Soundbar Yamaha: Quale comprare, opinioni e recensioni nella guida completa

Soundbar Yamaha: Quale comprare, opinioni e recensioni nella guida completa

Come vanno le Soundbar Yamaha? E perché, secondo noi, sono tra le migliori in commercio? Ecco una guida all’acquisto con opinioni e recensioni

Avete comprato un televisore di grosse dimensioni e lo avete piazzato al centro del proprio salotto. Ora film, serie tv e programmi si vedono degnamente: 4K, HDR avanzato e tutte le più importanti implementazioni sul video digitale. Bene, ma l’audio come suona? Probabilmente male e la spiegazione è semplice: i produttori di schermi risparmiano molto sul comparto audio (a parte qualche lodevole eccezione), per calmierare i prezzi e non rovinare la sottigliezza del design. La soluzione esiste: comprare una soundbar, da accoppiare al televisore. Tra i tanti brand sta spopolando Yamaha, storica casa giapponese di attrezzature per l’ascolto di musica. Le soundbar e le soundbase disponibili sono molte. Quale comprare per il proprio home theatre? Abbiamo già redatto la guida generale e ora ci concentreremo sul marchio giapponese.

I modelli recensiti:

Soundbar Yamaha: una scommessa vinta

Mentre il mercato si specializzava in cuffie cool, speaker bluetooth e sistemi dai costi inarrivabili, Yamaha ha lavorato sugli impianti casalinghi. Scommette sul MultiRoom proprietario (MusicCast) e su tutta una serie di rispettabili impianti home theatre. Non solo l’ascolto musicale, ma anche quello legato all’audiovisivo. Un lavoro che parte da lontano (2013 circa) e che ora sta portando i suoi frutti. Le soundbar e le soundbase Yamaha in effetti, sono tra le più cercate e vendute online. Ma come suonano?

Il solito groviglio di sigle

Il catalogo è ampio è interessante. Peccato il solito groviglio di sigle, tra YAS, YSP, ATS, BAR e SRT, soltanto per indicare sotto-categorie di soundbar. Va detto che alcuni nomi e modelli sono esclusivi per il mercato estero e non tutto arriva anche in italia. Ve le spieghiamo noi, per orientare il lettore nell’acquisto dei prodotti Yamaha.

Soundbar YAS: Indicano i sistemi surround frontali. Sono “barre” da posizionare sotto il televisore e che simulano il suono che circonda lo spettatore. Possiamo parlare di “surround virtuale”, perché creano l’effetto di più fonti sonore poste dall’altra parte della camera. Sono le più popolari e ne troviamo da ogni prezzo. Dalle entry level () alle top di gamma.

Soundbar BAR: è la novità del 2018. La gamma comprende i modelli MusicCast Bar 40 e Bar 400, si pongono come soundbar di fascia media e vanno a sostituire la YSP-1600. Sono la nuova generazione e promettono un surround 3D basato su DTS Digital X.

Soundbar YSP: Sono la vecchia generazione, lanciata nel 2016. Vantano un Dolby Surround impreciso (5.1) e con margini di miglioramento. La qualità sonora però è ottima e alcuni musicofili ne stanno riscoprendo la resa stereofonica. Ne parleremo, perché i prezzi sono scesi drasticamente e si scovano facilmente best buy.

Yamaha SRT: sotto la sigla sono incluse tutte le soundbase (o soundstage) di Yamaha. Molto simili a soundbar per il funzionamento, cambia il fattore forma. Non cilindri sviluppati in lunghezza, ma parallelepipedi piatti, da posizionare sotto lo schermo. Non sono il forte di Yamaha, che ci ha scommesso poco negli anni. Molto meglio le soundbase Bose, Sonos o di Q Acoustic.

Yamaha YHT: Si esce dal seminato, ma si resta in ambito Home Theatre. I prodotti YHT sono kit per il surround, con più altoparlanti da posizionare attorno al televisore. Non sono soundbar e restituiscono un suono che avvolge realmente lo spettatore.

Perché scegliere Yamaha?

