristiche di ognuno:

  • obiettivo zoom o a lunghezza focale variabile, ovvero la lente più comoda da utilizzare in un vasto campionario di situazioni. Uno zoom è costituito da una ghiera, ruotandola si avrà la messa a fuoco a distanze ogni volta diverse, dato che le lenti al suo interno possono avvicinarsi e allontanarsi. Un esempio di ottica zoom è il 24-70 mm. L’indicazione afferma che il dispositivo potrà mostrarci immagini nitide in tanti piani focali diversi, compresi tra i 24 mm e i 70 mm. Si consiglia di orientarsi verso lenti comprensive di AF automatico, quello manuale è generalmente annesso e opzionabile. Lo zoom è comodo perché permette di scattare correttamente per soggetti vicini e lontani, senza dover ogni volta cambiare obiettivo, infatti uno zoom è necessario in qualsiasi parco ottiche. Di contro si tratta spesso di strumenti abbastanza pesanti e non altrettanto nitidi, rispetto alle ottiche fisse. Nell’acquisto di un corredo fotografico in molti si orientano verso almeno un paio di zoom in grado di coprire lo spettro tra i 20 mm e i 200 mm o più.
  • obiettivo a focale fissa, ovvero il massimo quando si cerca estrema definizione, pulizia e nitidezza del frame. Il 35 mm è un’ottica fissa, metterà a fuoco solo per quella distanza. Questo tipo di lenti risultano sempre molto compatte e leggere, perché gli elementi costruttivi al loro interno sono meno in confronto a quelli di uno zoom. Non è detto che, data la maggiore semplicità costruttiva, un’ottica fissa costi meno di uno zoom. Infatti molto dipende dalla cosiddetta luminosità, ovvero da quanto si può aprire il diaframma usando una determinata lente. Ad esempio un obiettivo che arreca l’indicazione f/1.8 sarà molto più luminoso e caro di uno con la dicitura f/5.6).

Il grandangolo

L’obiettivo in grado di restituire l’ampiezza visiva più grande è senza dubbio il grandangolo. Capace di coprire le lunghezze focali che vanno da 8 o 12 mm fino ai 32 mm, accentua il senso di prospettiva e d’immersione nella scena ripresa. Quale obiettivo scegliere per rappresentare dei paesaggi? Ovviamente un grandangolo. Altra caratteristica distintiva dei grandangoli è quella di avere una profondità di campo così grande da mantenere estrema definizione dei soggetti anche a diaframmi aperti. Per intendersi, il grandangolo non è, in genere, l’ottica migliore per ottenere morbidi bokeh ed effetti di sfocatura voluta dietro o intorno al focus dell’immagine. In ogni caso servirsi di un treppiede fotografico e chiudere quanto più possibile l’accesso alla luce consentirà di esaltare le doti di queste ottiche

Utilizzo

Un modo “alternativo” di utilizzare i grandangoli è quello di non usarli solo per ampie vedute ma di sfruttare la loro spiccata capacità di mettere a fuoco da vicino, giocando con il senso prospettico all’interno del taglio che si vorrà dare all’immagine. Poi, chiaramente, il grandangolo è di sicuro la lente dedicata alla fotografia di architettura, d’interior design e vedutista.

Per still life e ritratti invece bisognerebbe cercare di correggere quanto più possibile l’aberrazione tipica di questi apparecchi, che distorce spesso i canoni visivi. Se non sappiamo quale obiettivo scegliere per tali stili fotografici, meglio orientarsi verso una lente standard. Per correggere le aberrazioni ci sono le ottiche decentrabili, che rappresentano un filone abbastanza complesso, dedicato soprattutto ai professionisti.

Il fish eye

Ascrivibile alla categoria delle ottiche grandangolari, il fish eye è un obiettivo particolare, dall’ampiezza del campo visivo così estrema da rendere il mondo…tondo. Come l’occhio di un pesce. L’effetto che si ottiene risulta divertente e paradossale, non adatto a tutti i contesti e situazioni. Resta intrigante come idea regalo e per chi si dedica alla ricerca artistica.


