Sony Alpha 7C

Fotocamere sempre più piccole, sempre più versatili: Sony Alpha 7C

Sony Alpha 7C prezzo, caratteristiche, funzioni e opinioni: non si ferma mai il mercato delle mirrorless full frame, potenti e compattissime.

Il fermento nel mercato fotografico in quest’ultimo tratto di 2020 è sempre altissimo. Dopo le recenti presentazioni e annunci in casa Panasonic, Nikon e Fuji, non potevamo dimenticare la sostanziosa novità Sony. Il marchio giapponese non dorme mai sugli allori e dimostra sempre più una spiccata passione per i record. Con la Sony Alpha 7C, protagonista delle prossime righe, arriva a 11 il numero di macchine fotografiche digitali mirrorless full frame appartenenti alla famosa serie Alpha 7. Il più ampio e dettagliato catalogo del segmento, a dimostrazione dello sforzo profuso da Sony in quello che sembra essere il vero futuro della strumentazione fotografica.

Se vuoi sapere tutto sulla Sony Alpha 7 C come prezzo, peculiarità, funzioni e se rientri nella fascia d’utenza cui è destinata, continua a leggere. Sappiamo che siete in tanti ad aspettare la recensione della Sony Alpha 7 C, così come qualche confronto con altri modelli. Ecco dunque, a seguire, il “match” Sony Alpha 7C vs a7III.

Sony serie Alpha: confronta i prezzi

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Sony Alpha 7C: l’inizio di una nuova serie?

No, non stiamo parlando di Netflix, Prime Video o Sky, ma ci domandiamo se con la Sony Alpha 7C è nata una nuova categoria di fotocamere. Come abbiamo avuto modo di spiegare in precedenza in questo articoloSony è molto precisa nel classificare i prodotti fotografici che fabbrica. Con particolare riferimento alla serie Alpha, composta da macchine fotografiche digitali senza specchio a pieno formato, essa risulta essere divisa in tre macro-aree

Quella denominata “R”, pensata per i fotografi che hanno bisogno di produrre immagini molto dettagliate, ad alta risoluzione (da qui, appunto, la sigla “R”) e magari stampabili, all’occorrenza, anche in grande formato. La serie “S”, da sensibilità, che assicura l’assenza di rumore anche ad alti ISO, e va incontro alle esigenze dei videomaker. Poi alcune macchine più versatili, individuabili da soli valori numerici, progettate per essere utilizzate con la stessa accuratezza sia per le foto che per le registrazioni video. Accontentando sia coloro che interpretano il mondo a scatti, sia chi pensa per storie in movimento.

La sigla “C”, ancora inedita all’interno della produzione di macchinette Sony, è estrapolata dalla parola “Compact”. Ci suggerisce dunque apparecchi di piccole dimensioni, assai leggeri, pratici da usare anche per molte ore consecutive: in grado, per certi versi, di ricordarci proprio le compattine, tanto amate dai turisti dell’era pre-smartphone. Ma che, nel caso della Sony Alpha 7C, si discosta dall’utilizzo esclusivamente consumer, essendo a tutti gli effetti una pieno formato da prestazioni professionali. Ma entriamo nel vivo: ecco la nostra recensione della Sony Alpha 7C basata sulle osservazioni degli addetti ai lavori, dalle quali si possono riassumere i tratti ricorrenti di questo dispositivo.

Perché lavorare con una mirrorless full frame piuttosto che con una reflex?

Una fotocamera mirrorless a pieno formato, proprio come la Sony Alpha 7C, è in grado di restituire file ad alta risoluzione, pronti per essere post prodotti secondo le esigenze del fotografo o del regista. Ciò che fa egregiamente anche una macchina DSLR, meglio nota come reflex. Con la differenza che le dimensioni di una mirrorless sono in genere più piccole e il peso inferiore. Qualcuno sostiene che ormai non siano più solo queste le caratteristiche spartiacque di fronte alla scelta di un kit fotografico adatto anche ad esigenze lavorative. Però è innegabile che la possibilità offerta da certi apparecchi di andare in giro a fotografare o riprendere anche per svago, senza portarsi dietro tonnellate di attrezzatura, permette di riacquisire l’amore per la creatività.

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Sony Alpha 7C

C’è chi dice che la scelta di una fotocamera digitale mirrorless non sia più dettata prevalentemente dalle piccole dimensioni di certi apparecchi. Che una buona ergonomia spesso non va di pari passo con corpi macchina minuscoli. Intanto però il mercato continua a proporre dispositivi sempre più compatti, leggeri, tascabili anche a livello professionale. Proprio come questa nuovissima Sony Alpha 7C, della quale è evidente la caratteristica principale, tant’è che la “C” nel suo nome sta esattamente per “compact”.

