A cosa serve e quali sono i risultati prodotti dal diaframma fotografia?

Diaframma fotografia

Guida all’utilizzo dell’apertura dell’otturatore: come funziona? Quali effetti è possibile ottenere? Tutto sul diaframma fotografia.

Diaframma fotografia questo sconosciuto? Se stai muovendo i primi passi nel campo della fotografia, utilizzando una fotocamera reflex o mirrorless, fermati qui. In questa guida ti spiegherò come funziona l’apertura diaframma e in che modo sfruttarla al massimo. Ti dico ciò per ottenere gli effetti creativi desiderati sull’immagine, avendo il pieno controllo sulla loro gestione. Come spesso accade in questo ambito, tutto dipende dalla luce, elemento base della fotografia. Se vuoi saperne di più, ritagliati qualche minuto di tempo e leggi i seguenti, facili, consigli.

Diaframma fotografia e obiettivi: confronta i prezzi

1 Diaframma macchina fotografica e apertura obiettivo

Il primo punto della guida è definire dove si colloca il diaframma fotografia: ecco, dunque, che dobbiamo distinguere tra diaframma macchina fotografica e apertura obiettivo.

Tanto per cominciare, il diaframma fotocamera è un modo impreciso, se non scorretto, di definire la funzione in questione. Questo perché attraverso la macchina si possono sì gestire le impostazioni dello stesso, ma, di fatto, il diaframma si colloca sull’obiettivo. Lo puoi riconoscere facilmente. Prendi l’obiettivo della tua camera (ovviamente ne devi possedere un modello a ottiche intercambiabili) e guarda dal lato dell’attacco a baionetta. Noterai un piccolo foro circondato da alcune lamelle: quello è proprio il diaframma

Ti svelo già una precisa qualità tecnica del diaframma foto: maggiore è il numero di lamelle che lo costituisce, più sarà “morbido” il bokeh. Si tratta di quell’effetto sfocato, che non è un errore fotografico, bensì si sviluppa subito dietro la parte a fuoco di un soggetto. Quest’ultimo risulterà evidenziato ed esaltato dal bokeh, in maniera che si potrebbe definire quasi “cinematografica”. Il numero di lamelle presenti su di un’ottica fotografica può variare da 9 a 5 e l’input trasferito dalla macchina alla lente fissa l’apertura facendole muovere per mezzo di un sistema motorizzato integrato. Questo almeno sugli obiettivi moderni.

Stabilito dove si trova il diaframma, adesso non ti resta che scoprire come utilizzarlo e, tra le altre cose, proprio come realizzare il bokeh.

2 Diaframma fotografia come funziona

Ciò che ti starai chiedendo, a questo punto, è: “Ma il diaframma fotografia come funziona?” 

Te lo spiego subito: le lamelle, di cui ti ho parlato nel capitolo precedente, si aprono e si chiudono, lasciando filtrare nell’obiettivo una quantità maggiore o minore di luce. La luce, poi, raggiunge il sensore determinando precisi effetti sulla foto. Si capisce, in prima battuta, che il diaframma avrà un certo impatto su quanto l’immagine sarà luminosa o buia. Ma non è tutto: il diaframma fotografia ha effetto anche sulla profondità di campo e sulla nitidezza della foto. Più è aperto, più sarà ristretta l’area a fuoco e maggiore il bokeh (anche di questo ti ho parlato nel precedente capitolo); di contro, più il diaframma è chiuso, maggiore sarà la porzione di foto nitida e priva di effetto sfocato.

E allora, come si imposta il diaframma in fotografia? Attraverso l’apposito comando presente sulla macchina fotografica, che si solito è una ghiera. E lo si fa scegliendo uno dei valori appartenenti alla scala diaframmi.

La scala dei diaframmi è la seguente: 

f/1, f/1.4, f/2, f/2.8, f/4, f/5.6, f/8, f/11, f/16, f/22.

Fotografia diaframma, impostazioni e ISO

I valori configurabili possono cambiare leggermente, in base al modello di ottica che si utilizza, ma di norma restano quelli riportati. In maniera inversamente proporzionalepiù sono piccoli (ad esempio: f/1, f/1.4, f/2, f/2.8) maggiore sarà la quantità di luce filtrante e maggiore sarà pure il bokeh. Aperture del genere si usano prevalentemente nella fotografia di ritratto e nella macrofotografia, per indirizzare l’occhio dell’osservatore su di particolare dettaglio. Invece, più i valori sono grandi (ad esempio: f/8, f/11, f/16 e f/22), minore risulterà la quantità di luce che penetra l’obiettivo. Il risultato si contemplerà in foto con l’area di messa a fuoco molto nitida, fino a una completa definizione del dettaglio da lato a lato del fotogramma. Le piccole aperture (sebbene l’indicazione numerica sembri maggiore, se definiscono così) si usano soprattutto nella fotografia di paesaggio e di architettura, in cui si desidera che tutto sia chirurgicamente a fuoco.