Gli obiettivi standard

Un obiettivo standard, o normale, ha la proprietà principale di riprodurre un tipo di visione molto simile o uguale a quella del nostro occhio. Pertanto non apporterà eccessive distorsioni all’immagine finale. Quando ci si domanda quale obiettivo scegliere per un fotografo ritrattista, la risposta migliore sta proprio in un’ottica di tipo standard.

Da non disdegnare nemmeno per gli amanti (e praticanti!) della street photography. Infatti si trovano spesso tra le migliori lenti standard gli obiettivi a focale fissa: essendo poco ingombranti e molto leggeri vengono incontro ai bisogni di chi scatta con la missione di cogliere l’attimo

Tipologie di lente standard

Tra gli standard più “famosi” si possono trovare il 35 mm e il 50 mm, quest’ultimo considerato da molti l’obiettivo must have, il primo con cui muovere i passi utilizzando una reflex o una mirrorless. In conclusione si può affermare che questa categoria di ottiche copre un range di lunghezze focali che vanno dai 32 mm (valori ancora quasi grandangolari) fino ai 70 mm.

Uno degli zoom più diffusi, in grado di coprire grandi ampiezze e allo stesso tempo con un’ottima riduzione della distorsione è il 18-55 mm. Infatti lo troviamo incluso in tanti kit che abbinano fotocamera e lente in un’unica soluzione d’acquisto. Versatile dal paesaggio al ritratto.


Il teleobiettivo

Identificati da una lunghezza focale che va dai 70 mm e oltre, spesso li associamo a quegli enormi obiettivi che si usano i fotografi a bordo campo durante le partite e gli eventi sportivi. Ma non sono solamente quelli, per quanto un tele sia sempre un dispositivo di un certo peso e di un certo ingombro. La distanza minima di messa a fuoco cresce con l’aumento della focale e la prospettiva viene restituita in maniera schiacciata, non molto fedele.

Infatti un teleobiettivo ha un’ampiezza visiva poco ampia e lo scopo di isolare il soggetto, o i soggetti, che s’intende evidenziare all’interno del frame. Anche e soprattutto se si trovano molto distanti da noi. Il teleobiettivo è molto usato anche nella fotografia di ritratto e still life, per quanto non sembrerebbe la sua destinazione canonica. Ma è in grado di creare morbidi e sfumati effetti bokeh intorno al soggetto principale, ponendolo in evidenza.


Le ottiche macro

Un obiettivo macro di solito ha una lunghezza focale superiore a 100 mm ma al contempo la capacità di mettere a fuoco a distanze molto ravvicinate. Ecco quindi che ne nasce un dispositivo che ingrandisce il soggetto, ponendo l’attenzione anche sui più piccoli dettagli. Esiste proprio un genere fotografico macro che soventemente ha delle connessioni con lo still life.


Obiettivi compatibili

Inutile quasi dire che le maggiori marche produttrici di fotocamere digitali e obiettivi sono storicamente Canon e Nikon. La qualità dei loro prodotti resta indiscutibile, tuttavia i prezzi proposti non sempre si rivelano molto accessibili. Inoltre non sempre è possibile prevedere che percorso prenderà la nostra esperienza fotografica. Ecco quindi che molti altri brand si sono specializzati nella produzione di ottiche compatibili. Per fare un esempio “for dummies”, il concetto è quello delle capsule del caffè equivalenti. 

I maggiori marchi di ottiche compatibili

Se una volta deciso quale obiettivo scegliere vogliamo risparmiare un po’, senza tuttavia rinunciare a una qualità immagine di buon livello, ci si può orientare verso le lenti compatibili Tamron, Sigma, Tokina. L’unica cosa cui prestare attenzione, prima dell’acquisto, è il tipo di attacco (o baionetta). Bisognerà necessariamente accertarsi che sia accordabile con la nostra macchina fotografica.

In ogni caso è sempre specificato se si tratta di aggancio Canon, Nikon, Sony, Panasonic, ecc. Inoltre deve essere indicata anche la serie, visto che si tratta di un altro dato importante per decretarne l’utilizzabilità. I feedback degli utenti del web non potranno che rassicuravi sulla bontà di tali dispositivi e guidarvi verso quale obiettivo scegliere. 

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