E dunque, chi ha mani abbastanza grosse non si troverà scomodo nell’impugnare una camera di questo genere? In realtà basterà aggiungere un battery grip, tra l’altro utilissimo se associato ad apparecchi che non brillano ancora mai veramente per la lunghissima autonomia. Garantita piuttosto dalle reflex, che consentono di portare a casa interi shooting consumando poche tacche. Il discorso legato all’ergonomia non è per niente trascurato da Sony, infatti sulla Sony Alpha 7C il mirino, anziché essere centrale, è spostato a sinistra. Non dovendo necessariamente allinearsi con lo specchio, collocarlo lateralmente agevola la visione, quando si porta la macchinetta davanti l’occhio, evitando che il naso possa intralciarla.

Le caratteristiche principali

I tempi sono maturi per parlarne in maniera approfondita. Intanto, continuando ancora per un attimo ad osservarla esternamente, è impossibile non notare la somiglianza con le Fujifilm. Considerate macchine davvero belle, oltre che funzionali, perché rimandano immediatamente a un’estetica vintage, con il corpo metà in acciaio. Tuttavia se preferite la “tinta unita”, di questa Sony Alpha 7C è disponibile anche la classica finitura completamente nera. Il marchio giapponese propone la fotocamera qui in esame come la più piccola e leggera pieno formato al mondo: in realtà non è la sola, ma di certo diventerà presto la più famosa. 

Ideale per coloro che si occupano di video blog, vista la semplicità d’utilizzo e la maneggevolezza su di un gimbal, e il display orientabile, ottimo per chi riprende spesso se stesso. Inoltre pare che questa Sony possa anche essere utilizzata sui droni, dato che non tende a sbilanciarne il peso.

Per il resto parliamo di una mirrorless full frame da 24 Megapixel che rende al meglio con ottiche di qualità e assai luminose. Anche il ricercato (da molti) effetto bokeh risulta essere ai massimi livelli se si utilizzano lenti macro dedicate. Se vi state pensando che potrebbe interessarvi la versione kit di questa macchina, attenzione: il 28-60 mm f/4 – 5.6 non sembra promettere risultati troppo “wow”. Al limite vi permetterà di mantenere la compattezza dell’assetto. L’estensione ISO nativa va da 100 a 51200 ISO, con possibilità di estensione: un’opzione ormai di default sulle fotocamere di ultima generazione. In questo caso si può andare dai 50 ai 204.800 ISO, per quanto sia sempre consigliabile non eccedere negli estremi. La gamma dinamica si estende attraverso ben 15 stop. Una cosa che potrebbe far storcere un po’ il naso ai professionisti? La presenza di un unico slot per la scheda memoria.

Altre caratteristiche

L’essenzialità dei comandi esterni nel design Sony permette comunque l’inclusione dell’utilissima ghiera per la compensazione dell’esposizione. Pressoché indispensabile quando si utilizza la priorità dei diaframmi durante la fase di scatto. Per apparecchi adatti alle più disparate situazioni, come deve esserlo la Sony Alpha 7C, è impossibile prescindere da una delle tecnologie che maggiormente hanno inciso negli ultimi anni. Ovvero la stabilizzazione integrata: qui la troviamo su 5 assi a livello del sensore. I punti AF sono ben 693, per una copertura del frame del 93%, davvero buona. Piccola (grande) novità: si può controllare la velocità dell’autofocus, da lenta a rapida. L’autonomia della batteria pare essere stata notevolmente potenziata, tanto da permettervi di effettuare riprese fino a quasi un’ora e mezza no-stop.

Le funzioni

Su questa Sony Alpha 7C l’evoluzione tecnologica si spinge davvero avanti e integra l’intelligenza artificiale nel sistema AF. Il soggetto principale dei vostri scatti rimarrà sempre perfettamente ancorato all’area di messa a fuoco, qualsiasi vorticoso movimento compia, anche ad alte frequenze di scatto. La stessa vi permetterà di focalizzarvi sugli occhi (Eye-AF) pure se piccoli ostacoli si frappongono tra di essi e voi che riprendete. Le suddette funzioni sono attivabili anche durante la registrazione di filmati video e quando abbiamo a che fare con animali.