Oltre che per gli effetti legati alla profondità di campo e alla nitidezza, il diaframma fotografia a cosa serve? Se te lo stai chiedendo, sappi che è fondamentale anche in base alle condizioni di luce dell’ambiente o situazione in cui si scatta. Nella pratica: se fotografi di giorno, potrai impostare diaframmi medi o chiusi, vista la grande luminosità già presente nell’ambiente, senza alzare la sensibilità ISO. Qualora, invece, scattassi al tramonto o di sera, dovresti aprire il diaframma e alzare gli ISO. Una piccola specifica: il valore ISO rappresenta la sensibilità e, a grandi linee, determina quanto tempo ci mette l’immagine a formarsi sul sensore. A bassi ISO non si riscontrano problemi di grana sulla foto, la quale potrebbe palesarsi ad alti ISO.

Diaframma fotografia come si usa: riassumendo

Alla luce di quanto detto si evince che: in fotografia tutto si basa sugli equilibri e sui bilanciamenti. Nel senso che, quando un valore aumenta, dall’altro lato ce n’è un altro che diminuisce, e viceversa. Oltre a questo, è importante possedere nel proprio kit fotografico uno o più obiettivi che includano un range quanto più maggiore di valori di aperture diaframma. Mentre, in questo caso, i problemi non si pongono quasi mai per le minime aperture (da f/8 in su), diverso è il discorso per le grandi aperture. Ecco come si riflette il discorso sulle lenti.

3 Obiettivi e uso del diaframma in fotografia

Ora che ti è più chiaro il discorso teorico, e in parte anche pratico, in merito al diaframma in fotografia cosa fa e come si ottengono determinati effetti, vediamo come si riflette sulle ottiche.

Ebbene, prima di acquistare un obiettivo, oltre alla sua lunghezza focale, dovresti prestare attenzione ai valori di apertura diaframma che riporta. Se riesce a raggiungere grandi aperture, di certo, avrai maggiori possibilità di realizzare gli scatti che hai in mente. Per intenderci: tra le lenti cosiddette luminose più diffuse in commercio, ci sono quelle con apertura f/2.8. Di base, un obiettivo del genere dovrebbe essere presente in qualsiasi corredo fotografico, per permettere di scattare anche quando la luce è fioca, senza eccedere con l’innalzamento dei valori ISO e, se desiderato, ottenere un buon effetto bokeh.

Ottiche che aperture ancora più ampie, come f/1.8f/1.4, sono più che altro di tipo professionale. Per non parlare delle lenti f/1. Le dolenti note, in tali situazioni, arrivano anche con il prezzo degli obiettivi luminosi, che di solito si alzano quanto più è piccolo il valore di diaframma fotografia massimo riportato. Tuttavia, tra gli accessori del genere, molto luminosi (anche oltre f/2.8) a costo accessibile, vanno segnalati gli obiettivi 50 mm o 35 mm. Non è raro, infatti, reperirne (soprattutto online) di ottimi a prezzo tutto sommato contenuto.

Un piccolo inciso: se vuoi maggiori informazioni sulle caratteristiche degli obiettivi, leggi le guide di Advister sugli obiettivi da avere assolutamente, insomma i must have del segmento, e sull’opportunità di scegliere un’ottica stabilizzata o meno

La diffrazione

Se vuoi capire come usare il diaframma in fotografia nel migliore dei modi, insieme a quanto detto fin qui, dovrai considerare anche il fenomeno della diffrazione.

Di cosa si tratta, quando si parla di diffrazione legata al diaframma fotografia? Dunque, quando hai a che fare con la luce, sia essa naturale, sia artificiale, che entra nel tuo obiettivo, questa lo fa sotto forma di onde. Se dovessi immaginarti una rappresentazione delle onde, questa le raffigurerebbe parallele le une alle altre. Ma cosa succede quando le onde luminose entrano nell’obiettivo?

  • Se il diaframma è molto aperto, le onde subiranno una deviazione minima dal loro status parallelo. Il foro del diaframma, infatti, risulterebbe parecchio ampio: in questo caso la diffrazione dovrebbe essere contenuta, o assente.
  • Qualora, invece, il diaframma fosse molto chiuso, le onde per attraversarlo dovrebbero subire una notevole deviazione dalla loro condizione parallela. Per filtrare in una piccola fessura, potrebbe succedere che si formino delle aberrazioni a livello di sensore e, quindi, anche sulla foto scattata. Fenomeni di questo tipo sono, ad esempio, immagini fantasma (ghosting) e bagliori non desiderati (flare).