Il settore delle soundbar è invaso dai soliti colossi hi-tech, che producono anche televisori. Spesso il consumatore “accoppia” i due oggetti, acquistandoli dello stesso brand. Se la tv è Samsung, sceglie la soundbar Samsung, stesso discorso per LG, Sony, Philips Fidelio o Panasonic. È anche una questione estetica, perché quasi sempre le soundbar richiamano a design di gamme e modelli molto popolari. Prendiamo quelle ad arco, che rimarcano i televisori curvi e il loro stesso raggio. Se si ricerca la qualità però Yamaha offre prodotti che ben si adattano a qualsiasi impianto e che garantiscono performance incredibili. La compagnia giapponese punta a rendere ricca e avvolgente l’esperienza dell’ascoltatore. Il bello però è che i prodotti Yamaha non sono da audiofili e sono facilissimi da installare, pre-impostare o da connettere a più dispositivi. Sono la via di mezzo perfetta, tra le soundbar consumer e quelle high end da smanettone. Per tutti, con un occhio al prezzo invitante e una resa sonora degna degli ascoltatori esigenti. Quale comprare per il vostro home theatre? Ecco una selezione delle migliori soundbar Yamaha.

Soundbar Yamaha: Quale comprare, opinioni e recensioni nella guida completa
Le Yamaha sono vivamente consigliate a chi cerca qualità a prezzi modici

Yamaha MusicCast BAR 400: La sorpresa del 2018

Partiamo dal modello più recente, presentato in estate 2018 a gran voce. La Yamaha BAR 400 tiene fede al sistema proprietario MusicCast e offre alcune chicche tecnologiche da far sbavare l’audiofilo più diffidente. Dentro ha 4 woofer e due tweeter, che emanano 100 W di potenza totale. Altri 100 W invece sono affidati al subwoofer, incluso nel pacchetto ma posizionabile a parte. Il sistema di diffusione del sono rispetta i DTS Virtual X, che consiste in un surround avvolgente, dove i suoni “rimbalzano” per la stanza fino a giungervi dietro la nuca. L’effetto dovrebbe essere in 7.1.4 canali, costituito da 3 altoparlanti (reali) frontalmente e altri 4 (virtuali). Si differenzia dal Dolby Atmos (qui potete leggerne una guida) perché gli speaker non sono rivolti verso l’alto, ma arrivano attraverso una motorizzazione all’orecchio dell’utente. La critica è già impazzita per la soundbar Yamaha BAR 400 e del suo suono in Hi-Res a 192 kHz con 24-bit di risoluzione. Il tutto sotto i 1000 €, impensabile per marchi cool come Sonos o B&O.

A chi la consigliamo? Al cinefilo che vuole vedersi e godere dell’effetto surround senza impazzire con fili casse sparse per il soggiorno. La qualità costruttiva, il design e il prezzo sono al top. Ne sentiremo parlare sempre di più.

Yamaha YAS 207: Il prezzo giusto per una soundbar

Se amate il cinema ma non volete esagerare con la spesa, la soundbar Yamaha YAS 207 è il classico compromesso di qualità. Il modello è del 2017, con un DTS Virtual X meno preciso rispetto alla BAR 400. Importa? Poco, perché le performance del sistema sono elevatissime. Le specifiche sono classiche: 100W per la barra + altre 100 per il subwoofer con il comparto tweeter (2) e woofer (4). La vera forza è la rotondità del suono che – se impostato in modalità stereo – fa mangiare polvere a tanti sistemi per l’ascolto musicale. Sui film la suondbar si comporta bene, anche se spesso la codifica impasta i dialoghi nel subwoofer creando piccoli tagli nelle voci degli attori. Va regolato con cura il volume del Sub, per risolvere il problema alla base. Ottima la modalità Clear Voice, che consigliamo di attivare su commedie e film molto parlati. Inutile la modalità Bass Extension, visto che i woofer sono potentissimi naturalmente. Ultima dritta? La soundbar (a nostro parere) funziona meglio in modalità stereo e in 2.1 regala un suono ricco di sfumature ambientali.