A proposito di video: con la Sony Alpha 7C sarà possibile registrare in quello che è un 4K effettivo, ricavato da un 6K, privo di crop. Disponibili i profili S-Log2 e S-Log3, che ampliano le possibilità creative nella post produzione dei filmati. Per ciò che riguarda le prestazioni audio, utilizzando i microfoni esterni Sony si potrà avere anche un continuo e affidabile monitoraggio in cuffia, nonché registrare direttamente il suono, grazie ai contatti elettrici della slitta hotshoe che collegano il microfono. La fotocamera qui in descrizione sembra fatta apposta per lavorare in combo con obiettivi fissi, luminosi, ultra grandangolari e leggeri (i cosiddetti pancake). Quelli che in ambito cinematografico vengono definiti prime e che meglio si adattano a questo genere. Ma per completare la recensione della Sony Alpha 7C occorre fare un confronto con la diretta “concorrente” sempre all’interno della serie Alpha. Ovvero la Sony Alpha 7 III.

Sony Alpha 7C vs a7III

Cominciamo con la Sony Alpha 7 C prezzo: ebbene è inferiore di circa 200 euro rispetto a quello della Sony Alpha 7 III, macchina pur sempre di ultima generazione del marchio giapponese. Su quest’ultima, tra l’altro, non troviamo il display LCD orientabile, presente invece sulla a7 C. Sempre molto comodo per i vlogger ma, diciamolo, ormai non più solo per loro, bensì per chiunque scatti o registri. Continuiamo constatando anche come gli scatti garantiti (740) dalla batteria della Sony Alpha 7C siano lievemente maggiori in confronto a quelli della a7 III (710) e il peso minore. Cosa si potrebbe, allora, criticare alla nuova a7 C? Probabilmente la risoluzione del mirino e il fatto che, rispetto alla a7 III, disponga di un solo slot memoria. Dunque, nello “scontro” tra Sony Alpha 7C vs a7III cosa conviene preferire?

Tirando le somme del confronto

I valori in campo sono molto simili, non è facile stabilire se ci sia veramente un modello “peggiore o migliore” all’unanimità. E occorre dunque pensare alle proprie esigenze personali. La Sony Alpha 7C, come abbiamo già detto in precedenza, punta tutto il suo appeal sulla compattezza: ad ogni modo per sfruttarne al massimo funzioni e caratteristiche potrebbero servirvi ottiche di livello. Non di rado assai pesanti e ingombranti, forse più del body stesso di questa macchina. A questo punto, se cercate una resa da veri Pro, dovrete cedere sulla maneggevolezza

Come sfruttare al meglio questa mirrorless? Se vi dedicate al video o alla fotografia in maniera dinamica ma desiderate un’ottima risoluzione allora investite su di lei. Siete blogger, vlogger, influencer, fotografi di strada, reportagisti o ritrattisti? Provate anche a prendere in considerazione ottiche da abbinare a questo corpo macchina compatibili, più luminose e decisamente meno costose delle proposte originali Sony.

E il prezzo della Sony Alpha 7C? Con chi compete?

Senza girarci troppo intorno: qual è il prezzo consigliato della Sony Alpha 7 C? Il costo del solo corpo macchina si aggira intorno ai 2079 euro, mentre nella versione kit siamo sui 2380 euro. Più o meno sulla stessa fascia di prezzo e del medesimo brand troviamo la Sony Alpha 7 III, la “high resolution” Sony Alpha 7R II e la Sony Alpha 7S II, dedicata soprattutto ai videomaker. Cambiando marchio, si possono citare le versioni kit della Nikon Z6 e della Canon RP, il body della Canon R6.

Più economiche le Fuji APS-C di recente uscita, come la Fujifilm X-T4 e X-S10. Da prendere in considerazione, infine, anche la gamma di mirrorless full frame Panasonic, cioè la varie declinazioni della Serie S. Il prezzo tuttavia aumenta abbinando le ottiche, per quanto il sistema L-Mount sia in grado di garantire una scelta decisamente ampia, comprendendo piena compatibilità con lenti Lumix, Leica e Sigma.

Sony Alpha 7C recensione: per chi va bene questa fotocamera?

In definitiva è in linea con il mercato delle mirrorless full frame professionali, per quanto questo esemplare sia un po’ a cavallo tra questo modo e quello della produzione amatoriale evoluta. Infatti la mancanza di un doppio slot memoria potrebbe non aiutare nell’immagazzinare molti dati, quelli di un flusso di lavoro assai intenso. Inoltre le sue più spiccate qualità (compattezza e leggerezza) potrebbero essere annullate dall’utilizzo della macchina con ottiche particolarmente potenti (con notevole apertura e zoom). Se, al contrario, desiderate ottenere girati video dall’aspetto qualitativo molto alto e scattare dettagli o gestire soggetti in rapido movimento, non potrete che rimanere soddisfatti ed esaltati dalle prestazioni della Sony Alpha 7C.

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