Gli obiettivi in generale, quelli di ultima generazione ancor più in particolare, sono progettati con specifiche finiture e rivestimenti interni. Il loro compito è proprio quello di ridurre al minimo tali, eventuali, problematiche.

4 Diaframma in fotografia e forma del bokeh

La vuoi sapere una piccola curiosità? Sai cosa lega il diaframma in fotografia e la forma del bokeh, cioè la trama dell’effetto sfocato dietro al soggetto? Si tratta proprio del numero di lamelle presenti nell’obiettivo. Ne è stato fatto accenno nel capitolo introduttivo di questa guida.

Se scatti una foto con diaframma molto aperto, vedrai il primo piano a fuoco che dolcemente digrada verso un fondo pastoso. Questo è come se fosse composto da una miriade di poligoni: la loro forma deriva dalla quantità di lamelle presenti nel diaframma dell’ottica. Maggiori saranno i lati, più la loro forma si avvicina a quella circolare, più l’obiettivo è di qualità. 

Scattando una foto con diaframma chiuso, invece, lo sfocato risulta più o meno sempre costituito da un insieme di “pallini”, proprio perché la fessura tra le lamelle è molto stretta e tondeggiante. Il “banco di prova”, quindi, per testare la buona fattura di una lente fotografica, sta proprio nell’osservare la forma del bokeh a diaframma aperto.

5 Obiettivi luminosi Nikon

In questa ultima parte della guida sul diaframma in fotografia cosa significa e come sfruttarlo al meglio, vedrai quali sono i migliori obiettivi luminosi, suddivisi per marchio. Iniziamo la rassegna con Nikon.

Il marchio giapponese Nikon, al momento, possiede due linee principali di fotocamere a ottiche intercambiabili: le classiche reflex e le mirrorless Nikon Z. Ad ognuna di esse sono dedicate lenti specifiche anche perché le camere senza specchio della serie Z sono costruite con un attacco a baionetta più grande. 

Tra gli obiettivi reflex in grado di raggiungere aperture maggiori, vanno menzionati il Nikkor AF-S DX 35 mm f/1.8 e il Nikkor AF-S DX 35 mm f/1.8 G, entrambi sotto i 200€. Segue, poi, il Nikkor AF-S 85 mm f/1.8 G, adatto anche per fotocamere full frame. Per quanto riguarda, invece, le ottiche per mirrorless serie Z, va segnalato il Nikkor Z 50 mm f/1.8 S. Per saperne di più, leggi anche le guide al miglior obiettivo Nikon e agli obiettivi Nikon Z originali e compatibili.

6 Obiettivi luminosi Canon

Anche l’altra casa di produzione nipponica, cioè Canon, fabbrica sia macchine fotografiche a lenti intercambiabili reflex, che mirrorless. Un po’ come Canon, dunque, mette a disposizione degli utenti dei suoi apparecchi alcuni obiettivi con ampia apertura, a prezzo accessibile. Si tratta di ottiche standard, come possono esserlo il Canon EF 85 mm f/1.8 e il Canon EF 50 mm f/1.4. Il discorso cambia, soprattutto per il prezzo, del Canon RF 50 mm f/1.2, che arriva a blandire i 2500€. Pensi che sia davvero troppo? Leggi la guida sugli obiettivi Sigma compatibili per Canon e Nikon.

7 Altri marchi

Tutti i migliori marchi che producono macchine fotografiche hanno in catalogo obiettivi che riescono a raggiungere ampie aperture diaframma fotografia. Leggi le diverse guide che Advister a dedicato loro: dagli obiettivi Lumix, agli obiettivi Fuji per sfruttare al meglio le macchine mirrorless del noto marchio nipponico. Dato che, come visto nei paragrafi precedenti, la fascia di lenti luminose più accessibili è quella delle focali standard e grandangolari, prova pure a dare un’occhiata alla guida al miglior obiettivo standard compatibile: tutto sul Tamron 24-70. Una scelta davvero alternativa? Prova a prendere in considerazione anche le lenti Voigtländer.

8 Apertura diaframma e riprese video

Se il diaframma fotografia è così importante e, come visto, permette di gestire gran parte della resa dell’immagine fotografica, lo stesso (e ancor più) vale per i video. Chi fa il videomaker di professione, o addirittura il regista, sa che esiste una figura professionale apposita: il fuochista. E, di pari passo, anche attrezzature che permettono di bloccare il fuoco senza creare oscillazioni della camera. A tal proposito, leggi gli articoli sulla Sony FX3 e sulla Lumix BGH1: le ultime novità per chi desidera una fotocamera dedicata soprattutto al videomaking. Inoltre, non perdere la guida su come girare un video professionale utilizzando l’attrezzatura giusta.

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