A chi la consigliamo? A chi utilizza la soundbar per ascolti misti. La musica, la radio, i videogiochi e i film in un’unica console, da porre in soggiorno. Diventerà la stanza prediletta, per tutta la famiglia. A poco più di 200 € è un affare imperdibile.

Yamaha YAS 306: La semplicità è la sua vera forza

Versione “deluxe” della Yamaha YAS 207, con alcune differenze sostanziali. È una soundbar “all-in-one”, nel senso che viene venduta singolarmente, senza il sub-woofer nel pacchetto. Cambia il comparto interno ed è dotato di due tweeter da 19 mm, due mid-woofer da 5,5 cm e due subwoofer da 7.5 cm con bass reflex. Sono 120W in tutto, ma manca di DTS Virtual X. In compenso vanta l’AirSurround Xtreme che è uno standard precedente, sempre volto ad avvolgere lo spettatore. Risultato? La solita ottima qualità sonora, “compressa” in un’unica bassa senza woofer aggiuntivo. Manca un po’ di bassi, ma la definizione dei suoni ambientali è perfino superiore alla Yamaha YAS 207. La YAS 306 stupisce sopratutto per la semplicità disarmante dell’installazione e dell’utilizzo con altre fonti di suono. Ha un telecomando, un’app dedicata per modulare il suono ed è collegabile a Wi-Fi (MusicCast) e bluetooth. Tutte features he non fanno rimpiangere (troppo) la mancanza di uscita HDMI, che avrebbe permesso un collegamento migliore con la tv di casa.

A chi la consigliamo? Se si cerca la semplicità, ecco la soundbar perfetta. Yamaha YAS 306 si attacca alla spina ed è pronta all’utilizzo. Non è un mostro di potenza, ma per ambienti da 15-20 metri quadri fa la sua figura. Disponibile a meno di 300 € su Amazon.

Yamaha YAS-105: La più economica

Obsoleta? Forse, ma la soundbar Yamaha YAS 105 rimane tra le più vendute in assoluto. Le specifiche sono netry level, ma la resa fa invidia ai grandi marchi della concorrenza. Sono 60 W, racchiusi in una piccola barra da 89 x 13,1 x 5,3 centimetri. Sta perfettamente in una scrivania, da accoppiare a un monitor da gaming o una televisione a 32-40 pollici. Piace sopratutto il suono cristallino, le frequenze alte, medie e basse molto distinte l’una dall’altra. Non aspettatevi l’avvolgenza di una BAR 400, ma le visioni Netflix e Amazon Prime acquisteranno una nuova dimensione. A 169 € non si può chiedere di meglio.

A chi la consigliamo? A chiunque voglia potenziare il suono del proprio televisore, rimanendo nei 200 €. Qualità Yamaha a cifre bassissime.

Yamaha YHT-1840: Per i nostalgici del surround reale

Vero, non si tratta di una soundbar Yamaha bensì di un kit per Home Theatre 5.1. E’ un insieme di casse (6 compreso il subwoofer) più sintoamplificatore. Vale la pena di citarlo perché è un prodotto moderno (uscito nel 2017) eppure fieramente vintage. La potenza massima è di 470W e utilizza ancora il sistema a cavi. La qualità, inutile sottolinearlo, ne beneficia moltissimo. Di buona manifattura è il sintoamplificaore, che sfrutta la configurazione a stadi separati e un circuito PPL a basso jitter. L’unica pecca è la scomodità nell’installazione (i cavi in dotazione sono per giunta corti, ma ne trovate a poco di sostituibili) e il mancato supporto all’Hi-Res. Per il resto non manca nulla: bluetooth, virtual cinema front e tecnologia cinema DCP. Il bello è che costa come una soundbar di fascia media, ma ha prestazioni da top di gamma. A 336 € lo trovate su Amazon.

A chi la consigliamo? Per quelli che non si accontentano del surround virtuale e vogliono allestire una vera sala cinematografica in salotto. La potenza, la qualità e il coinvolgimento supera le più rosee aspettative.

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